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Comincio ad avere timore di GUERRA CIVILE

Signor Direttore, la pregherei di non considerarla solo come una lettera al direttore ma uno stimolo ad organizzare una sezionbe dedicata aggli sperperi e alle dilapidazioni di fondi pubblici senza responsabilità - comincia a sentirsi l'impellente bisogno si personalizzare gli sperperi così i responsabili cominceranno a pagare. Il presidente del consiglio si è permesso di utilizzare un termine di estremo pericolo quando ha affermato che LO STATO ITALIANO E' IN GUERRA CONTRO GLI EVASORI, dimenticando che ci vorrebbero migliaia di scontrini dell'idraulico, del panettiere, del fruttivendolo per pagare solo in parte l'esorbitante costo della sua stessa scorta o delle scorte di tanti altri che accompagnano i nostri dis-onorevoli a comprare i mobiletti al'IKEA ed anche in vacanza. L'unica guerra possibile è quella contro gli sperperi, gli sprechi e le dilapidazioni dei soldi degli italiani i quali potrebbero anche loro utilizzare il termine GUERRA ma contro 1.300.000 (un milione e trecentomila) persone che vivono di sola politica. La spesa pubblica dello Stato apparato non è più sopportabile dallo Stato Nazione. Volevano cambiare lo stile di vita degli italiani ma con le aziende che chiudono, con le vacanza che non si fanno, con la spesa quotidiana che diminuisce, con la disoccupazione sempre crescente, non serve prendere i soldi dalle bibite gassate perché ormai si rischia la guerra civile. 1.300.000 politici è un dato fornito da Sabino Cassese, proprio in una sua lezione a Bologna – era presente anche Visco, il Governatore della Banca d’Italia. Il dato è comunque parziale perché è fuorviante parlare solo degli stipendi di 1.300.000 politici se non si esaminano gli sperperi di cui sono causa e senza nessuna responsabilità. In vacanza a Pescara mi hanno raccontato di un precedente Presidente della Provincia il quale aveva stipulato un contratto di lavoro con un mega-dirigente. Questo Presidente ignaro del Diritto del Lavoro, ha annullato il contratto, per non sentire le critiche che lo subissavano e questo ancor prima che il Dirigente iniziasse la sua collaborazione. A fronte di questa azione unilaterale, il Dirigente esperto in Diritto del Lavoro, ha portato davanti al Giudice il Presedente insieme al contratto e dopo tutte le fasi del giudizio, la Cassazione ha stabilito che la Provincia di Pescara deve pagare al Dirigente la bellezza di 1,5 milioni di euro: Purtroppo la Cassazione ha condannato la Provincia ma non il suo presidente. Caro direttore perché non approfondisce questi casi? Perché non dedica una mega sezione del suo giornale alla descrizione delle tante dilapidazioni che sono causate da gente irresponsabile indicandone le responsabilità, così vediamo come vanno le guerre contro gli evasori. Personalmente comincio a temere una guerra civile. Saluti Nic P.S. Nel corso dell’annuale lettura del Mulino, nell’aula magna Santa Lucia dell’Università di Bologna, Cassese ha posto la “questione dell'alto numero degli addetti alla politica, stimato in 1,3 milioni "con alti costi e frequenti casi di corruzione".

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