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Scusate il "Disturbo": lettera aperta a giornalisti, politici e persone di Cuore...

“Ho deciso di portare a conoscenza dell’opinione pubblica la mia personale vicenda, affinché il “malato mentale”, cessate le manifestazioni psicotiche, ritorni ad essere l’unico responsabile della propria salute e abbia la possibilità di scegliere come meglio vivere”. - Fabio Marini - “Sono pazzo, ma questo non vuol dire che non abbia ragione!” - Mark Twain - DISTURBO BIPOLARE Il disturbo in oggetto, che coinvolge il 3% della popolazione, è un serio disturbo dell’umore in cui fasi euforiche si alternano a fasi depressive. In questo forte stato di disagio psicofisico, il malato riconosce talvolta di avere anche particolari capacità intuitive e creative. Gli psicofarmaci non si preoccupano di individuare la causa del malessere, ma agiscono sui sintomi e, se da un lato riducono le manifestazioni e le ricadute, talvolta peggiorano autostima e vitalità del paziente. Questi, sentendosi intontito, spesso rifiuta le cure e le attenzioni di chi vorrebbe riportarlo alla “normalità”. Nel caso in questione, Fabio Marini, residente a Milano, nel 2007, all’età di 35 anni, dopo quindici anni in Aeronautica Militare come aerosoccorritore elicotterista, una laurea in giurisprudenza e un percorso teatrale come attore, comincia a manifestare dei sintomi psicotici che in tre anni lo porteranno ad essere ricoverato una decina di volte in diversi reparti psichiatrici. Dapprima è lui stesso a chiedere aiuto e ad accettare i ricoveri. Poi nota che, una volta entrato in un reparto psichiatrico, perde ogni diritto a scegliere le proprie cure, poiché prevale la volontà di psichiatri e famiglia di origine. Il paziente, che chiedeva alla scienza un sollievo per il proprio malessere non ha più voce in capitolo. Più Fabio si ribella alle cure coatte, che acuiscono il suo disagio cancellando personalità, capacità di giudizio e autostima, più è considerato una persona la cui volontà non può più essere presa in considerazione. Nonostante la rassegnazione del “paziente”, in tre anni si verificano diverse ricadute nel fenomeno bipolare. La ricetta resta sempre la stessa: ricoveri volontari, o forzati se il “malato” si oppone, e psicofarmaci sempre più deleteri. Fabio viene dichiarato invalido civile al 100% e comincia a percepire una pensione di invalidità di circa 260,00 euro mensili. I suoi sogni e progetti sono cancellati. Il mondo gli dice che la sua “anormalità” deve essere tenuta a bada da chi sa e decide per lui. Quando i farmaci lo permettono, non si perde d’animo e reagisce trovando lavoretti saltuari, come cameriere, intervistatore telefonico, receptionist e attore in spot pubblicitari e cortometraggi. Come volontario, ricomincia anche a fare teatro, stavolta nelle vesti di insegnante, per dimostrare a se stesso, di conservare, nonostante tutto, capacità, creatività e talento. Migliorano autostima e lucidità. Le ricadute ogni tanto ricompaiono, ma la ripresa è sempre più rapida e le manifestazioni maniacali scompaiono nel giro di pochi giorni. Sono gli effetti collaterali dei farmaci a peggiorare la situazione. La rinuncia alle cure, però, lo condurrebbe all’ennesimo Trattamento Sanitario Obbligatorio – TSO . Non può che attendere che sia la scienza a porvi rimedio. Negli ultimi due anni non si registrano ricadute. Pertanto non vi sono ricoveri e i farmaci sono meno invadenti. A dicembre 2011, Fabio, che lavorava da diversi mesi in una libreria come commesso, decide che è arrivato il momento di realizzare i sogni di un tempo: teatro e arte. Lascia il lavoro e chiede allo psichiatra di poter rinunciare alle cure. Il medico dapprima comprende, poi senza motivo cambia versione e, di certo in buona fede, si accanisce burocraticamente sul paziente. Lo psichiatra pessimista rifiuta di redigere una relazione conclusiva che, illustrando quanto accade, potrebbe liberare Fabio dallo stigma di “malato mentale”. Il pregiudizio scientifico rinnova la sofferenza del “paziente”, sempre più impaziente. La salute è stabile: da mesi non assume farmaci, i sintomi del disturbo sono scomparsi da almeno due anni e sente di essere guarito. Fabio si organizza per avviare la sua nuova professione. Apre la partita Iva, ma ben presto si accorge di non riuscire a rinnovare la patente, a rinunciare alla pensione di invalidità e tanto meno allo stato di invalido civile. A febbraio lo psichiatra aveva purtroppo inviato alla Commissione Medica INPS una relazione intrisa di dati errati e pregiudizi scientifici. Sintetizzo riportando il suo ragionamento "sballato": "...DA GENNAIO CORRENTE ANNO NUOVO CRISI DI MANIACALITA' CON NEGAZIONE DI MALATTIA E RIFIUTO DI OGNI FARMACO. CI HA CHIESTO CERTIFICAZIONE DI RITROVATO BENESSERE. CONSIDERATA LA STORIA CLINICA SI TRATTA DI UNA NUOVA CRISI DI MANIACALITA' CHE RISPETTO ALLE PREGRESSE E' EGOSINTONICA. CONCLUSIONE DISTURBO BIPOLARE MANIACO DEPRESSIVO IN FASE MANIACALE CON IDEAZIONE DELIRANTE CONGRUA ALL'UMORE". La Commissione Medica Superiore, senza vedere il "malato", concludeva con il seguente "Giudizio Medico Legale Definitivo": INVALIDO con TOTALE e permanente INABILITA' LAVORATIVA: 100%, art.2 e 12 L.118/71 (inalterato ovviamente l'importo della relativa pensione: 260,00 euro) Sentendo ancora compromessa la propria libertà, stavolta senza alcun motivo che giustifichi tali limitazioni, ha paura di non riuscire a tornare alla vita di un tempo, mentre i problemi economici divengono sempre più seri. Da pochi giorni è on-line, su Amazon, il suo libro, nel quale racconta le "percezioni" sentite nel corso della tragicomica esperienza bipolare, dal titolo “PAZZO GIGLIO – Episodi Maniacali con Spunti Mistici - Una Mente Bipolare”. Fabio Marini fabio.marini.flap@gmail.com Cell. 349.6105033

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