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è solo ipocrisia i dati sull'aumento dei tumori in puglia sono noti da anni

carissimo direttore le scrivo per ricordare a tutti, sopratutto ai nostri governanti regionali, che i dati sull'aumento dei tumori, delle via aeree superiori, del seno, dei polmoni, del midollo etc., sono disponibili da anni. Addirittura c'è stato un medico salentino, Dott. Serravezza che ha lanciato l'allarme anni fa e nessuno lo ha ascoltato compreso l'attuale presidente della regione Puglia che anzi è entrato in polemica con lo stesso medico. Adesso sento parlare dell'urgenza di attuare interventi di risanamento e intanto si parla di un'apertura di una centrale ad oli combustibili che dovrebbe avvenire in salento non le sembra un controsenso? dov'era il presidente nel 2011 quando riceveva un appello dal dottore su citato con il quale si chiedevano interventi mirati per sanare una situazione così grave? nON MI DILUNGO CON I DATI CHE TUTTI POSSONO LEGGERE SU WWW.EPIDEMIOLOGIA DEI TUMORI NEL SALENTO.IT (DATI SUI TUMORI NEL SALENTO) Allego letterA : LEGA ITALIANA PER LA LOTTA CONTRO I TUMORI Sezione Provinciale di Lecce Casarano, 20 gennaio 2011 _______________________________________ Al Presidente della Regione Puglia, On. Nichi Vendola Alla Vicepresidente della Regione Puglia, Dr.ssa Loredana Capone Agli Organi di Informazione e p.c. Al Direttore Generale ARPA Puglia, Prof. Giorgio Assennato Una campagna contro l’ARPA, in sfregio agli interessi della collettività ed alla salute dei cittadini Con stupore, registriamo in questi giorni una campagna mediatica tesa a mettere in dubbio, cancellare od offuscare i dati resi noti da ARPA Puglia in merito alla grave situazione del Salento per quel che riguarda la mortalità per tumore. Come è noto, tali dati, in aggiunta alle numerose carenze, superficialità e difformità tecniche rilevate nel progetto, erano parte integrante del parere negativo espresso dall’Agenzia in merito alla realizzazione della centrale a biomasse “Heliantos 2” a Casarano. Ecco il passaggio chiave : “I dati epidemiologici esaminati confermano la criticità territoriale che caratterizza il Salento da diversi anni, rappresentata dagli elevati tassi di mortalità per tumore del polmone (…) tutta l'area salentina è interessata da eccessi (rispetto ai valori regionali) di mortalità per neoplasia polmonare, soprattutto nel sesso maschile. Questo scenario definisce una situazione di peculiare vulnerabilità del territorio ad ulteriori pressioni di carattere ambientale”. Ebbene, tutto questo, evidentemente inatteso, ha determinato reazioni scomposte che fanno immaginare una vera e propria operazione tesa a gettare discredito su un’istituzione scientifica prestigiosa come l’ARPA. Come LILT di Lecce, Ente da sempre impegnato nel campo della prevenzione e della difesa della salute, vorremmo ricordare invece ai tanti interessati “scettici” e “oncologi” improvvisati dell’ultima ora che già in tempi non sospetti era stato lanciato un allarme sulla drammatica situazione epidemiologica della nostra provincia. Già nel 2002, infatti (quando “Heliantos” poteva tutt’al più essere solo il nome greco di una pianta), sulla nostra rivista “Lega contro i Tumori” pubblicammo in anteprima, proprio a firma del Prof. Giorgio Assennato, i dati preliminari dell’allora Registro Tumori Jonico-Salentino, che mettevano in risalto forti criticità (“I dati mostrano un più alto tasso di mortalità nel sesso maschile per tumori polmonari, leucemie e tumori vescicali (i tumori più comunemente associati a fattori cancerogeni di origine ambientale e occupazionale) nella provincia di Lecce rispetto alle altre due province”) e sollecitavano i politici e le pubbliche istituzioni ad