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I furbetti del traghettino

Buongiorno Direttore, mi permetto di scrivere questa missiva in quanto spesso avete dato voce alle persone comuni come il sottoscritto. Sono di origini sarde e come ogni anno, se posso, in estate una settimana me la concedo volentieri. Ebbene da questo ultimo viaggio ho trovato l'ennesima novità che riguarda i trasporti marittimi. Dopo il caro (caro-caro) biglietti operato dalla loggia delle compagnie di navigazione ho scoperto che, in barba alle tariffe esorbitanti, gli orari di partenza e di arrivo sono puramente indicativi. Nel mio caso andata del 07/08/12 da Livorno ore 8.15 arrivo 15.30 mentre il biglietto recita 8.00-13.30... 2 ore buone in condizioni di tempo perfette. Ritorno Olbia-Piombino del 12/08/12 partenza alle 8.50 arrivo 14.30 ed il biglietto recita 8.00-12.30.. altre 2 ore. Ho pensato ad una coincidenza ma scopro che tutti quelli che conosco hanno avuto la stessa esperienza. Ma mi chiedo: perchè treni e aerei devono rispettare gli orari con penali sui ritardi mentre questi signori fanno ciò che vogliono? Perchè l'Europa che tiene tanto alla concorrenza si è così concentrata sugli "aiuti di stato" alla Tirrenia salvo poi sorvolare sull'acquisto della stessa da parte del monopolista?? Mi dico infine ma i Sardi, un tempo persone fiere e testarde, dove sono finiti? perchè non li leggo sui giornali "arrabbiati" come si deve per essere trattati come pezze da piedi? Credo caro direttore che esista un "Sardinia-gate" su cui nessuno pone l'accento ma che potrebbe riservare curiosi retroscena. Cordiali Saluti Antonio Pinna

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