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Schiavitù legalizzata

Egregio direttore, ho deciso di scriverle ieri pomeriggio, dopo che mia moglie ha portato a termine l'ennesimo colloquio di "lavoro". I problemi che tutti i giovani riscontrano e l'alto tasso di disoccupazione sono argomento quotidiano per tutte le testate ma, se mi è concesso, voglio comunque esprimere un mio modesto parere portando ad esempio questa vicenda. Premetto che mia moglie ha 32 anni, laureata ed ha un'ottima conoscenza di tre lingue. Come molti altri suoi coetanei si barcamena ogni giorno tra annunci di lavoro discutibili, agenzie interinali etc. Finalmente, dopo mesi di cv inviati, riceve una telefonata da un'azienda perugina che si occupa dell'organizzazione di meeting e convegni in ambito medico. Immediatamente, come spesso faccio, visito il sito internet di questa azienda e cerco informazioni, pareri e tutto quanto utile in rete. Vengo inondato di cauto ottimismo quando mi accorgo che l'azienda pare essere in salute, un' ottima attività e non ci sono commenti "negativi" in giro. Forse è la volta buona! Macchè, non appena mia moglie termina l'intervista mi racconta che i requisiti sono tanti, il lavoro anche interessante ma l'offerta non è altrettanto favolosa: "6 mesi di stage non retribuito". Allora io mi domando.. non sarà il caso di partire proprio da questo per riformare il mercato del lavoro? Le aziende sfruttano questo tipo di "contratti" per avere, in sostanza, manodopera gratuita e perpetua. Perchè perpetua? Perchè, ammettiamo che mia moglie accetti l'offerta, tra 6 mesi le dicono <> e via di nuovo alla ricerca di altra stagista per altri 6 mesi e via dicendo. E' ora che si metta un limite a questo tipo di sfruttamento. La legge dovrebbe impedire gli stage oltre i 27 anni (in quanto servono solo alla formazione) ma, soprattutto, ogni azienda dovrebbe poter fare massimo 1 contratto di stage ogni 10 dipendenti. Non ne servono di più, se formi una persona lo devi fare per investire e non per sfruttare. Perdoni il mio sfogo, ho rinunciato a "fuggire" all'estero sperando nel miracolo.. ma se per mia moglie le cose non cambieranno (come per molti altri ragazzi come lei) presto dovremmo lasciare questo paese, nostro malgrado. Che la Fornero apra gli occhi! Cordialmente

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