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Oltre l'evasione fiscale, una burocrazia inetta e parassitaria

Gent. Direttore, vedendo che ultimamente sulle tv nazionali, va in onda un spot sugli evasori fiscali, che mette allo stesso piano vari animali parassiti con l'evasore fiscale.Lo spot non è completo, non ha messo il burocrate e la classe dirigente nella categoria dei parassiti.Desidero porre alla sua attenzione e della redazione di libero, la mia vicenda anche se personale rappresenta un scrigno di tutti i mali del sud, di una burocrazia inetta, incapace e parassitaria.Lascio a voi se approfondire l'argomento, vorrei sottolineare che la presente e stata inviata a varie autorità fra cui il presidente della repubblica,che bravo a rispondere a Mancino e alla figlia di Tanzi,pur avendo uno stuolo di collaboratori, pur avendo a disposizione ingenti somme di denaro per il funzionamento della presidenza della repubblica, non riesce a trattare i cittadini nello stesso modo.Ma è Presidente di tutti gli Italiani o solo dei suoi amici Intimi? Senza contare gli altri destinatari della missiva. Affinchè possiate valutare la possibilità di fare un servizio giornalistico. La storia che pongo alla vostra attenzione anche se personale è uno scrigno di tutti i mali del sud, spero vivamente fra questi non entri pure un informazionie non neutrale,l'ipocrisia dilatante e l'indifferenza, giusto per capire quanda ipocrisia sta nella nostra classe politica, faccio rilevare che dopo aver protocollato 45 comunicazioni con relativi documenti che constatano la mia denuncia, a ogni consiliere comunale di Matera, agli assessori e al signor ADDUCE e dopo che la mia denuncia sia stata pubblicata anche su quotidiani ,sia stato trasmesso un servizio su una tv locale,inoltre sono più di 15 giorni ho esposto uno striscione nei sassi di Matera sull'immobile confiscato non ho avuto nessun cenno di risposta, ne di critica ne di solidarietà Prendendo spunto da due articoli bari.repubblica.it/cronaca/2012/03/10/news/vissani-31279563/http://www.notizie-online.it/content/view/28439/1/ riasumo in breve i punti che desidero porre alla vostra attenzione. 1) L'ineficcenza dello stato nello gestire le aziende confiscate? 2)I funzionari addetti non sono all'altezza del conpito assegnato 3)lo sperpero di denaro pubblico, causato dalla cattiva gestione di questi beni, do po che si sono organnizati corsi per formare figure professionali che devono saper gestire questi beni 4)Il clientelismo nella destinazione dei beni confiscati.lo sperpero di denaro pubblico, la cattiva gestione dei fondi europei 5)la legge 109/96 non vine rispettata nei principi della salvaguardia del posto di lavoro 6) sassi di matera e clientelismo nelle sub concessioni 7)qui metto il mio caso, piccolo gestore di un'azienda confiscata, richiesta ed assegnata ,si dalla fase del processo, poi passata al demanio dopo la confisca definitiva, in seguito passata alla gestione dell'agenzia dei beni confiscati e il resto negli allegati. Pongo alla vostra attenzione il trattamneto data ad un famoso cuoco del parco dei templari di gravina e il sottoscritto gestiva una delle poche aziende attive confiscate in ambito nazionale, inoltre pagava un regolare canone destinato al fondo per le vittime di mafia. In 5 anni abbiamo dato quasi 60 mila euro di affitti al fondo per le vittime di mafia, dallo stato non abbiamo avuto niente, ma bensi un calcio nel culo Credo che ci siano tutti temi che interessano tutti,se poi la questione del mio caso particolare, credo che i valori sanciti dalla costituzione è un dovere di tutti difenderli pur che non ci riguarda. Poi stare sempre a dire che i mali del sud sono colpa del nord, lasciamoli agli articoli giornalistici. SONO nostre le responsabilità dei nostri mali, vediamo se è colpa anche dell'informazione? In attesa di un vostro riscontro cordiali saluti Scalcione Mario Per contatti tel3299876653 A seguire la missiva inviata alle autorità Lettera aperta AL Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, Garante della Costituzione Al ministro dell’interno Presidente della regione Basilicata AL sindaco di Matera Agli assessori del comune di Matera Ai consiglieri del comune di Matera Alla stampa e tv. Illustre Presidente, ci rivolgiamo a lei per chiedere, il suo sostegno , per invocare la difesa dei nostri diritti, un suo intervento risolutivo. Sicuro che nel suo cuore e nei suoi pensieri, ha costantemente all’attenzione i temi del Meridione, prendendo spunto da uno dei suoi discorsi, in particolare, quelli del 01/12/2008 “E' dunque assolutamente indispensabile che cambino i comportamenti di tutti i soggetti, pubblici e privati, che condizionano negativamente il miglior uso, secondo l'interesse generale, delle risorse disponibili per il Mezzogiorno, sulla debolezza delle logiche di mercato, sul peso gravissimo di quelle che egli chiama "intermediazioni improprie", che possono ricondursi a molteplici forme di corruzione e clientelismo, di interferenza e manipolazione rispetto a un lineare e corretto impiego delle risorse pubbliche, e che si traducono in crescita dell'economia illegale”dal discorso di Reggio Calabria, 16 gennaio 2009 “questo chiama in causa anche la responsabilità delle istituzioni rappresentative dello stesso Mezzogiorno. Perché la forza del meridionalismo storico è sempre consistita nel non ridursi alla sola denuncia delle responsabilità delle classi dirigenti nazionali ma nel saper guardare criticamente anche all'interno del Mezzogiorno, della sua stratificazione sociale e della sua classe politica.” Dalle parole del Governatore della B.C. E. Mario Draghi“ i sussidi alle imprese, sono inutili ed inefficaci, creano distorsioni che penalizzano imprenditori più capaci” Dalle parole del ministro dell’interno Cancellieri sul tema delle Aziende confiscate”La difesa del posto di lavoro è fondamentale». Queste spunti, sono utili per introdurre l’oggetto della presente. Desidero Porre alla vostra conoscenza fatti e misfatti perpetuati dal Comune di Matera e dalla Regione Basilicata e da altre istituzioni anche se personali, rappresentano un esempio evidente del nostro essere “meridionali”. La tua terra, che tu ami, ti tradisce, ti nega il tuo diritto a viverci, a realizzare , i propri sogni. E sotto gli occhi di tutti, gli ingenti finanziamenti europei e nazionali, non sono serviti per la crescita culturale, economica della Basilicata e del meridione in genere, fondi gestiti con pratiche alquanto discutibili. Sotto gli occhi di tutti, la situazione critica delle aziende confiscate, l’incapacità degli enti preposti alla gestione produttiva delle aziende confiscate, con la grave conseguenza di perdita di lavoro,causa di discredito delle istituzioni La mia esperienza, la mia denuncia può dare un piccolo contributo, a comprendere quali sono i mali che negano alla nostra terra lo sviluppo e la crescita culturale. IL comune di Matera, la regione Basilicata, il Demanio che dovrebbero essere i baluardi delle istituzioni, per la difesa dei diritti costituzionali si sono resi artefici, di un furto di diritti e di dignità, nei confronti del sottoscritto . Prendo spunto dalle parole del Procuratore del tribunale di Matera Dott. Celestina Gravina” occorre un cambio di mentalità contro la filosofia del “ farsi “ i fatti propri di voltare la testa quando si vede il diritto violato”.IO non ho voltato la testa, sono 5 anni che mi batto per il mio diritto a vivere, sarebbe stato più semplice lasciar perdere e farmi una nuova vita da un’altra parte. Nelle istituzioni vivono e prosperano individui il cui unico interesse e farsi i fatti propri e dei propri amici, nostro dovere non girare la testa è reagire. Lascio a Lei il giudizio,la decisione se intervenire in nostro favore, ho lasciarci soli in questa lotta per i propri diritti. IO mi sono fidato di” uomini” delle istituzioni, ma come uomo e come padre lotterò per riprendermi i miei diritti, far ricordare alle istituzioni le loro responsabilità i loro doveri nel rispettare e fare rispettare la Costituzione. IL rispetto della persona, il valore della legalità, sono le regole minime per stare bene insieme. La civile convivenza è improntata sul rispetto di tutti, da inseguire con il massimo dell’onesta intellettuale, ci vuole uno sforzo quotidiano di tutti per fare bene il proprio dovere. Ma quando il cittadino onesto, si vede privato del proprio rispetto, della dignità, del lavoro e del futuro dei propri figli cosa deve fare? Cost.3 Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese. Anche se metto all’attenzione la mia storia personale, la cosa più importante , questi fatti non si ripetano, è compito delle istituzioni legiferare, dispensare giustizia, per un futuro migliore della nostra terra e cosa vogliamo lasciare ai nostri figli. Una terra dove i valori umani primeggino sull’interesse personale?, Dove è consentito a tutti avere pari diritti e pari dignità?, Lasciare che la prepotenza di pochi minacci l’esistenza di molti? . Ma quando le leggi e regolamenti vengono interpretate secondo convenienza e dovere di tutti ribellarsi. Se sono causa di ingiustizie e sopraffazioni, dovere di ogni uomo e di ogni padre lottare. IO non ho la mentalità, di arrendermi alle difficoltà, ho cominciato dall’età adolescenziale ad affrontare le difficoltà della Vita, avendo già da quella giovane affrontato gravi problemi di salute mentale che hanno colpito mia madre e un Fratello. Solo chi ha in casa questo tipo di problema può capire e poi in una città come Matera. Dove l’assistenza ai malati mentali e il sostegno alle famiglie è un miraggio. Questa esperienza, oltre avermi segnato nei miei affetti, ha fatto crescere in me la voglia di lottare ed affrontare i problemi. Anche se questa vicenda mi ha portato nel baratro della Depressione, ringrazio mia moglie e i miei due bimbi piccoli che mi hanno aiutato ha non precipitare. La storia Mi chiamo Scalcione Mario, sono nato a Matera 03/11/62 sposato con due bimbe di 7e 11 anni, risiedo a Matera in via madonna delle virtù 43, Disoccupato da più di due anni Nel lontano 2002 l’Associazione senza scopo di lucro fondata e presieduta dal sottoscritto, con giusto provvedimento del tribunale penale di Matera, con verbale di consegna del 06/03/2002 veniva immessa nella detenzione degli immobili in via Madonna delle virtù43,44 e delle attrezzature ivi presenti oggetto di sequestro giudiziario ex legge 575/65 già denominata” al ristoro Caveoso. Nel precitato verbale, debitamente sottoscritto dalle parti e nell’allegata videocassetta vi è la descrizione analitica dei singoli locali e delle attrezzature facenti parti dell’azienda oggetto di confisca, unitamente al loro stato di manutenzione. L’associazione , quindi nel rispetto della finalità della legge, previa richiesta e rilascio di regolari autorizzazioni amministrative, rilasciate anche dal Comune di Matera, con solo le proprie forze economiche e lavorative avviava l’esercizio di Bar ristorante utilizzando il complesso di beni ricevuti in consegna, abbandonato già da vari anni , ricevuto in cattivo stato sia sotto l’aspetto igienico che di vivibilità, dietro compenso di un regolare canone di locazione sia per gli immobili che per l’azienda di circa €1.200 mensili da versare al tribunale di Matera L’immobile e l’azienda confiscata : confisca ex legge 575/65 in danno di Largo Donato Matteo; decreto del tribunale di Matera SEZ: MIS.PREV. del 07/06/2000 nel procedimento 22/98RMSP, definitivo il 13/05/2003; beni aziendali già pertinenza de “ al ristoro Caveoso s.n.c.” passa alla gestione dell’agenzia del Demanio L’agenzia del DEMANIO, in attesa della definitiva assegnazione del bene confiscato e dell’azienda proroga i termini del contratto di locazione all’associazione. A Matera invece altri immobili confiscati al preposto entrati nella disponibilità dello Stato, passano già nel marzo 2005 al comune di Matera , nello stesso giorno vengano assegnati ad una nota associazione di Matera. Già qui il comune di Matera ha dimostrato, la non loro equità nell’amministrare la cosa pubblica , non divulgando che era disponibile un bene confiscato per altre associazioni che operano nel territorio, premiando l’associazione che avrebbe presentato il progetto più meritevole, cosi facendo tutto di nascosto ha solo confermato i mali del sud. A pensare che i beni confiscati devono essere esempi di legalità e giustizia, senza contare che il fatto di essere un “POVERO CRISTO” la nostra posizione rimaneva in un limbo,pur inviando vari solleciti. Nel frattempo l’associazione ha continuato ha pagare regolarmente i canoni di locazione , ha provveduto solo esclusivamente ha proprie spese alla manutenzione degli immobili ed ha migliorare le attrezzature aziendali e non da meno dopo i primi due anni di grafi difficoltà ,dei pregiudizi della gente , delle paure che il luogo incuteva , essendo riconosciuto nel tessuto locale come il Locale Di” NINI GUAGLIO” il soprannome del preposto, ha cominciato a trarre i suoi frutti. Inspiegabilmente, con nota datata31/01/2007 l’ufficio tecnico, settore SASSI, del comune di Matera, notificava al sottoscritto legale rappresentante dell’associazione, formale richiesta di sgombero di immobile demaniale sito nei rioni sassi alla via Madonna delle virtù, rione Pianelle, n96 fglN159p.lla1669, trasferito dal Demanio in concessione per 90anni e all’Ente locale il quale ai sensi della LEGGE n.771/86 aveva affidato in sub concessione alla società B.srl beneficiaria di un finanziamento POR Basilicata Il locale di cui sopra era ricompreso nel verbale di consegna e di immissione nella detenzione del 06/03/2002 e legittimamente adibito a cucina dall’associazione è autorizzato dal comune di Matera con regolare autorizzazione amministrativa e igienica. L’associazione che ha fronte di tale situazione, in presenza di un atto analitico di individuazione del beni e di un regolare contratto di affitto d’azienda, veniva sostanzialmente privato di quel bene strumentale la cucina , indispensabile per l’esercizio dell’attività ivi ubicata e legittimamente esercitata. Facendo l’errore di fidarsi delle istituzioni, di un prete, di pseudo uomo di cultura e di imprenditori senza scrupoli, ho provveduto ha rilasciare il locale conteso, con promessa e atto che mi sarebbe stato dato la possibilità di realizzare un’altra cucina in altri ambienti. Una presa in giro, sono 5 anni e l’immobile confiscato e l’azienda sono ancora chiusi. Si poteva accettare l’ingordigia del privato, del prete che ha fatto come Ponzio Pilato, del pseudo artista bravo nel parlare, ma non si può accettare che le istituzioni sono complici di questa ingordigia e sono causa di lesioni dei miei diritti di uomo , di padre. Mi sembra utile accennare, i sassi di Matera patrimonio dell’Unesco, patrimonio dello Stato sono sottoposti alla legge 771/86e ai vari regolamenti approvati dal Comune di Matera, servono a dare regole per la loro fruibilità e per la loro gestione., non sto li a menzionare il regolamento oramai lo conosciamo, ma certamente questo regolamento è interpretato secondo convenienza e necessità delle persone coinvolte. Se hai santi in paradiso, non hai problemi , se sei un “ povero cristo” come me non hai speranza. E’ certezza che l’immobile confiscato fosse stato di proprietà di un privato , mai il Comune di Matera avrebbe assegnato ad altri la particella della cucina, la quale era collegata organicamente c con l’immobile confiscato. SE la proprietà , del bene confiscato non fosse passata nella mani del Demanio, che per motivi ancora inspiegabili, non si è opposto. IL comune di Matera non avrebbe mai potuto assegnare quella particella alla B. srl, ancora oggi non si capisce come la pratica di assegnazione sia andata a buon fine per la B . srl. Sicuramente se ha Donato Largo non fosse stato confiscata la sua proprietà , non credo proprio che il comune avrebbe assegnato alla B.srl la suddetta particella. È vero che con i SE non si fa la storia SE la destinazione del bene confiscato avesse avuto un altro esito, fosse ritornato al preposto, sono certo che il comportamento di Donato Largo, sarebbe stato molto più leale nei nostri confronti. Avrebbe potuto dire puoi continuare a lavorare? E mi devi dare tanto, o te ne devi andare. Ma una cosa è sicura che la particella non avrebbe mai passato la mano. Come risulta delle mappe catastali , non ha nessuno collegamento organico con il ben assegnato e tolto all’associazione. Mentre al comune di Matera hanno trovato Uno “ STARGATE” per il collegamento organico fra la proprietà della B.srl e la particella 1669. Questa assegnazione ha lati oscuri, ma continua ha dimostrare la non imparzialità delle istituzione , prima del Comune che ha pochi interpretando regolamenti e leggi secondo convenienza , ha qualcuno ha dato migliaia di metri quadrati di beni demaniali , con