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PALERMO CITTA' PERDUTA INVASA DALL'IMMONDIZIA

Egregio Direttore Belpietro, vorrei segnalarLe un’ennesima gravosa e non più sostenibile situazione in cui versa Palermo (e di cui nessun organo di stampa nazionale parla) ossia che la città, da molte settimane ormai, è sommersa da tonnellate di rifiuti lasciati a marcire per strada (situazione paragonabile per quantità –se non superiore- al comune di Napoli). Tutto nasce “dall’incendio della discarica di Bellolampo” situata a ridosso della città di Palermo: l’incendio, in un rimpallarsi di competenze, “parrebbe” doloso (il condizionale è sempre d’obbligo). Controverse anche le dichiarazioni dell’ARPA Sicilia sui dati delle quantità di diossina nell’aria che prima dichiara quantitativi cinque volte superiori alla norma poi dati parziali poi gravi… ecc… dichiarazioni subito smentite da ASP, Comune di Palermo e dal Sindaco Orlando che -già prima ancora di avere i responsi dei Tecnici all’uopo preposti- aveva provveduto anche ad emettere un’ordinanza per l’effettuazione delle indagini nel latte materno. Gravissima anche l’attività di cercare di spegnere l’incendio con acqua, perché da anni erano già state segnalate irregolarità e sversamenti di liquami nelle falde acquifere…!! Apprendiamo oggi che il Sindaco Orlando, dopo giorni di rimpalli di responsabilità e polemiche sulla gestione della discarica e della soc. municipalizzata AMIA -che conta circa 2500 unità di personale in parte ex detenuti e gestita in regime di commissariamento (ben tre commissari ministeriali con compensi stratosferici), in quanto vicina ad un probabile fallimento per gravissime difficoltà finanziarie (attesissima sentenza a settembre 2012), scrive un ulteriore lettera al Presidente del Consiglio Monti nella quale “paventa infiltrazioni mafiose nella gestione dei rifiuti di Bellolampo”. A chi conosce lo stato disastroso e di difficoltà economica in cui versa da anni la città di Palermo e le sue municipalizzate, viene in mente un pensiero, ormai diventato un sospetto, ossia: “il modo di tante amm.ni comunali che negli anni sono avvicendate alla guida di Palermo che forse “creano emergenza” al fine di inoltrare una pressante e continua richiesta di fondi Statali e ciò per intraprendere ogni forma di risanamento e/o gestione dell’emergenza (rifiuti- ufficialità) ma in realtà per tamponare e tirare a campare le aziende in crisi AMIA e GESIP, per pagare gli stipendi alle migliaia di unità lavorative che le compongono e a tutti i membri dei consigli di amministrazione che percepiscono emolumenti elevatissimi (comprensivi di quattordicesima) e con uomini di colore politico del sindaco di turno e ciò a fronte di servizi quasi inesistenti. Oggi i cittadini onesti palermitani esasperati dal perpetrarsi di una situazione mai chiarita, dagli incendi e dalle montagne di rifiuti accatastati “corollario olezzante colorato nelle strade -che non hanno fiori od aiuole” dispersi in una città che non funzionava e non funziona più, in assenza di pseudo Amministratori che non prendono delle vere decisioni e “tirano a campare nell’attesa della prossima tornata elettorale….(già i faccioni dei manifesti appesi…)”. A nulla valgono le segnalazioni dei lettori ai quotidiani on line e locali, pare che poco importi agli organi di stampa locali nazionali… la MUNIZZA e la salute dei Cittadini NON FA PIU’ NOTIZIA… Il sindaco “nuovo Orlando” SAPEVA del problema e dei problemi anche prima della campagna elettorale e come e cosa avrebbe trovato nel tentativo di governare la Città… Troppo semplice additare con banalità i disservizi usando il termine carattere Mafioso perché ha più effetto e nessuno troverà colpevoli (nessuna denuncia alle forze dell’ordine). La parola magica per ottenere dei bei milioncini di euro dal governo, anche da quello di Monti, per finalità ben diverse da quelle per cui si chiedono (vedi anche soc. Gesip per la quale sono stati stanziati fondi della Protezione civile Nazionale e con i quali si sono pagati gli stipendi) allora è forse “vittime della mafia? La colpa non è di chi non ha mai voluto e non vuole amministrare dicendo la verità, ossia che forse la città, i suoi amm.ri e tutti i loro interessi, innanzitutto politici, SONO IN SCACCO DELLA MAFIA? Egregio Direttore, qualcuno ebbe a dire che in Sicilia muore anche la speranza ma il suo quotidiano si chiama LIBERO, e dalla informazione sui fatti di una città speriamo che arrivi anche la giustizia… A Lei ogni considerazione e aiuto giornalistico

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