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Il topino

C'era una volta un grande bosco abitato da molti animali. Un gufo con le penne tendenti al grigio, data l'età avanzata, abitava sull'albero più bello e più alto. Uccello di pregio, dato i suoi trascorsi per aver occupato nel tempo alberi importanti in altri boschi. La sua attività notturna, le attese meditate, il suo volare silenzioso da posizioni favorevoli verso le prede, gli aveva dato prestigio, sufficienza nel comportamento e titolatura. Suffragato da reiterate richieste e suppliche, aveva accettato di essere il "Presidente del bosco"; tutto era volto al declino, al disastro, bisognava dare una svolta innovatrice e di fiducia allo svolgersi della natura. La fila degli animali non si fece attendere sotto l'albero del Presidente; ogni richiesta, o desiderio erano ascoltati e accompagnati da fattive certezze di nuove fioriture e germogli. La voce si sparse nel bosco arrivando in breve tempo al piccolo rifugio di un topino. Ma allora è vero! Potrò anch'io andare dal gufo a chidergli un grande favore pensò il topino. Un poco timoroso si avviò verso i piedi dell'albero del Presidente. Signore, Eccellenza, senta, mi scusi se posso io...soffiò con la bocca il topino cangiandosi dal grigio chiaro un rosso fuoco dal timore. Un leggero venticello prodotto dallo stropicciarsi delle ali del gufo arrivò dall'alto dell'albero. Che cosa vuoi! Non vedi che sono occupato! Ma Signore bisbigliò il topino avrei, avrei... Va bene! Dimmi, parla e sbrigati: che cosa vuoi? Ripetè infastidito il gufo. Vede Signore, io sono un piccolo topino che passa il suo tempo a sfuggire ai predatori e, se mi permetto vorrei cambiare specie e diventare.....un'aquila. Provvederemo, provvederemo, gli rispose il gufo: provvedo sicuramente e tu sei aquila, vai! Grazie Signore, grazie rispose il topino correndo verso la sua dimora con tutte le sue forze ma, si fermò improvvisamente. Va bene, io sono un'aquila ma come faccio a diventarlo? Ritornò indietro sotto l'albero più bello e più alto. Signor Presidente, Signore io...cercò di proferire un accenno, una piccola parola. Nuovamente qui? Disse il gufo infastidito. Non sei contento di quello che ti ho detto? Si sono contento di quello che Lei mi ha detto, però vorrei sapere anche come si fa a diventera un'aquila. Quante storie! Rispose il gufo: il resto sono tutti stupidi dettagli!

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