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Quando fretta e risentimento sono cattivi consiglieri

Carissimo Antonio Socci la fretta e il risentimento sono cattivi consiglieri. Sarebbe bastato aspettare un paio di giorni per ascoltare o leggere le parole di due uomini che lei (come anch’io) considera maestri di fede. Papa Benedetto XVI e il cardinale Scola hanno definito rispettivamente il cardinale Carlo Maria Martini “instancabile servitore del Vangelo e della Chiesa” e “imponente uomo di Chiesa, …. dal cui magistero dovremo continuare ad attingere a lungo”- E’ ancora certo del suo giudizio così lapidario sul cardinale? Come può conciliare questo suo giudizio con quelli espressi da due uomini, che come il cardinale Martini, sono nella Chiesa e ci sono guida nel nostro cammino? Senza voler fare il dotto come fa lei che cita la Parola di Dio a servizio delle sue tesi (a proposito tesi e non verità ), ricordo che Gesù Cristo si è incarnato e nella Sua vita terrena si è spesso accompagnato a peccatori e con la sua presenza e la sua Parola ha cercato di attrarre al Padre costoro: il cardinale Martini “si struggeva per non perdere nessuno e nulla. … Ha sempre cercato di abbracciare tutto l’uomo e tutti gli uomini. Lo ha potuto fare proprio perché era ben radicato nella certezza incrollabile che Gesù Cristo, con la sua morte e risurrezione, è perennemente offerto alla libertà di ognuno.” (omelia del card. Scola) Non ho la pretesa di cambiare il suo giudizio, ma di offrirle, in spirito di carità, una diversa angolatura da cui guardare ad una figura imponente della Chiesa e non solo. Cordialmente Mauro Barbesino PS non sprechi il suo denaro in messe di suffragio, ma, se lo desidera, lo destini ad opere di carità a lei care. Come ha detto il cardinale Scola il nostro cardinale Carlo Maria già “partecipa del potere di Cristo sulla morte ed entra nella comunione con il Dio Vivente”

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