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il vuoto politico

caro direttore, seguo la politica in maniera più intensa da quando ho dovuto cedere l'azienda (settore edilizio)nel 2010 ,costretto dalla feroce crisi economico finanziaria. rappresento,in parte,quella categoria di imprenditori che la crisi l'hanno subita ben oltre gli aspetti economici. il riflesso sugli affetti,le amicizie,su rapporti consolidati in anni di relazioni e di scambi umani oltre che lavorativi,è stato molto pesante,al punto di mettere in crisi il rapporto con se stessi ,il proprio io ,le radici del pensiero e dell'anima...insomma la proiezione interiore di una crisi che si estende oltre noi stessi,nella collettività di una società che si sta sfaldando attorno alle certezze che la hanno sostenuta per i decenni dal dopo guerra ad oggi. Vi sono profondissime ragioni di tutto questo nell'attività della politica che,dall' epoca post terroristica,ne è uscita con le contraddizioni e le ambiguità ideologiche,culturali e morali che la rendono oggi quello spettacolo triste cui assistiamo quotidianamente. Tuttavia,proprio come l'esperienza insegna,la crisi e quindi l'azzeramento di certezze,potrebbe essere una occasione irripetibile per rinnovarci e con noi la collettività e con essa rinnovare quell'impulso necessario al cambiamento della società. L'occasione è oggi,non consentiamo che la politica resti un soggetto distaccato e distante da un impulso che deve partire dall'individuo e dalla collettività. Questa è la ragione per cui nascono movimenti come il grillismo,questa è la ragione per cui dovrebbero nascere altrettanti movimenti accesi da voci libere,da idee nuove,da propositi non interessati e mercenari ma interessanti e innovativi. Da voci libere espressione di libero pensiero,dovrebbero elevarsi idee e concetti puliti dalle scorie di un passato da analizzare ma da dimenticare per proiettare le speranze di chi è rimasto sotto le macerie della crisi ma se ne vuole liberare e risollevare..e allora ,caro direttore,libera le voci libere di questa italia franata su se stessa e sulle sue miserie,sui partiti,sull'opportunismo e sulle marchette elettorali,sui vincoli delle lobbi e sull'elogio dell'ignoranza quale inevitabile conseguenza dell'arricchimento. La ricchezza è ben altra cosa e ne possediamo tracce visibili ad ogni angolo di italia. Dai voce alla romanità intesa come memoria di una società vincente, alla magnificenza rinascimentale che trasse origine dall'apparente buio medioevale, fai parlare dal tuo giornale coloro i quali non hanno padroni né guinzagli. Morto un berlusconismo non se ne fa un altro..morto un pd e con esso tutti i suoi antesignani le cui sigle sono più numerose delle sue idee,non se ne sostituisce un altro riformando il passato remoto attraverso il passato prossimo; ll liberismo e la libertà ideale non sono congenite nel berlusconismo così come il rfiormismo progressista non ha paternità alcuna nel bersanismo e nel suo orto. Direttore,comincia da qui. la riforma nasce dalle idee e le idee nascono dall'ideale di libertà tanto più quando questo è intossicato,intasato,intubato nelle alchimie assurde,inaccettabili,intolleralibili della politica italiana . Direttore,dillo sul tuo giornale.Denuncia chiaramente cosa sta avvenendo nei giochi della politica ,denuncia il rischio che stiamo correndo di vedere bypassata anche questa rara opportunità di cominciare a rinnovarci. Idee,cultura, libertà;queste sono le fonti della morale e dell'etica che dovrebbero essere alla base di una società sana ed in salute. Dai voce ,questa è l'unica maniera per restituire speranza di libertà

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