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DISMISSIONI (errata corrige)

Finalmente si sta registrando una certa convergenza sulla necessita' di conferire il patrimonio pubblico in un fondo dismissioni gestito da enti separati dallo Stato, con la finalita' di abbattere il debito. E' implicito che tale fondo, a fronte dei conferimenti realizzati, emetterebbe obbligazioni con interessi assai contenuti rispetto ai tassi delle emissioni pubbliche attuali. In tale contesto, almeno due le preoccupazioni emerse: 1. Le scarse prospettive di valorizzazione degli attivi, dato il ciclo economico. 2. L'incertezza su come i mercati accoglierebbero le obbligazioni, garantite dagli attivi conferiti, emesse dal fondo. Il primo elemento porta in evidenza il fattore tempo: quindi, il realizzo degli attivi conferiti dovrebbe avvenire lungo un arco di anni abbastanza ampio da permettere la miglior valorizzazione degli stessi. Il secondo, implica il giudizio dei mercati rispetto a concorrenti possibilita' di investimento - non solo in termini di rendimento ma di affidabilita' del DEBITORE-. Ovviamente, un titolo, anche se emesso da un ente privato, garantito da collaterals e' meglio di un investimento non garantito ed emesso da un DEBITORE di dubbia solvibilita' Peraltro, la vera' novita' dovrebbe consistere nel fatto che le obbligazioni (preferibilmente di durata almeno quinquennale e con rimborso di capitale ed interessi alla scadenza), oltre che offerte al mercato, potrebbero essere "implicitamente" collocate presso il pubblico in vari modi, ad esempio: - a parziale pagamento del valore di (nuovi) appalti e forniture della PA (liberando cosi risorse per nuovi investimenti); - a saldo dei crediti vantati dalle imprese (ma anche dei privati contribuenti) verso l'erario; (in entrambi i due ultimi casi, i titoli in cassa, "patrimonializzerebbero" i conti delle imprese); - a parziale pagamento di trattamenti pensionistici oltre una certa soglia; - presso il pubblico risparmio in alternativa alle forme di tassazione patrimoniale gia' esistenti (IMU, bollo conti correnti). Per esempio, riducendo o esentando da queste tasse il risparmiatore che investa un multiplo degli ammontari dovuti per IMU o imposta di bollo, nelle obbligazioni garantite. Tra l'altro, questo meccanismo, incentivando l'investimento dei contribuenti italiani, potrebbe ridurrebbe la pressione speculativa esterna sul debito italiano in generale. La sola austerity, come dimostrato, non ci portera' lontanto (chi ha memoria si ricordera' della nefanda gestione FMI della crisi del debito brasiliana di fine anni 90). Solo riducendo progressivamente, ma con convinzione, il perimetro dello Stato si riuscira' ad uscire da questa spirale recessiva entro pochi anni. Cordialmente

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