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TFA, chiediamo giustizia e merito

Gent.mo direttore, siamo un nutrito gruppo di aspiranti insegnanti che hanno superato la prova preliminare TFA in prima battuta e che ieri, venerdì 10 agosto, si sono visti ingiustamente scavalcare nella graduatoria dei punteggi da altri candidati, i quali, pur avendo ottenuto un punteggio reale di risposte corrette inferiore, ora sono risaliti in graduatoria grazie a un ingiustificato e gratuito abbuono di domande. Siamo indignati di fronte a questo trattamento iniquo che mette sullo stesso piano la preparazione e la mancanza di preparazione, il merito e la buona sorte. Ciò non rende onore al merito di coloro che hanno svolto e superato il test senza bisogno di aiuti, abbuoni miracolosi e sanatorie. Inoltre i criteri con cui sono state considerate sempre corrette alcune domande appaiono del tutto arbitrari in quanto, il più delle volte, sono stati annullati quesiti soltanto sulla base di vizi di forma che non pregiudicavano affatto la possibilità per i candidati di rispondere correttamente. Con questa operazione si è squalificato una volta per tutte il valore della prova preliminare, decurtata della validità di più di un terzo dei quesiti per alcune classi di concorso. Ci riteniamo danneggiati in primo luogo per la palese mancanza di serietà, la superficialità, il pressapochismo e la vergognosa negligenza con cui sono stati redatti i test, e in secondo luogo per il fatto che ora i sottoscritti si troveranno a competere nelle seguenti prove con un numero di candidati che per molte classi di concorso e università è addirittura decuplicato. Molti degli ammessi alla prova preliminare nella prima graduatoria stilata sono neolaureati o aspiranti insegnanti, i quali, non potendo contare sui punti aggiuntivi derivanti dal servizio, hanno puntato tutto sulle proprie capacità e conoscenze e che ora vedono seriamente compromesse le possibilità di accedere al tirocinio formativo a causa di una sanatoria intermedia che premia in maniera del tutto aleatoria e indiscriminata. Ricordiamo che: -) il decreto prevede l'attivazione del TFA anche in caso di numero di ammessi inferiore ai posti disponibili -) la pratica di "abbuonare" ovvero considerare corrette per tutti una o più domande del test è formalmente scorretta, in quanto contrasta con l’art. 15 comma 7 del D.M. 10 Settembre 2010 n. 249: nel Decreto infatti si parla di n° 60 quesiti, ognuno dei quali presenta una E UNA SOLA risposta esatta del valore di 0,5 punti; -) inoltre i candidati più giovani si troverebbero ad avere a disposizione un minor numero di domande per poter "recuperare" lo svantaggio in termini di punteggio nei confronti di altri candidati con maggiore anzianità di servizio. Infine, ma forse è la cosa più importante, ci era stato chiesto di non metter segni di riconoscimento sulla scheda delle risposte in modo che la correzione avvenisse sulla base dei soli codici e quindi in maniera anonima. Con la nuova correzione, invece, le schede avevano addirittura nome e cognome, altro che segni di riconoscimento, in quanto molte università avevano già pubblicato sui loro siti la graduatoria sia degli ammessi che dei non ammessi con tanto di nome, cognome, codice fiscale, voto e codice compito (per esempio, http://www.unich.it/unichieti/ShowBinary/BEA%20Repository/Area_Studenti/TFA_ESITI/Esiti_Test_Preselettivi_TFA/Graduatoria%20A445A446//file, http://allegati.unina.it/postlaurea/tfa/2011_12/11_A035_EsTestPre.pdf). Questo ha infranto le regole di segretezza previste dal decreto del TFA e solo questo elemento sarebbe sufficiente a fare invalidare l'ultima revisione delle graduatorie. Pertanto chiediamo con forza l'adozione di soluzioni rapide atte a tutelare la nostra posizione. Ci riserviamo di intraprendere al più presto un'azione legale collettiva al fine di vedere restituite dignità e serietà alla selezione. La ringraziamo infinitamente per lo spazio che vorrà concederci.

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