Cerca

Elezioni siciliane, droga e sesso

Il precedente Presidente della Regione Sicilia -detto Toto' Vasa Vasa- sta scontando in carcere una pena detentiva a seguito di condanna per associazione a delinquere, per la quale festeggio' con i suoi amici con i cannoli di ricotta, temendo che gli potesse andare peggio. L'attuale governatore e' imputato in un procedimento penale volto ad accertare se lui e suo fratello ebbero contatti con le organizzazioni criminali per raccogliere voti. Il processo e' pendente, ma siamo certi che anche questa volta la sentenza sara' un successo da festeggiare con dolci tipici accompagnati da un buon rosolio. Per le prossime consultazioni elettorali i candidati faticano a confrontarsi con i loro predecessori, con i quali devono trovare accordi di partito, e cercano di promettere agli elettori un futuro degno di nota secondo la tradizione siciliana cercando di tenere d'occhio le nuove istanze dei giovani. Il compito non e' certo facile. Ecco che allora si delineano le promesse ed i temi dell'attuale dibattito politico tra i candidati: un candidato ricorda di essere "puppo" e promette di non fare più sesso da Governatore, forse cercando di sollecitare negli elettori l'idea che un presidente arrapato abbia le spinte per affrontare con vigore le emergenze dell'isola. Non e' facile trovare una soluzione migliore, ma l'altro candidato forse l'ha trovata dichiarando di essere un drogato favorevole alla legalizzazione degli stupefacenti, sicuro che questo nuovo argomento neutralizzi la suggestione provocata dall'idea dell'astinenza sessuale. I partiti a questo punto si schierano a favore dell'uno o dell'altro candidato, evidentemente sicuri che la maggioranza degli elettori possa essere rappresentata degnamente solo da uno di loro. La critica a questo punto non va rivolta al programma e alle promesse dei candidati, che sembrano effettivamente sinceri e pronti a dedicarsi al futuro dei siciliani con tutte le forze facendo uso di ogni loro capacita', ma ai partiti che li hanno scelti per rappresentare i siciliani. Ma chi crede questi candidati possano affrontare i problemi della società e dell'economia della Sicilia? E' evidente che i partiti stiano ancora promettendo ai siciliani contributi e prebende sufficienti per tirare a campare qualche altro anno, altrimenti avrebbero cercato altri candidati. Illustre Direttore, solo la libera stampa può tentare di salvare la nostra isola da questa classe politica che condanna i siciliani a essere mantenuti dallo Stato. Dobbiamo dire alla nostra gente di non andare a votare e di tornare a lavorare perché lo Stato non potrà più continuare a onorare le promesse balzane dei nostri politici mandati allo sbaraglio, i quali, come stiamo sentendo, sparano balle per distrarre la gente da problemi che non sanno risolvere.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog