Cerca

meritocrazia ..grande sconosciuta

Gentille Direttore, ho una figlia che ha ancora 24 anni; lo scorso 23 luglio presso l'Università di Firenze, si è laureata con il punteggio di 110 e lode e Menzione al Rettore. Può immaginare la gioia dell'intera famiglia! Questa ragazza, nel corso degli i anni di Università, sempre ha sostenuto tutti gli esami entro luglio ( le lezioni finiscono, come è noto, a maggio) e questo per potersi dedicare, in estate ad altre esperienze nel settore medico; le" cliniche " ( programma del 5 anno) ha voluto sostenerle, anche per rafforzare la lingua tedesca che conosce ( oltre all'inglese), in Germania ( da febbraio a luglio ); e per non avere troppi problemi al rientro, ha sostenuto gli esami...prima di partire nel mese di febbraio. Tutte queste tappe erano oggetto dei nostri orgogliosi ricordi di genitori in occasione dei festeggiamenti post laurea e in un momento di gaia gioiosità mi sono così rivolto : " Pensa,figliola mia, da oggi, dopo tutti i sacrifici sostenuti, non sei più una studentessa!!" E lei : " E' vero papà.. ora sono disoccupata!!! " La battuta ha suscitato l'ilarità dei presenti, ma alla luce della realtà, si sta rivelando in tutta la sua amara verità. Infatti,malgrado il settore medico sia alla spasmodica ricerca (a quanto si legge e si sente dire) di nuove forze operative, e malgrado il legittimo desiderio di entrare nel mondo del lavoro, i neo-laureati non possono esercitare né lavorare nel settore; devono, per legge, trascorrere un periodo obbligatorio di tre mesi ( da novembre in poi) in ospedale ( dove peraltro, negli ultimi anni, sono stati continuamente presenti) per poi poter sostenere l'inutile e anacronistico esame di Stato. Poi, devono prepararsi, per superare le prove per abbracciare la specialità prevista; e con questi nuovi impegni, si perdono altri mesi e giungiamo così ad aprile-maggio dell’ anno successivo; e già( e questo mi pare davvero inaccettabile ed assurdo) , si parla di spostare tali ultime incombenze più avanti, in modo da ricomprendere anche coloro che si laureeranno in febbraio-marzo. Mi chiedo ha cosa sono serviti impegno, sacrificio, applicazione, rinunce, se queste qualità, che hanno oggettivamente prodotto un riconoscibile " merito ", non vengono di fatto riconosciute. La cosiddetta " MERITOCRAZIA " , tanta decantata da tutti , politici in testa alla ricerca di facili glorie e consensi, che RICADUTA ha, in concreto, su quei neodottori che si sono ammazzati di fatiche per accelerare la loro entrata nel mondo del lavoro; nessuna, perché,di fatto si vedono azzerati i propri meriti, e rimessi alla pari con i loro colleghi ( per carità anch’essi meritevoli ) che, con la attuale regolamentazione, recuperano il tempo perduto( di fatto dai 6 ai 12 mesi) mentre i neolaureati lo perdono. Verrà mai il giorno in cui la MERITOCRAZIA avrà davvero un senso compiuto? Cordiali saluti. Giannantonio Radice Giannantonio Radice Viale Bolognini, 50 38122 TRENTO

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog