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Gratta e perdi

Caro Direttore, siccome, recita un vecchio detto, “al peggio non c’è mai fine”, dopo le strabilianti affermazioni dell’attuale Governo, grazie alla strategia “cresci Italia”, mediante la quale, non solo il Monte Bianco si alzerà di almeno 4/5 centimetri, ma anche la statura dell’italiano medio potrà sperare in un aumento, certamente non da Watussi ma, perlomeno, in linea con l’Eurozona, dopo le notizie ISTAT, che danno in crescita nel Bel Paese anche la disoccupazione, oltre all’inflazione e ai prezzi di quasi tutte le merci, mi permetto, visto il notorio amore per le sfide dei miei compatrioti, di suggerire al Premier un’iniziativa che, certamente, incontrerà il favore delle masse appassionate del gioco e delle scommesse dove, accanto ai vincenti, figurano anche coloro che ci rimettono del danaro. Sulla base del successo crescente e del proliferare di varietà dei “gratta e vinci” stampati dallo Stato, perché non si pensa ad un “gratta e vinci o… perdi”? Ovvero, acquistando il talloncino governativo e grattando opportunamente con una monetina, il giocatore potrà aggiudicarsi, come prima, una certa somma oppure dovrà, mediante l’immediato rilevamento GPS del “grattino” da parte dell’Agenzia delle Entrate, corrispondere la cifra che, al contrario, perderà. Non sarebbe decisamente più emozionante? Sarebbe un po’ come - adesso che si parla di tutela degli animali selvatici dalla caccia - dotare lepri e fagiani di un’arma da fuoco, in modo tale dal metterli quasi sullo stesso piano del cacciatore. Così le nostre strapelate casse pubbliche potrebbero essere finalmente messe sullo stesso piano dell’acquirente di “gratta e vinci” che, notoriamente, per male che gli vada, rischia soltanto di aver buttato a mare i quattrini investiti nel “grattino”, mentre lo Stato rischia di rimetterci un bel po’ di Euro, se qualcuno gratta e vince. A pensarci bene, però, sono un bel po’ di mesi che noi italiani, anche senza grattare, perdiamo: soldi, lavoro, case e, soprattutto fiducia e serenità e purtroppo, qualcuno anche la vita. Quindi, Direttore, lasci perdere, ritiro la proposta in attesa di tempi migliori, quando questa Italia perennemente provvisoria, non avrà bisogno di grattare un tagliando di Governo per sperare in un futuro meno cupo ed avere la possibilità di vincere la battaglia eterna contro uno Stato sprecone e incapace di aiutare e, soprattutto di comprendere i propri cittadini.

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