Cerca

IL LATINO MERITA DI ESSERE STUDIATO, OGGI PIU' DI IERI

Gentile Direttore, è preoccupante che i nostri studenti non conoscano l'analisi logica, ma ancor più che manchino di capacità logica, fatto che si riflette in un bassissimo rendimento nelle discipline scientifiche (le analisi dell'Ocse sono a questo proposito impietose). La grammatica e la sintassi sono traballanti, ma l'algebra, la chimica e la fisica non se la passano granché meglio. Perché non riportare il latino, lingua che è una perfetta palestra di logica, nella scuola dell'obbligo? Ha la stessa valenza formativa della matematica e della geometria e rappresenta un'ottima ginnastica mentale e un valido ausilio a espandere le proprie capacità logiche e critiche. Credo che il recupero del latino vada inserito in un contesto di recupero di tutta la scuola italiana, che in pochi decenni è scivolata nelle graduatorie internazionali dalla vetta fino agli ultimi posti e compete ora con i Paesi in via di sviluppo (ancora dati Ocse). La scuola dovrebbe sviluppare le capacità critiche e le strutture logiche di pensiero. Credo che il latino possa fornire un valido contributo: rende elastica la mente e la abitua all'analisi, essendo per sua natura estremamente logico e flessibile. La frase italiana "il maestro loda l’alunno" in latino diventa "magister laudat discipulum". La frase "discipulum laudat magister" non significa però "l’alunno loda il maestro", ma significa ancora "il maestro loda l’alunno". In italiano cambiando l’ordine dei tre termini cambia il significato della frase, in latino ogni termine si porta appresso il suo significato logico indipendentemente dalla sua posizione all'interno della frase, attraverso uno specifico suffisso. Posizionando i tre termini in tutti i modi possibili, il significato non cambia e perciò "magister laudat discipulum", "magister discipulum laudat", "laudat magister discipulum", "laudat discipulum magister", "discipulum magister laudat", "discipulum laudat magister" significano sempre "il maestro loda l’alunno". "L’alunno loda il maestro" è invece "discipulus laudat magistrum", "magistrum laudat discipulus", eccetera, in tutte le sei combinazioni possibili. Questa estrema flessibilità viene anche in aiuto dei poeti e nell'ambito della letteratura latina si potrebbero attingere infiniti esempi. Oltre che logica, quella latina è una lingua bella ed espressiva. Qualunque concetto, di qualsiasi branca del sapere umano, può essere espresso senza difficoltà in latino, che è plasmabilissimo. Termini assai recenti possono essere facilmente "inventati". Il computer potrebbe magari diventare un "computatorium", la bicicletta una "birota", la motocicletta una "birota motoria", il DNA (acido desossiribonucleico) un "deoxyribonucleicum acidum" (sempre DNA in sigla), il "microarray", sofisticatissimo strumento frutto delle nanotecnologie utilizzato in biologia molecolare, semplicemente una "matrix", e così via, senza alcun limite. Non esiste in teoria alcuna parola, comprese tutte le nomenclature scientifiche più moderne (non fanno eccezione neppure quelle più terribili della chimica), che non sia traducibile in latino. Non per nulla è stata la lingua dei letterati, dei filosofi e degli uomini di scienza per molti secoli. L'esatto opposto si deve dire per lingue che, pur usate attualmente da centinaia di milioni di persone, sono totalmente prive di tali capacità: è il caso, per esempio, delle lingue ideogrammatiche, come il cinese o il giapponese, che giocoforza per adeguarsi al mondo moderno ed esprimere termini e concetti delle scienze e della tecnologia devono appoggiarsi a un'altra lingua, come quella inglese. Tutte le scienze moderne sono cresciute con il latino. A tale lingua appartengono tutti i nomi scientifici ufficiali degli animali e delle piante utilizzati in tutto il mondo. Per i botanici e gli zoologi di qualsiasi nazionalità l'olivo è una "Olea europea sativa", il merlo un "Turdus merula", e così via. In ambito microbiologico l'uso del latino è quotidiano. Se devo indicare qual è la causa di meningite in un paziente, potrei ritrovarmi a dire che è lo Streptococcus pneumoniae, piuttosto che la Neisseria meningitidis, o l'Haemophilus influenzae o altri ancora. In conclusione, sarebbe il caso, restaurando la scuola in sfacelo, di rispolverarlo, in una precisa ottica di ginnastica mentale, e non da ultimo anche per evitare che i videogiochi, i videofonini e la testa immersa nel tubo catodico, lasciando del tutto inattivo il neurone, obliterino senza rimedio le capacità logiche e critiche dei nostri figli. Con i più cordiali saluti.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog