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SVIZZERA, BANCHE E RICOLA

In uno spot pubblicitario di caramelle, se un grossolano finnico osa dire che le Pastiglie Ricola sono fatte in Finlandia è perseguito da un aguzzino svizzero che costringe il malcapitato denudato in una sauna (che tutti i finnici fanno ogni giorno) ad ammettere che Ricola è un prodotto della “Sfizzera!” Bene ha risposto il cioccolato Novi che, italianissimo, per combattere la facile concorrenza alpina, domanda: “Sfizzero?” a cui tutti rispondono in coro: “No! Novi!” (senza avere il coraggio, però, di affermare: italiano!). Per fortuna, c’è la legge del Contrappasso che, dantescamente, punisce in senso opposto i peccatori. Gli svizzeri, insomma sono stati presi in giro proprio nel loro principale punto dolente: Le banche. Una ridanciana e svampita ragazzotta con trecce, mette in ridicolo l’apparato economico svizzero che appare come un’ organizzazione del malaffare internazionale dando l’impressione che tutti gli svizzeri appartengano ad una sorte di Mafia universale. Per una volta, il cliché svizzero (orologi, cioccolato, pantaloni di cuoio e banche) viene finalmente ridicolizzato ad alto livello. Ed il Governo svizzero che fa? Chiede le scuse ufficiali per uno spot pubblicitario passato sulle TV americane al governo Usa! Questo è il vero lato tragicomico della Svizzera ufficiale. Non sa incassare altro che soldi! Ma si dimentica la Svizzera quando trattava gli italiani con il cliché stantio dell’ accattone truffaldino (pizzaiolo che suona il mandolino su di una gondola sotto il Vesuvio)? Che dovremmo dire noi, quando persino interi telefilm sono imperniati su famiglie e dinastie di provenienza mafiosa italiana? Probabilmente l’isolazionismo intellettuale della Svizzera porta a sopravvalutarsi e perdere il contatto col mondo reale. Un consiglio: Scendete sulla terra con le Ricola! Su questo, quantomeno, siamo più signorili noi italiani con l’autoironia (forse pure troppa!)

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