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Profumo di...fallimento!

Da circa due settimane, il Ministro dell'Istruzione, Francesco Profumo, ha dato vita ad un exploit di affermazioni che sanno di provocazioni. L'idea di un nuovo concorso per il reclutamento di personale dirigenziale e non, sta creando aspettative immense sia nell'immenso schieramento di precari più o meno storici sia nella cerchia dei giovani che stanno tentando la strada del TFA (Tirocinio Formativo Attivo) o in coloro che semplicemente aspirano alla professione di insegnante. Non ancora sono chiare le modalità, i tempi e soprattutto le basi finanziarie per assumere 21 mila docenti a settembre di quest'anno e 24 mila docenti a settembre 2013. La cosa più buffa è che si sta montando un entusiasmo generalizzato quanto inutile: finora il Ministero del Tesoro non si è ancora pronunciato in merito alla copertura economica per assumere così tanto personale. In tempi di tagli, di spending review e soprattutto di un radicale cambiamento di concezione nella gestione della cosa pubblica, appare fuori luogo affermare che si assumeranno migliaia di persone. In una scuola sempre più svalutata e sempre meno autorevole nello svolgere la sua funzione, si richiederebbe chiarezza, efficacia e serietà soprattutto in un momento delicato quale quello del reclutamento. Lo stesso TFA e i suoi test bizzarri quanto inutili (chi lo sta facendo adesso, ancora non sa se potrà partecipare al fantasmagorico concorsone) hanno dimostrato dillettantismo e disinteresse da parte degli stessi addetti ai lavori. Inoltre manca una visione di lunga durata. Non si sta affrontando il problema demografico: il numero degli studenti per ora si mantiene stabile grazie alla presenza degli immigrati ma per quanto tempo ancora? Con l'aumento dell'abbandono scolastico e con le iscrizioni che andranno a diminuire, sarà necessario valutare anche la reale necessità di un personale elefantiaco e spropositato. A fine mese dovrebbe uscire il bando del nuovo concorso ma come sta avvenendo anche negli organi di pubblica sicurezza (Vigili del fuoco, Polizia di Stato, Polizia Penitenziaria, etc) temo che chi vincerà il concorso, se un giorno ci sarà, dovrà attendere anni prima di arrivare sull'agognata cattedra. Anton Giulio Staniscia

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