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Gent.mo Direttore, Le scrivo per proporre un metodo che, a mio avviso, è l’unico che può porre fine a questa crisi. Infatti il metodo di aumentare la spesa pubblica investendola nella costruzione di infrastrutture, quali ponti, strade, acquedotti, ecc., aumenta la spesa pubblica: e così aumenta il debito pubblico. E, inoltre, siccome fa aumentare molto lentamente e pochissimo il reddito nazionale, e quindi il reddito dei cittadini, fa aumentare pochissimo la loro domanda di beni e servizi: e quindi non riesce a promuovere la crescita economica. Invece il mio metodo non aumenta affatto il debito pubblico in quanto non diminuisce neppure minimamente il patrimonio degli Stati, ma solo causa ripetutamente inflazione; ma fa anche aumentare moltissimo il reddito dei cittadini: e perciò fa aumentare moltissimo la loro domanda di beni e servizi. E questa loro grandissima domanda causa una grandissima produzione di beni e servizi. Come è noto, l’inflazione è l’aumento della quantità di moneta in circolazione, che causa la diminuzione del suo potere d’acquisto e l’aumento dei prezzi. Secondo me tutte le banche d’emissione, dopo che saranno state nazionalizzate per evitare che gli Stati debbano pagare a esse un "signoraggio" sulla stampa di ogni singolo biglietto di cartamoneta, che farebbe aumentare continuamente il debito pubblico, dovranno stampare continuamente una grandissima quantità di cartamoneta che gli Stati dovranno continuamente far distribuire solo a tutti i più poveri e solo fino a quando resteranno tali (ma poi anche a tutti quei cittadini che, anche a causa dell’inflazione, avranno finito per rientrare anch’essi nella categoria dei più poveri), in quanto ciò farà aumentare moltissimo il loro potere d’acquisto. Così, quando tutti i più poveri andranno al mercato, per fare i loro acquisti essi spenderanno almeno gran parte della grandissima quantità della cartamoneta che hanno ricevuto; e così la immetteranno nel mercato creando inflazione: ma questa loro grandissima spesa costituirà anche un grandissimo aumento della domanda collettiva di beni e servizi, la quale causerà un grandissimo aumento della produzione dei beni e servizi stessi. Questo grandissimo aumento della produzione farà aumentare moltissimo anche l’occupazione dei disoccupati che saranno necessari per far aumentare la produzione; e causerà anche moltissimi nuovi investimenti che saranno necessari per far aumentare la produzione: e così promuoverà la crescita economica, che consiste nel continuo aumento del reddito nazionale, cioè nel continuo aumento di tutti i redditi di tutti i residenti in una nazione. L’aumento della domanda di beni e servizi causa scarsità di merci nel mercato. Una legge della Scienza economica è che quando aumenta la domanda collettiva, che causa scarsità di merci nel mercato, i prezzi salgono. Ma il reddito di tutti i più poveri sarà aumentato moltissimo grazie alla grandissima quantità di cartamoneta che ricevono; e sarà aumentato molto anche il reddito dei disoccupati che hanno trovato occupazione. E quindi sarà aumentata moltissimo anche l’imposta (ora con un’aliquota molto più alta) sul loro reddito individuale, prelevata dagli Stati. E gli Stati dovranno versare nelle proprie casse tutta l’aliquota delle imposte (la quale farà aumentare le entrate fino a pareggiare le uscite, cioè fino a raggiungere il pareggio di bilancio) prelevata dagli Stati su tutti i redditi individuali e su tutti i redditi delle imprese pubbliche e private. Perciò l’aumentato reddito dei più poveri e degli ex disoccupati farà aumentare moltissimo la quantità di merci che essi acquisteranno, cioè farà aumentare moltissimo la domanda collettiva di beni e servizi, che perciò non diminuirà affatto anche se i prezzi saranno saliti. Ma, siccome in questi Stati c’è inflazione, il valore della moneta è basso e quindi è inaffidabile per gli altri Stati: perciò per gli scambi internazionali si dovrà praticare solo il baratto. E così in un ragionevole periodo di tempo l’attuale crisi economica sarà finita senza aver mai imposto nessun sacrificio a nessuno. E, se si continuerà a rispettare il pareggio di bilancio e se si continuerà a adottare il mio metodo, allora inizierà la ripresa economica. Tito Colarossi

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