intraprendere adeguate misure di prevenzione. Nel 2004, inoltre, la “Prima indagine epidemiologica sulla popolazione dell’area esposta alle emissioni della Copersalento di Maglie”, commissionata dalla Provincia di Lecce e firmata dal Dr. Enrico D’Ambrosio, confermava l’esistenza “in un’area territoriale comprensiva del bacino di Maglie un eccesso di rischio per tumori polmonari, della vescica, della prostata, per le leucemie e tumori della laringe, che con quelli polmonari condividono molti meccanismi etiopatogenetici” e così concludeva : “risalta del tutto evidente l’urgenza e la necessità che sia eliminato attraverso interventi preordinati ogni possibile sovraccarico di inquinamento chimico dell’aria, allo scopo di ottenere un risanamento ambientale ed un abbattimento del rischio segnalato, almeno entro valori medi regionali”. Questi dati sono stati confermati dal più recente “Atlante delle cause di morte della Regione Puglia - Anni 2000- 2005”, edito dall’Osservatorio Epidemiologico della Regione Puglia, cui ha fatto riferimento ARPA nel suo parere. Nel 2004, sottolineiamo, sono morte per tumore in provincia di Lecce ben 240 persone in più di quante ci si sarebbe aspettato sulla base degli indicatori regionali. A Casarano, nel quinquennio 2000-2005 (e nel frattempo la situazione non è certo migliorata, anzi..) sono morti per cancro al polmone non 44 uomini (come sarebbe stato prevedibile in base alle stime), ma ben 68 ! E’ bene pertanto leggere questi documenti, prima di lanciarsi in attacchi a testa bassa contro istituzioni e persone degne di ben altra considerazione. Quello che stupisce poi è la subdola tattica di confondere le acque e spostare l’attenzione dell’opinione pubblica sulla questione dei dati dell’inquinamento, asserendo che non sono stati rilevati, che non esistono, o che sono dubbî, e via dicendo. Ma basta leggere il rapporto ARPA sulle emissioni industriali in Puglia (basato sui dati INES), o il recente rapporto di Greenpeace - disponibili online - per rendersi conto che non possono esserci dubbi in proposito : deteniamo la maglia nera in Italia quanto ad aria satura di sostanze nocive immesse in atmosfera ! I dati su cui ARPA ha basato il proprio parere negativo sono invece quelli sulla mortalità per tumore nel Salento, che non consentono nella maniera più assoluta di gravare l’ambiente di nuove emissioni tossiche, le quali metterebbero ulteriormente a repentaglio la salute delle persone. Nuovi impianti di combustione, come le centrali a biomasse, che dovrebbero bruciare oli vegetali, peggiorerebbero la situazione, con ulteriore carico di idrocarburi policiclici aromatici, particolato sottile, nanoparticelle, formaldeide, acroleina, CO2 , biossido di azoto, ecc. Vinta la battaglia della Copersalento a Maglie, sarebbe assurdo vedere risorgere dalle sue ceneri (è il caso di dirlo) nuovi “mostri”, contro cui combattere. Riteniamo quindi del tutto inaccettabile che si continui a denigrare e screditare istituzioni che sono garanti della salute dei cittadini, e richiamiamo con forza i politici e gli amministratori a compiere il proprio dovere : quello di essere al fianco dei cittadini e delle stesse pubbliche Istituzioni, che operano con coraggio, in piena autonomia ed indipendenza di giudizio. Da parte nostra, insieme con tutte le altre associazioni e partiti politici che con noi stanno condividendo questa difficile battaglia, ci impegneremo nei prossimi giorni a fare chiarezza in ogni ambito sulla reale situazione ambientale e sanitaria esistente nel nostro territorio e sulle concrete risposte da dare, che a questo punto non possono più essere eluse. Dr. Giuseppe Serravezza Presidente LILT – Sez. Prov. di Lecce

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