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DIRITTO ALLO STUDIO O DIRITTO ALLO SPRECO?

Gentile Direttore, le scuole non sono ancora iniziate, ancora non conosco gli insegnanti, nè l'orario scolastico dei miei figli, ma, con sorprendente efficienza, le tre scuole superiori che ho scelto per loro, si sono preoccupate di farmi avere la lista completa dei libri, ancora prima dell'estate: circa 1.000 euro di spesa per un totale di oltre 60 libri di testo. I tempi sono cambiati. Oggi abbiamo gli ebook e i siti virtuali dedicati alla compravendita dell'usato (ideali per fare incontrare domanda ed offerta); oggi tutti sanno che la produzione della carta danneggia l'ambiente, che le schiene degli scolari si deformano sotto il peso dei loro zaini e che è stata approvata una legge per imporre alle scuole di adottare, almeno in parte, gli ebook. Perfetto. E allora perchè il costo dei libri, inesorabile come la più odiosa delle tasse, lievita di anno in anno e i testi di seconda mano sono di fatto sempre più introvabili? Le case editrici non navigano in acque tranquille, ma... perchè devono essere le famiglie a farsene carico, versando loro, ogni settembre, una media di 400 euro a studente? Sono stati introdotti i buoni-libri per la scuola dell'obbligo, nel tentativo di occultare il "caro-libri", ma..che sia il comune o i singoli cittadini a pagarlo sempre di SPERPERO si tratta! E i nostri politici, con tanto di lauree honoris causa e master in america, non avrebbero bisogno di un corso base in "buon senso", prima di affrettarsi a svuotare le tasche degli italiani con imposte e tributi vari ..? Prendo atto del fatto che nessun giornalista denuncerà mai, con un'inchiesta seria, uno "spreco" che arricchisce il suo datore di lavoro; anche per questo mi rivolgo a Lei; perchè Lei, più che mai su questo argomento, può permettersi di essere "libero": non vogliamo insegnare ai nostri figli che è "normale" spendere 1000 euro a famiglia, quando, con ebook e testi di seconda mano, se ne potrebbero spendere 100!

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