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Legambiente giudica il mare di Calabria

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Caro Direttore sono una sua integerrima lettrice nonchè abbonata al quotidiano che dirige, per cui mi permetta il tono confidenziale. Sono una calabrese, tra i tanti, che nonostante le difficoltà del momento che il Paese e la mia regione a livelli esponenziali vivono, rimane tenacemente nella sua terra. Ho il mio lavoro che mi son creata, architetto libera professionista con un'attività imprenditoriale collegata che tiro avanti con i sacrifici che in questo momento mi accomunano a milioni di italiani, un marito che, ingegnere Eni, svolge la sua attività in giro per il mondo contribuendo nel suo piccolo alla crescita del paese Italia e una figlia che per completare i suoi studi, dopo aver conseguito la laurea alla Bocconi, si trova a San Francisco. Il mio non vuol essere dunque il pianto che purtroppo accomuna chi il lavoro non ce l'ha o lo ha perso grazie anche alla scarsissima produttività in termini di azioni incisive dell'attuale governo, ma un grido di ribellione a difesa della mia terra, la Calabria, e delle sue bellezze, del suo mare... Ho letto, come milioni di italiani, la dichiarazione di Legambiente secondo cui la Calabria svetterebbe tra le regioni per il mare inquinato. La notizia è stata peraltro divulgata dal TG1 e la reazione immediata e sdegnata mi ha spinto a un moto di ribellione. Il turismo non è il mio campo d'azione, dunque non è per interesse o a difesa del mio lavoro che scrivo, ma a protezione, se esistono ancora i margini a stagione estiva inoltrata, di una realtà che è stata mistificata, di una costa tra le più belle che si possano immaginare, dove il mare è tra i più belli al mondo e lo posso ben dire avendo soggiornato ai Caraibi, alle Maldive e nel mar Rosso. La mia zona di residenza è quella della cosiddetta "Costa degli dei", tra Nicotera e Pizzo passando per Tropea, dove le acque assumono le tonalità che variano dal verde acqua, qui è sicuramente l'esempio reale della sfumatura attribuita a una particolare condizione del mare, al turchese, al verde intenso. Ma c'è anche la trasparenza sinonimo di pulizia? Obietterà chi collega l'immagine a quella di mare inquinato. In questi giorni ho più volte percorso in barca il tratto di mare che si snoda per diverse decine di chilometri e credetemi, l'unica traccia di disturbo all'acqua così cristallina da distinguere perfettamente i granelli di sabbia sul fondo, è, in qualche sparuto e concentratissimo caso dell'ordine di pochi metri, la leggera scia di bolle da carburante lasciato dagli scarichi di qualche imbarcazione di passaggio... E lo si chieda ai turisti, pochi, ancor meno quest'anno, che in quelle acque si son trovati e ancora si trovano, se il mare è inquinato o anche semplicemente sporco. Io l'ho fatto, a qualcuno che placidamente oziava sul suo natante, perchè l'incredulità era troppa e l'indignazione di più. La risposta è stata: "...Mare inquinato? Qui non lo è di sicuro!" La politica parolaia ci ha portato via tante cose, voi non portateci via quel che il buon Dio ci ha donato e che se pur maltrattato o trascurato, nessuno ha il diritto di mistificare. A Legambiente chiederei l'elenco dettagliato e provato delle località incriminate perchè una media matematica non fa giustizia di una lettura che deve essere puntuale e dettagliata. Cesella Gelanzè

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