ingenti finanziamenti ad altri gli sono stati negati il diritto a vivere, possiamo ringraziare l’imparzialità del comune di Matera, la cosa che mi fa più imbestialire è proprio la mancanza di etica, di morale, di lealtà degli atti del comune di Matera, il privato fa i fatti suoi, ma le istituzioni devono fare i fatti di tutti. Giusto per porre alla vostra conoscenza questa società, nei sassi di Matera ha ottenuto in due trance diverse, quasi 2100 mq di locali, la cosa più sorprendente a costo zero ,dovendo scorpora tutti i lavori di restauro. Ha dell’incredibile che certi imprenditori ottengano tutti questi benefici: riesce ad ottenere oltre i finanziamenti per il risanamento dei sassi , in più al non pagamento di nessun canone al comune di Matera per i locali in sub concessione. Per non finire ha ottenuto quasi un miliardo di vecchie lire di finanziamento regionale tutto a fondo perduto, come ciliegina sulla torta , la regione Basilicata oltre a ciò , ha permesso con delibere con leggi regionali di completamento dei lavori in ben 5 anni, ma no è tutto la stessa società, riesce ad ottenere un ulteriore finanziamento regionale sempre a fondo perduto di altre quasi Quattrocento mila Euro. Partecipando ad un altro bando della regione, nello stesso arco di tempo, sulla base di quest’ultimo finanziamento la società aveva necessità della particella che ci è stata tolta. Poi in seguito ne ha chiesto la revoca, ma non toglie le responsabilità , morali ed etiche di chi doveva controllare, che non avvenissero fatti del genere. La suddetta società, a quest’ultimo bando non poteva neanche partecipare, secondo i regolamenti europei. Senza menzionare altri finanziamenti ed assegnazioni di cui sono ha conoscenza, di cui ho la documentazione sempre tutto” legale”, ma mai alla luce del sole, di agevolazioni, finanziamenti ad un ristretto numero di persone imparentate fra loro che nei Sassi hanno trovato la miniera D’oro. E’ sotto gli occhi di tutti, la situazione economica e sociale della nostra regione, abbiamo fra i più alti numeri di disoccupati , la povertà aumenta, il futuro dei nostri figli è incerto, ma dall’altra parte ce qualcuno che ha potuto arricchirsi a scapito della gente onesta. La responsabilità civili e penali le lasciamo alla giustizia se verrà . Ma per i miei diritti di uomo e di padre, è mio dovere combattere , lottare contro l’ingiustizia , la sopraffazione contro ogni forma sopruso, specialmente se è stato perpetuato da chi dovrebbe difenderci, sono paladini dell’onore e della lealtà solo nelle celebrazioni. Non basta che durante ricorrenze,convegni ,anniversari,si faccia uso di parole di uguaglianza e di diritti, denunce sullo sperpero di denaro pubblico , sulla corruzione, sul lavoro ecc, ma è un dovere etico e morale di tutti gli uomini delle istituzioni di adempiere al loro dovere nel rispetto della persona e dei valori della legalità. Nel cd allegato ci sono tutti gli atti pubblici di questa controversa assegnazione,di questi ingenti finanziamenti per concludere questo aspetto , mi preme dire che la società che aveva ottenuto centinaia di migliaia di euro di finanziamenti pubblici e centinaia di mq di locali demaniali a prezzi irrisori , nel giro di poco tempo ha cambiato completamente la compagine sociale, i vecchi soci ora possono trascorrere una vita e una vecchiaia serena , avendo ceduto tutte le quote di questa società , che ha creato un’azienda quasi esclusivamente con soldi pubblici. E quando vedi questi stessi imprenditori , che ci fanno lezione di imprenditoria o si lamentano lascio a voi giudicare di che pasta sono. Ancora più disdicevole è la nostra mentalità di meridionali, di vedere in questi atti non cosa deplorevoli, ma esempi da seguire. Meglio essere “furbi che fessi”, io sono un “ fesso “. Tutte questa vicenda fa maturare in me, la consapevolezza, di un piano ben preciso di costringermi con l’inganno ha lasciare l’azienda e l’immobile confiscato. Oramai gli appetiti si erano svegliati e come dice un vecchio proverbio”quando il gatto non c’è i topi vanno ballando “ l’associazione non faceva paura ha nessuno, non avendo santi in paradiso essendo il sottoscritto un “ povero cristo “ il preposto era stato incarcerato, non potendo riuscirmi a cacciare con degli atti legali , per i meriti che ci eravamo conquistati sul campo, l’associazione fino al 2007 era une delle poche realtà ha livello nazionale, che aveva dato vita e produttività ad una azienda confiscata solo con le proprie forze e contribuendo anche al fondo destinato alle vittime della mafia pagando regolarmente i canoni di locazione, per non dire che nei sassi ero quello che pagava di più per la locazione di beni immobili demaniali, per finire questa disparità di trattamenti, come ultimo atto le condizioni contrattuali , proposte dal Demanio sul bene confiscato al sottoscritto, vanno ha fare” benedire” lo spirito e le regole della concorrenza. Le istituzioni si sono resi complici di imprenditori senza scrupoli è hanno agevolato quest’ultimi ad arricchirsi , mentre ha noi ci è stato negato il bene della vita, il lavoro la dignità, causandomi inoltre una forte depressione e gravi malanni fisici, dovendo per necessità lavorare , ho svolto lavori, a cui non ero abituato , che mi hanno causato varie ernie e vari acciacchi alle articolazioni IO non sono un avvocato,un politico, un funzionario pubblico, sono uomo, un padre, un cittadino lotto per diritto a vivere. Noi non abbiamo chiesto vantaggi, agevolazioni, abbiamo chiesto solo il rispetto del nostra persona e del nostro lavoro, abbiamo dato fiducia , abbiamo dato disponibilità , collaborazione e sacrificio. L’unica cosa che abbiamo chiesto era la LEALTA, UGUAGLIANZA, diritto al Lavoro. Intanto sono passati 5 anni da quando abbiamo chiuso, io sono disoccupato, in questi anni oltre aver gravato sulle casse dello stato percependo , vari sussidi di disoccupazione, agevolazione varie di natura assistenziale ecc.., e il comune di Matera, che in questi 5 anni è stato sempre latitante, siamo passati da Porcari , Buccico , Ad Adduce, ma l’atteggiamento arrogante di certi funzionari, amministratori, l’ipocrisia ,la mancanza di onore e di lealtà era e continua fino ad oggi. Quelli che hanno fatto gli atti su menzionati , sono ancora li con la loro arroganza, abbiamo chiesto per anni solo di poter lavorare, non abbiamo chiesto un posto fisso, di finanziamenti pubblici ma di ricominciare, alle stesse condizioni di altri, abbiamo provato tutte le strade. Ma come al solito il comune di Matera, si è fatto carico di un’altra presa per il C…., per il sottoscritto. Quando prima ero parte attiva dello Stato e contribuivo allo suo sviluppo civile ed economico, cosa ho fatto di male? Volevo solo lavorare, è questo mio diritto mi è stato rubato, anni di lavoro di professionalità persi , sottratti, da questa burocrazia inefficiente ed incapace, non si può accettare. Il senso di sconforto di depressione che mi ha perseguitato in questi anni, facendo soffrire anche i miei figli piccoli, avendo orami un padre depresso e sconfortato. Non mi potevo arrendere e scaricare la mia rabbia , la mia frustrazione sulle persone ha me vicine. Questa fase si è tramutata in” Rabbia”mi sono fatto una promessa , che non mi sarei arreso fino a quando il mio diritto a vivere, il mio diritto a liberta , il mio diritto alla giustizia non mi sarà restituito, affinché tutti quelli individui che si nascondono dietro le istituzioni , tolgono prestigio alle stesse, ne minano la credibilità delle istituzioni stesse non possano più nuocere. SO che quello che chiedo è un sogno,ma lottare per i nostri diritti,”lottare , lottare, lottare “ è un dovere che esige il nostro animo umano, tutte le volte che chiunque voglia depredarci dei nostri diritti e anche quando la sfida possa sembrare impari, non dobbiamo avere paura e sacrificare pure la vita per difendere il nostro diritto alla giustizia e alla libertà'. Ricordando Paolo Borsellino, esempio di sacrificio, di onesta e di coraggio, cito una sua frase “normale che esista la paura, in ogni uomo, l'importante è che sia accompagnata dal coraggio. Non bisogna lasciarsi sopraffare dalla paura, altrimenti diventa un ostacolo che impedisce di andare avanti” I consigli che sembravano “ minacce”stai zitto, se no ti mandiamo la polizia a cacciarti, pensa ai tuoi figli, stai attento se no ti quereliamo. Intimidazioni se le avessi avuto dal preposto, sapevo a