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RICHIESTA DI GRAZIA PER LA SCARCERAZIONE DI UNA BIMBA DI 7 ANNI!

Ill.ma Dott.ssa Bittoni Napolitano, sono Federica Puma, mamma disperata di una bimba di 7 anni di nome Beatrice. La mia bambina ed io siamo state ingiustamente separate dal Tribunale per i Minorenni di Roma , presieduto dalla dott.ssa Melita Cavallo, che dal 14 dicembre 2011 ha collocato la mia piccola bimba in una Casa Famiglia romana. La motivazione di tale violento provvedimento è da ricercarsi, secondi i giudici, in una presunta conflittualità genitoriale ad essi rappresentata dagli assistenti sociali . Il papà della mia bimba, sig. Alfonso Grottesi, in vero, non l’ha mai voluta la bambina, come testimoniano numerosi documenti che compongono il voluminoso fascicolo depositato presso la cancelleria del Tribunale per i Minorenni di Roma Questo ingiusto decreto ha interrotto un legame sacro e inviolabile, il legame che unisce una mamma con la sua bambina. La morte, mi creda, sarebbe stata una dolce consolazione al confronto. Vivo ormai di ricordi di una vita che non c’è più; prima di quel nefasto 14 dicembre 2011 ero una mamma che accompagnava la sua bambina a scuola, che la portava al parco, che le faceva fare i compitini, che la riempiva di affetto, baci coccole: in casa tutto parla di lei, la sua stanza, i suoi giochi ma … Beatrice non c’è più, tutto tace, non si sente più la sua vocina che mi chiama, i suoi meravigliosi sorrisi …. Anche la mia bambina vive di ricordi - che ogni giorno che passa all’interno della galera in cui è stata destinata da un padre risultato malato di mente agli accertamenti di periti del tribunale e da un giudice ingannato da relazioni mendaci di assistenti sociali - che si fanno sempre più affievoliti, per essere sostituiti da una dura realtà composta da un ambiente degradato, inigienico . La sua mamma è stata sostituita da figure anaffettive che si fanno chiamare “ operatore”, da compagni di sventura che sono affetti da problemi psichiatrici. La mia bambina, che era una principessa nella sua casa, si è trovata a pulire i gabinetti usati da più persone, a subire violenze fisiche , psicologiche, atti di bullismo perpetrati dagli altri ospiti della casa famiglia . Le hanno perfino cambiato scuola: la piccola era iscritta ad una prestigiosa scuola privata romana ( I Salesiani) e si è ritrovata ad essere iscritta in una scuola pubblica di una degradata periferia. Beatrice è disperata, vuole tornare a casa, vuole tornare dalla sua mamma, dai suoi nonni, dal suo cagnolino, alla sua vecchia scuola, alla sua vita! Da mamma, da cittadina Italiana, mi appello a Lei, che prima di essere la moglie della massima carica istituzionale del nostro paese, il Capo di Stato, è una mamma, una nonna. Sono state rivolte istanze anche al Quirinale, che non hanno avuto alcun seguito … Or se è vero, come si dice, che per arrivare al Re bisogni passare dalla Regina, io La prego, La supplico La scongiuro si interessi congiuntamente a Suo marito di questo atto di assurda mala giustizia. Mi appello al Suo cuore di mamma e di nonna: faccia concedere la grazia alla mia piccola bimba inerme che nulla di male ha commesso; graziatela fatela uscire da questo stato detentivo a cui è costretta; concedetele di ritornare nella sua casa tra i suoi affetti alla sua mamma che tanto reclama e che la ama più della sua vita . Rivoglio mia figlia Donna Clio e mai figlia rivuole la sua mamma! Con profonda stima e rispetto Roma 9 agosto 2012 Federica Puma

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