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Il Forte dei russi

Nell'articolo "A Forte dei Marmi il PD cede ai russi perfino il patrono" si sostiene che le istituzioni come i commercianti hanno svenduto ai russi tradizioni e cultura popolare del comune versiliese. Parimenti anche il parroco ha sacrificato ai russi la festa del patrono "in nome di una presunta ragion di stato. Anzi di bottega". Io non so se il sig. Enrico Paoli, che ha scritto l'articolo, viene a messa al Forte come faccio io tutte le estati da 40 anni a questa parte nè se conosce il parroco don Piero, ma so che credere questi un prezzolato è semplicemente ridicolo. Infatti don Piero non prende offerte per le messe a suffragio e ha sostituito pure la questua domenicale con il posizionamento di contenitori per la raccolta volontaria delle offerte. Lo scorso anno faceva incontri di preghiera il giovedì sera in inglese per attirare alla Chiesa i collaboratori domestici (che d'estate sono numerosi) che quella serata hanno libera. Quest'anno ha pensato, tra le altre cose, di attirare la popolazione russa facendo alcuni eventi in cui protagonista era un'icona di S. Nicola (ne ricordo almeno un altro). E allora? Fa male? Forse che il suo ministero non consiste nel tentare di attirare e salvare più anime possibile anche di russi e peruviani e filippini e anche ora che il comune ha guida PD? Tirare in ballo la Chiesa e un suo valente ministro per avvalorare le proprie tesi è quanto, di solito, fanno altri giornali ...

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