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A proposito di evasione

Egr. Direttore, mi permetto di scriverLe nonostante la canicola, perché stanco di non leggere sulla stampa ne sentire nei vari telegiornali o trasmissioni TV, alcun approfondimento serio inerente L’EVASIONE FISCALE, che tanto turba i sonni dei "nostri " governanti e del popolino politicamente corretto e indottrinato a dovere. Letto il bell’articolo di Gianluigi Paragone di mercoledì scorso, per molti versi chiaro ed esplicito sull’argomento, purtroppo anche in questo caso però non compare alcun riferimento ai formidabili mezzi che la macchina dello Stato giustamente dispone per combattere l’elusione e l’evasione fiscale; tali e tante sono le forme di "controllo" a cui deve sottostare il contribuente che mi sembra quasi impossibile sfuggire alle amorevoli cure fiscali. Premetto che sono un piccolissimo imprenditore, che subisce ormai da tanti anni questo Stato orwelliano e questa classe politica inetta e per come si comporta, inutile; ma mi sento di dissentire fermamente dal coro degli apologeti del fisco; termini come imprenditori, professionisti, commercianti, sono equiparati allo "sterco del diavolo", esseri ributtanti che fregano il prossimo con avida cupidigia, contro lo Stato buono, giusto e amorevole, che tanti servizi potrebbe dare se solo avesse le risorse che chissà quali strampalati e fuorvianti dati statistici dicono manchino all’erario per colpa degli EVASORI. NON CI ST0’; anche perché sperimentando di persona le "ARMI" che lo Stato dispone per combattere l’evasione sono fermamente convinto che non sia possibile evadere il fisco senza incorrere negli strali delle varie Agenzia delle entrate, inps, inail , ispettorati del lavoro, Asl, ecc. , che ormai da anni lavorano in simbiosi, oltre ad avere archivi e banche dati in comune o comunque verificabili in tempo reale. In aggiunta a questo il contribuente deve fare i conti con gli STUDI DI SETTORE, che giustamente verificano in base a parametri studiati appositamente e che devo dire si avvicinano moltissimo allo stato economico reale dell’impresa, (congratulazioni ai dirigenti delle Entrate per la serietà degli studi); al REDDITOMETRO, che calcola il reddito presunto d’impresa con scarti statistici minimi; lo SPESOMETRO, che vaglia il tenore di vita del contribuente, il quale, se sottoposto a verifica, deve saper giustificare tutte le spese sostenute durante gli anni oggetto dell’ispezione; tutto questo deve essere assoggettato attraverso il commercialista che elabora la Dichiarazione dei redditi, alla CONGRUITA’ o meno della dichiarazione. Provate anche solo a scostarvi da questi studi, parametri, congruità, ecc. e capirete quello che vi può accadere; nella migliore delle ipotesi verifiche uffici IVA, Entrate o Guardia di Finanza, con tutto quel che ne consegue. Ultima ciliegina sulla torta, per chi non lo sapesse, o lo ignora di proposito, in Italia il segreto bancario da anni non esiste praticamente più. Sentire poi le anime belle e facce da c… dei nostri politici, tecnici, sindacalisti, dirigenti e caste varie che si riempiono la bocca e pontificano di evasione fiscale, scordandosi delle varie "Legge Mosca", dei contributi figurativi pagati dai contribuenti, dei doppi o tripli lavori, consulenze e incarichi, dalle ricongiunzioni pensionistiche solo per pochi, dalle indennità e stipendi esagerati, ecc. , oltre a riempirmi di rabbia, mi disgustano per pochezza intellettuale e amenità di propositi, di sicuro però proni ai potenti di turno. Per tutti questi motivi, la campagna di disinformazione nei confronti delle imprese e "partite IVA" in generale, colpisce troppo spesso chi lavora seriamente, mentre l’EVASORE TOTALE", vera piaga sociale, cioè quello totalmente sconosciuto al fisco, ride e se la gode alla grande.

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