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Enti di previdenza Professionisti

Egregio Direttore, Sono un assiduo lettore di Libero del Giornale, purtroppo on-line perché vivo all’estero. Vorrei sottoporle un tema che ritengo di interesse generale e che mi tocca personalmente. Sono un farmacista inscritto all’ENPAF dal 1978. Appena inscritto, credendo, forse ingenuamente, alle lusinghe che il giornale di informazione dell’ENPAF invia a tutti i farmacisti ho riscattato gli anni di laurea. Ciò mi avrebbe consentito di andare in pensione con 40 anni di anzianità e 36 di servizio effettivo. Circa 8 o 9 anni fa hanno unilateralmente cambiato le regole: i riscatti effettuati non hanno più valore ai fini dell’anzianità di servizio ma solo ai fini economici. E passi …! In questi giorni ho telefonato all’ENPAF per assumere informazioni sulla mia posizione. Ho ricevuto notizie che mi hanno lasciato sconcertato ed hanno cambiato tutte le mie prospettiva di vita È in corso di approvazione, col bene placido del ministero retto dalla sciagurata ministra, una riforma in base alla quale saranno abolite le pensioni di anzianità e la pensione di vecchiaia sarà corrisposta solo al compimento del 68 esimo (SESSANTOTTESIMO) anno di età. Ma che mi vogliono dare la pensione da morto? Stanno facendo delle norme assurde che comunque sembrano ritagliate sugli interessi dei soli titolari di farmacia e non di tutti i farmacisti. Accennato brevemente il mio caso, vorrei chiedere di fare dei servizi di inchiesta sul funzionamento delle CASSE PENSIONI delle varie professioni. Ritengo che ciò sia un argomento di grande interesse per tutte le categorie professionali che per altro ritengo costituiscano una buona percentuale dei suoi lettori Grato per l’attenzione che vorrà riservarmi, in attesa di un suo gradito riscontro, porgo cordiali saluti

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