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Gentile Direttore È ora di dimettersi da tifosi del PDL e cominciare ad usare un minimo di buon senso. Lo dico a lei per ricordarlo a me e per non dovermi trovare, tra qualche mese, nella spiacevole situazione di dover essere indotto a votare centrodestra perché altrimenti vincono loro e sono guai per tutti. Non è più accettabile doversi turare il naso nel nome del voto utile e constatare che il rinnovamento nel PDL non avviene perché lorsignori sono convinti che alla fine esso prevarrà per forza di cose. Per loro basta cambiare il nome, agitare il simulacro dei Sovietici, chiamare alle armi e tutti in fila dietro Berlusconi a cantare l’inno. Applausi. Dopo il sostegno al Governo Monti e dopo i continui annunci di riforme liberali sbandierati dal Cav e mai realizzate, l’Italia è profondamente cambiata e sarebbe un guaio se la politica non si accorgesse che la misura è ormai colma. Nessuno di noi fa un buon servigio alla causa nascondendo questa lacerazione profonda e sperando di tirare la volata al centrodestra con la solita propaganda perché le case di Scajola, le bizze di Pisanu, le riforme mai realizzate (nemmeno quelle a costo zero), Milanese, Tremonti, i transfughi, Scilipoti, la Minetti e porcherie simili, hanno lasciato il segno. L’asticella si è alzata e non basta la magistratura che perseguita, non mi hanno fatto governare, lo spread è alto comunque anche con Monti, abbasseremo le tasse, volete per caso Bersani al Governo con Vendola e Casini?, il tassa e spendi ecc perché ormai quello che chiamano ABC ha suscitato un senso di grosso disincanto oltre che di schifo in chi pensava che dietro Berlusconi ci fosse un progetto e che la concretezza potesse ormai sopperire alle malefatte dei politici parucconi e chiacchieroni. L’elettore del PDl ha capito di averli in casa i parrucconi e di avere anche un branco di leccapiedi che si atteggiano a giovani rottamatori ma che invece sono solo quattro paninari figli di papà che sembrano usciti direttamente dagli anni 80. Nel frattempo anche il target si è abbrutito polarizzandosi: ci ono gli oltranzisti della fabbrichetta che fanno rozzo folclore Amerikano e repubblicano per i quali bisogna tagliare tutto con la motosega perché tutto è spreco dei soldi che solo loro, ristretta elite, producono in Italia. Poi ci sono i sostenitori ad oltranza della politica aggressiva di qualche esponente del PDl che li galvanizza spargendo (o facendo finta) veleno su qualsiasi cosa e dispensando giudizi taglienti e livorosi su tutto ciò che si muove. Nel mezzo c’è la classe media che non è rappresentata nel PDL ( perché non ha la fabbrichetta) e che non ama il politico che fa finta di inalberarsi in tv onde poi votare la fiducia a Monti insieme a Bersani. Assistiamo ad un popolo, quello di centrodestra, sbandato perché nessuno indica la strada e animato da pochi, deboli ed errati modi di reputarsi appartenente a questa metà del cielo politico. Poi leggi le indiscrezioni relative alla nuova legge elettorale e ti rendi conto che gli ideali che risvegliarono la coscienza sopita di un popolo nel ’94 non esistono più e che è forte la frustrazione di chi votò per il maggioritario e si ritrova il proporzionale, si espresse contro il finanziamento ai partiti e si ritrova il rimborso, volle la responsabilità dei giudici e li ritrova più forti di prima, chiese meno Stato e meno leggi e se le ritrova tutte lì ecc. Allora, se veramente come quotidiano volete essere un catalizzatore di proposte ed un termometro degli umori, è necessario che si apra un dibattito sul PDL riaffermando che un vero Partito liberale è interclassista, di massa, Friedmaniano, popolato da persone per bene ecompetenti ma soprattutto mantiene le promesse. Vito Massimano

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