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Buongiorno, vogliamo segnalare quanto segue. Abbiamo ricevuto a maggio una lettera della RAI nella quale ci veniva richiesto il pagamento del canone speciale di 273,30 euro. La nostra società lavora nel settore dell'editoria scolastica; utilizziamo per il nostro lavoro dei computer e abbiamo un collegamento a Internet. Abbiamo risposto con raccomandata RR che: – non abbiamo in ufficio alcun apparecchio televisivo; – utilizziamo i computer solo ed esclusivamente per svolgere il nostro lavoro. Riceviamo oggi una lettera della RAI, nella quale si afferma: 1) che non hanno ricevuto riscontro alle loro precedenti comunicazioni (in realtà la comunicazione era una sola e hanno ricevuto risposta, come risulta dalla ricevuta di ritorno in nostro possesso); 2) che «le vigenti disposizioni normative (citano l'articolo) impongono l'obbligo del pagamento di un abbonamento speciale a chiunque detenga, fuori dell'ambito familiare, uno o più apparecchi atti o adattabili – quindi muniti di sintonizzatore – alla ricezione delle trasmissioni televisive, indipendentemente dall'uso al quale gli stessi vengono adibiti». A una prima lettura, sembra proprio che chi possiede un computer e una line internet debba pagare la tassa; 3) che «La normativa vigente prevede che l'utenza abusiva venga segnalata agli Organi preposti al controllo degli illeciti tributari; tale accertamento può essere evitato provvedendo a versare subito l'importo del canone … e fornendo tempestiva comunicazione alla nostra sede regionale». Si tratta di una vera e propria minaccia!!! 4) in nota, in carattere piccolo, che «Nel sito www.abbonamenti.rai.it è presente l'elenco delle tipologie di apparecchi atti o adattabili come riportato – a titolo esemplificativo – nella nota interpretativa del Ministero dello sviluppo economico - Dipartimento per le Comunicazioni (pro. 12991 del 22.2.2012)». Andando nel sito indicato si deduce, peraltro con una certa difficoltà, che il solo possesso di un computer e l'allacciamento a internet non sono motivo di pagamento della tassa. E del resto questo risulta da numerosi siti, molto più espliciti e chiari trovati su internet. Ci sembra che la RAI faccia di tutto per incassare dai più ingenui anche i canoni non dovuti, e la cosa non si sembra affatto corretta. Forse sarebbe utile che questa informazione uscisse anche sui giornali. Un cordiale saluto Riccardo Frumento EDISTUDIO/GEM

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