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Articolo di Renata e Claudio Lugli

Egr. Direttore, sia io che mia moglie La ringraziamo per aver pubblicato la testimonianza dei coniugi Renata e Claudio Lugli e per aver dato voce a due dei tanti Scientologist che hanno abbandonato una chiesa che non riconoscono più. Anche noi abbiamo fatto parte per circa vent’anni della “falsa” chiesa di Scientology, il cui leader l’ha trasformata in una setta. Noi pensiamo che quando si crede fermamente in un ideale, una filosofia, una religione, così come in qualsiasi altra cosa, ciò può diventare un punto debole e può rendere vulnerabili, nel senso che ciò in cui si crede può essere usato da un “impostore” come arma per tenere sotto il proprio dominio quelle persone che prese dall’entusiasmo e dalla buona fede non si accorgono di ciò che accade attorno a loro o non gli danno il giusto peso, continuando a seguire ciò in cui credono. Ma c’è un limite a tutto questo, e questo limite dipende esclusivamente e unicamente dalla persona. Nel nostro caso, ci siamo accorti che si stava andando in una direzione che non rispettava più i principi di L. Ron Hubbard così come esposti nelle opere di Scientology, che sono quelli in cui noi credevamo e in cui continuiamo a credere. Ovviamente preferiamo avere questo tipo di “debolezza” (ossia credere in qualcosa) che essere forti e duri e non credere in niente o solo in quello che ci fanno vedere. Sia io che mia moglie, come dicevamo, abbiamo abbandonato la chiesa gestita da Miscavige, ma non abbiamo smesso di seguire la filosofia di Scientology, quella autentica del suo Fondatore L. R. Hubbard. Cordiali saluti

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