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Si rischia una ribellione sociale

Egregio Direttore, se stipendi e pensioni non vengono aggiornati con il costo della vita, oltre all'aumento della povertà, si rischia una ribellione sociale con conseguenze negative per il Paese. A questo punto, però, sorge la solita domanda: dove vengono recuperati i soldi per mettere in campo una tale operazione? La risposta è molto semplice. I soldi si recuperano dagli stipendi e privilegi dei politici, elininando i rimborsi elettorali a favore di partiti e partitini, diminuendo gli stipendi a tutte quelle persone che lavorano nello Stato e Enti Pubblici e guadagnano somme esagerate, risparmiando sulle scorte e auto blu, eliminando le costose Province e Enti inutili, ecc. ecc. Portare il popolo alla fame non è il modo migliore per uscire dalla crisi, ma una scelta assurda che può produrre delle conseguenze imprevedibili. I cittadini sono stufi di vedere alla TV i soliti politici che dicono le solite cose, mentre le famiglie non arrivano a fine mese. Se il Paese deve tirare la cinghia, tale sacrificio dovrebbe iniziare proprio da coloro che gli elettori hanno votato con una certa fiducia, che nel tempo è diventata una forte delusione. Marino Bertolino

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