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IL GESTO

Milano Alla C.A. del Dott. Belpietro GENOVA 17.08.2012 Gent.mo Dott. Belpietro, la data per scriverle non è una delle migliori, venerdì 17, anche se personalmente non sono superstizioso, ma quanto mi è accaduto mi ha reso pessimista, forse molto di più, considerando che sono stato, nella mia vita, sempre un inguaribile ottimista, solare e aperto. Spero e mi auguro che Lei legga con attenzione la presente e che non la cestini, pensando che sia frutto di un mitomane e che, al contrario, la pubblichi, ovviamente con le dovute modifiche. Ci terrei. Il pubblico deve conoscere perché si arriva a compiere gesti estremi e quale sia la molla che fa prendere questa decisione. Quando leggevo necrologi che riguardavano colleghi imprenditori che si sono tolti la vita, perché non più in grado di sopportare la distruzione e immancabile chiusura delle loro aziende, mi sono sempre chiesto cosa avrei fatto se fosse successo anche a me. Ebbene adesso comprendo i loro gesti. Sta maturando in me, e con molta serenità e pace questo gesto. Ritenuto da molti un gesto da vigliacchi, personalmente lo ritengo un gesto disumano, forse anche inutile, ma diventa necessario, quando non ci sono alternative, quando si rimane da soli, quando nessuno ti da una mano a trovare soluzioni diverse e costruttive che ti permettano di superare la crisi che ti coinvolge. Sono un imprenditore. Mi chiamo Claudio Tripodi. La mia azienda, La Italiana Metal Company Srl, iscritta nel registro delle imprese di Genova, è una società che si occupa di costruzioni, montaggi, manutenzioni di impianti industriali e multiservice. E’ una società giovane, costituita ad aprile del 2011 e da me acquisita alla fine dello stesso anno. L’ho immessa sul mercato, cercando di promuoverla, proponendola come società professionalmente preparata e in grado di affrontare lavori di medie proporzioni, in modo efficace ed efficiente. Non ho svolto molti lavori, anche per i tempi di crisi in cui viviamo, nonostante proponessi, sul mercato, prezzi convenienti, a condizioni qualitative eccellenti. Da fine aprile a luglio sono rimasto quasi immobile, facendo qualche lavoretto saltuario e rifiutandone altri per le condizioni di pagamento piuttosto precarie di chi mi proponeva il lavoro e aspettando di fare lavori di manutenzione straordinaria, in sub appalto, ad agosto, presso gli stabilimenti dell’ILVA di Genova e Novi Ligure. Ma tutto è saltato e quella boccata di ossigeno che aspettavo, con ansia, per livellare il mio stato aziendale, non è arrivata, peggiorando così la mia già precaria condizione dell’azienda. Nel frattempo avevo sviluppato delle offerte per una grossa società che opera in appalto nelle stazioni di Ge Principe e Ge Brignole, per la committente "Grandi Stazioni", società del Gruppo Ferrovie dello Stato. Ebbene mi è stato affidato un ordine di lavorazione di 149.000,00 ?, che mi permetterebbe di impiegare 6/8 operatori per circa tre mesi di lavoro, suddivisi in costruzione e montaggio delle strutture. Non solo, ma continuo a preparare offerte per altri lavori che la stessa mi vorrebbe commissionare, se i prezzi sono adeguati al loro clichè. Come azienda ho aperto un conto presso la BNL di via San Luca. Ottimo servizio da parte dei dipendenti, del direttore. Rapporti cordiali, amichevoli direi. Sempre molto disponibili e pronti ad aiutare, ma la rigidità della politica della banca non permetteva loro di muoversi più liberamente. In questo conto non c’è stato un gran movimento, lo riconosco, se non un versamento di un certo numero di cambiali, per un totale di 26.000,00 ?. Non mi è stato anticipato nulla, nonostante l’avessi chiesto e, tanto meno mi è stata aperta una linea di credito con un minimo di fido, specie dopo aver girato alla stessa, l’ordine di lavorazione da cui si evince l’importo e le modalità di pagamento. Premetto, anche, che questo mese due piccoli clienti, a cui ho fatto piccoli lavori di aggiustaggio, avrebbero dovuto saldare entrambi i lavori per un importo pari a 3.700,00 ?. Cosa che non è avvenuta, purtroppo, e nonostante abbia rincorso i clienti per il recupero delle somme, questi si sono resi introvabili ed io mi trovo scoperto sul conto di tremila euro, perché nel frattempo è arrivato un assegno di ? 