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Più camaleonte di Fini...solo il camaleonte!

Da La Repubblica di Venerdì 17 Agosto 2012. “ Intervenga subito....”. E’ il caloroso appello con cui Il Presidente della Camera Gian Franco Fini si rivolge al Ministro dell’Interno Cancellieri affinché intervenga all’istante per dettare nuove regole sulle “ scorte”. “ Intervenga ” è la supplica. “ Subito “ è la preghiera. Il Ministro dovrebbe abbandonare precipitosamente mari, cieli e terre, catapultarsi su Roma col paracadute , se in volo, per dirimere e regolare il servizio Protezioni delle Scorte di Stato. Di corsa, al volo. Subito! Perché in quasi trent’anni che occupa le varie sedie di Montecitorio il Presidente Fini non ha mai avuto tempo di occuparsi del problema, fare una interrogazione, concretizzare, non a parole, ma attraverso normative un servizio che, sarà il sole, saranno gli anticloni, i cicloni e quant’altro gli è parso “ da rivedere” solo dopo sei lustri. Trent’anni! Miracolato dal giornale La Repubblica attraverso il bell’articolo “ L’estetica della scorta” il Presidente sulla via di Canossa piagnucola “ No! No! Non voglio più “privilegi legali”. Lo fa dopo averne usufruito per trent’anni. Trent’anni! E’ bello l’articolo! Commuove! A partire dal titolo “ L’estetica della scorta”! Cosa ha di “estetico” una scorta lo sanno solo a Repubblica e forse il pavone Fini! E poi ancora il termine “ privilegio” accostato all’aggetivo “ legale” è un enigma che solo il sole, le acque, i fondali dell’Argentario possono chiarire. Cosa ci sia di legale in un privilegio lo sanno solo i pesci. Dopo essere stato muto come un pesce sull’argomento per un trentennio, almeno coi fatti, chiede pubblicamente (affinché lo sappiano tutti) al Ministro di intervenire. Subito! Il Presidente Fini va oltre. Armato di carta e penna, invece che di pinne ed occhiali, affonda, si scaglia, in apnea, senza bombola, a capo fitto, contro il direttore di “Libero”, reo di avergli rotto le uova nel paniere mentre le trastullava a mollo! Lo fa con eleganza! Utilizza le parole del “Merlo”, non il “Corvo”, il “Merlo” per sottolineare che il Direttore di Libero sostituisce il fango all’inchiostro per bastonare l’avversario politico e compiacere il padrone. (Si sente un perseguitato Fini, pur avendo la scorta. Che non sia il caso di raddoppiargliela! ). Abbandonato il Merlo al suo destino, continua, poi, accusando Belpietro di dare vita ad un giornalismo volgare e patetico, ottuso e fazioso! Dopo aver sottolineato la “lauta paga” di Belpietro, non la sua, riemerge a galla e a perdifiato urla: “ Non è questo l’aspetto che mi preme sottolineare”. Non gli interessa come ha fatto, in apertura di lettera, dire che il Direttore schizza fango, è ottuso, fazioso, comprato, venduto e perciò largamente ricompensato. No! Non è l’aspetto che gli preme sottolineare. Ciò che gli preme è “ il silenzio distratto” del mondo politico istituzionale! Silenzio distratto! Che sarà mai! Tra un fondale e l’altro, tra la cattura di un pesce protetto e di un altro pesce protetto, con questo ancora in mano, deve aver seguito qualche corso del Governatore Vendola sul modo di esprimersi e scrivere. Silenzio distratto, estetica della scorta! Il dizionario Vendola potrà illuminarci? Gli unici “ non distratti” (ci mancherebbe!) sono Casini e Schifani. A scanso di equivoci tra una immersione ed un'altra il Presidente Fini ha il tempo di precisare: “Intendiamoci bene. Non chiedo nessuna solidarietà. Non ne ho alcun bisogno!”. Dopo avergli comunque menzionati sparisce nuovamente tra le onde del suo scritto.” Tanto non ne ha bisogno” che riemerge assieme a quello che avrebbero pensato di quanto riportato da Libero i Segretari di partito gli onorevoli squali Alfano, Bersani, Di Pietro, Maroni. Manca solo Berlusconi ed il Capo dello Stato e la Balena Bianca! Tra le acque i pensieri di Fini si fanno più profondi. L’articolo “ L’estetica della scorta” di Repubblica è bello ma, sempre il pensiero di Fini, il Merlo ha torto sostenendo che la scorta non lo protegge ma lo omaggia. Ha torto quando afferma che la scorta diventa la corte del potente di turno, ornamento ed abbellimento di cortesia. E’ bello l’articolo ma il Merlo ha torto. Fini non è d’accordo. S’immerge nuovamente. Deve avere urtato contro qualcosa! Risale. Fini è un altro! Abituato a mimetizzarsi come le prede sottomarine diventa, d’un tratto camaleontico. Afferma:” Il sistema va rivisto per limitare costi e sprechi (ammette che si verifichino costi e sprechi). Il sistema va rivisto per impedire abusi (ammette che si verifichino abusi). Il sistema va rivisto per razionalizzare i servizi di scorta (ammette che non sono razionali). Il compito ingrato spetta alla Cancellieri. Subito! Non a parole ma coi fatti! Subito! Per dimostrare che il mondo politico non è una casta (ammette anche che il mondo politico è una casta). Si scaglia poi contro il muro di gomma e di ipocrisia che fa si che in Italia cambiare le cose sia impossibile, senza sapere che gli Italiani da oltre trent’anni votano Fini, Casini, Bersani, Schifani, Maroni e quant’altro per farlo. Se poi a sollecitare dopo oltre un quarto di secolo che questo si faccia è un volgare e patetico giornalismo d’inchiesta, grottesca caricatura della più ottusa faziosità, ben vengano i Belpietro anche se ammanettati in Tribunale. Come quasi sempre accade quando la verità viene a galla viene immediatamente portata in Tribunale. Forse per questo Fini ama così tanto le profondità marine dove tutto s’inabissa. Poi, laggiù per sopravvivere bisogna essere camaleontici, ne va dell’esistenza non solo marina ma , secondo il Presidente, anche terrena. Fini docet! Più camaleontico di Fini neanche il camaleonte.

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