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Da quale pulpito, caro Pezzoli

Rimango amareggiato nel constatare che abbiate bisogno, a supporto di efficaci vostri articoli, di commenti da parte di chi è organico alla più grande organizzazione di falsi e parassitismi i più articolati, con sede in quel mezzo chilometro quadrato dove il demonio(sempre lui), in questi giorni, pare si stia divertendo a mettere a soqquadro un po' tutto. Don Pezzoli abbia la sensibilità di guardarsi attorno, di osservare anche superficialmente quanto denaro viene bruciato sull'altare della superstizione e per le necessità materiali e mondane dello staterello dove il tedesco suona il piano e ci raccomanda serafico, e solo a pagamento, al suo datore di lavoro. Fini e company sono in atto, senza remore, la parte più infamante degli specialisti del predicare bene e razzolare col ghigno volpino: ma come fa questo prete a soffrire per gli sprechi che gridano vendetta davanti al suo dio, quando dimentica fra migliaia di raffinati furti, che un cardinale percepisce 160.000 euro all'anno per mantenere i vigore..la mia speranza di salvezza di cui vuole occuparsi ad ogni costo?! Si aggiorni, don Pezzoli, con dei dati precisi, si scandalizzi per l'otto per mille, almeno, e si guardi bene dal fare la verginella offesa perchè troppi praticanti parassiti dello Stato vogliono imitare, in un crescendo, i veri maestri della rapina, quelli del Vaticano. So bene che non pubblicherete, la parte malata di Libero e del suo staff è proteggere l'efferatezza ed il ladrodicinio perdurante da duemila anni di uno stato fra i più immondi, in nome di un dio nascosto perchè immaginario, rimaneggiato e forgiato come gli fa comodo. Saluti cordiali. Giuseppe Drago, email

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