2.500,00, servito a pagare l’acquisto di prodotti metallici e materiali di consumo. Ho fatto di tutto per coprire l’assegno, ma non avendo altre risorse che il mio lavoro, non ho ancora trovato i soldi e intanto in data odierna l’assegno andrà in protesto e anche se riuscirò a pagarlo, il protesto rimane ugualmente ed io non avrò più accesso al mio conto o a richieste di finanziamento, insomma, avrò tutte le porte chiuse e non riuscirò a mettere in lavorazione l’ordine, in quanto mi serve una piccola linea di credito, che sicuramente mi verrà negata. Personalmente non ho più un euro e le mie condizioni attuali sono disastrose: mi sono stati staccati il telefono e la linea internet dal mio ufficio e navigo grazie ad un abbonamento internet con la linea3, sin quando l’abbonamento è pagato. Anche il telefonino aziendale mi è stato staccato per il mancato pagamento delle bollette e sino adesso sono riuscito a telefonare grazie ad una SIM ricaricabile della inea3, che mi viene, puntualmente pagata da un amico. Ho finito le cartucce della mia stampante e non posso utilizzarla, perché le cartucce sono scariche e non posso sostituirle per mancanza di fondi. In casa, l’ENEL ha diminuito la potenza del carico per il mancato pagamento della bolletta e non riesco ad accendere lo scaldabagno perché la tensione è insufficiente e scatta l’interruttore. Poco male. Faccio la doccia fredda, per il momento. Anche la lavatrice è inutilizzabile per lo stesso motivo, così come la lucidatrice e il ferro da stiro. Funzionano solo le luci, il frigo e la TV. L’importo che devo saldare, ammonta a circa 140,00 ?. Ma non li ho. Mangio anche in economia, saltando i pasti, per far durare più a lungo i cibi in frigo sino ad esaurimento delle scorte. Inoltre sto avendo problemi con la salute. Soffro di diabete cronico da oltre dieci anni. La mia medicina è l’insulina e una dieta alimentare integrata, che non riesco a seguire per ovvi motivi. Lo stress, le preoccupazioni, hanno leso la mia volontà, la voglia di combattere. La paura di perdere l’azienda e quanto ho cercato di realizzare, mi destabilizzano enormemente. Alla luce di tutto questo, continuare una vita senza valori che senso ha. Sto per perdere tutto ciò per cui ho combattuto, per cui ho sacrificato buona parte della mia vita. Ho eliminato sprechi, mantenendo un contegno sufficiente a sopravvivere, pur di portare avanti la mia azienda. Mi sono sempre detto che un giorno o l’altro i sacrifici, la testardaggine, avrebbero prodotto i risultati sperati. Non possiedo neanche la macchina, ma uno scooter di seconda mano. Ora fermo per mancanza di carburante. Quale banca avrebbe il coraggio di affidarmi un fido o una linea di credito, nonostante possa garantire con un ordine di lavorazione, ben altri affidamenti, dopo quanto sta accadendo? Quale banca farebbe quest’eccezione, dandomi attendibilità, fiducia, stima? Sono stanco. Molto stanco e non vedo prospettive ottimistiche dinanzi a me. Pertanto cosa mi rimane. Nella mia vita ho sempre lavorato, offrendomi anche per lavori poco pagati. Ma a 62 anni chi offrirebbe un posto di lavoro a un vecchio come me, nonostante la mia esperienza cantieristica e di conduzione del personale. Ho lavorato per tanti anni nei cantieri come capo cantiere, conducendo cantieri con 10 unità e/o con 60 unità. Conosco i disegni. Conosco le carpenterie. Sono un tecnico tubista. Sui montaggi e manutenzioni d’impianti ho una notevole esperienza. Sino a qualche anno fa ho fatto il capo commessa. Ed ora? Cosa mi rimane? L’amarezza di non essere più un giovane, ma un vecchio, stanco, stanco della vita che mi sta riservando solo dei grandi dispiaceri. Cerco di ragionare, ritenendomi una persona intelligente, ma non trovo altre soluzioni che allontanarmi dalla vita, perché la stessa non riesce più ad offrirmi niente. Ho chiesto aiuto anche agli amici di facebook, con una lettera confidenziale, ma ………….. Grazie, in ogni modo, per la Sua cortese disponibilità e mi scuso per la lungaggine del mio scritto. Spero di non a verla annoiato. Distinti Saluti Claudio Tripodi P.S.: con la presente l’autorizzo a pubblicare il mio nome e quello della mia azienda, essendo anche Amministratore Unico della stessa.

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