chi rivolgermi. Ora a chi mi devo rivolgere? La Costituzione, i cui principi fondamentali sono il pane e l’acqua del nostro vivere insieme, per anni ho creduto che le istituzioni sono i i bastioni che la difendono. Prima di tutte le leggi e regolamenti il nostro vivere e agire quotidiano dovrebbe essere nel rispetto del prossimo, nella lealtà, nell’onesta e dai valori sanciti dalla costituzione .Tutti valori che al Comune di Matera alla regione Basilicata, forse non sanno dove sono di casa. Oramai l’esasperazione e la rabbia mi spinge a denunciare questo stato di cose, e prendendo spunto da Calamandrei “ La costituzione non è un libro , una carta morta, ma il combustibile della libertà e della giustizia. La liberta è come l’aria che respiriamo, quando ci manca sentiamo quel senso di asfissia e di angoscia” Questo senso di asfissia di angoscia, che mi assalito in questi ultimi,avendo subito la costrizione della mia libertà ,non quella fisica , ma di una ancora peggiore quella che mi hanno tolto la dignità di Padre e di uomo e questo non avvenuto per cause oscure, ma dalla certezza che alcuni uomini delle istituzioni baluardi della costituzione, sono stati gli artefici di questi raggiri,di questa ingiustizia Mi rivolgo a voi, perché possiate avere la conoscenza di questa vicenda dove alcuni individui, da anni ricoprono incarichi nel comune di Matera alla regione Basilicata, sono gli artefici di questa vicenda. Non ho bisogno di leggere sul giornale la questione morale al Comune, i mali del sud, lo spreco di risorse pubbliche , il clientelismo , la raccomandazione,la moltitudine di aziende confiscate chiuse, tutti questi mali li sto subendo sulla mia pelle, mi ha dato le prove che alcuni funzionari e alcuni amministratori dovrebbero fare un altro lavoro. IO cittadino normale, come tutti i cittadini se sbagliamo paghiamo in prima persona e io sto ancora pagando per lo sbaglio fatto, ma non posso accettare per me,per i miei figli e anche per tutti quelli che orami si suono assuefatti, sono rassegnati allo sconforto, che questi signori abbiano responsabilità nel gestire la cosa pubblica. Non hanno forse infranto le leggi , ma sicuramente hanno calpestato i miei diritti sanciti dalla costituzione. Se un ramo e torto è sempre torto, per raddrizzarlo lo devi tagliare. Quando ho chiesto il bene confiscato al tribunale , non ho avuto bisogno di raccomandazione, non lo voleva nessuno, solo un” pazzo lucido”, forse anche con un po’ di coraggioso, poteva fare una richiesta simile di riavviare un bene confiscato. Ero orgoglioso di quello che avevo fatto, solo con le nostre forze, ho pensato male ha credere che le Istituzioni, non dico che mi avrebbe dovuto ringraziare, ma almeno fossero stati Leali. Senza giustizia, senza dignità non si vive siamo dei morti vivendi, è nostra responsabilità lottare per la libertà e per la propria dignità, prendo spunto sempre da Calamandrei “ un uomo non è un uomo se non lotta per la propria liberta e non muore per la propria dignità” mai cosi poche parole, interpretano il mio animo, il mio pensiero , le miei gesta e le miei azioni e no lo faccio solo per me ma per il futuro dei miei figli che non patiscano la privazione della dignità e della libertà. Io so che è una lotta impari, un uomo solo un” povero cristo” a stento so scrivere , mi scuso fin da ora per eventuali errori , ma non è mia abitudine scrivere lettere di supplica, non lavoro con la penna, ma con le mani, cosa posso fare io solo contro le istituzioni “niente”, ma non fare niente è uguale ha morire ,quante volte mi hanno detto” lascia perdere” , quelli sono più potenti , le istituzioni non pagano mai , quelli possono fare quello che vogliono. Nel mio animo, nella mia ragione non riesco ad arrendermi all’ingiustizia, ho bisogno di lottare per respirare l’aria della giustizia e della libertà, posso capire tutti quelli che hanno dato la vita per un’ideale , per i propri diritti, per la liberta. Non si ha bisogno di frequentare l’università, o essere un politico, per lottare per guadagnarsi il diritto a respirare l’aria della giustizia e della libertà. Per concludere, sicuramente Matera ha già le carte in regole, per divenire capitale europea della Cultura del clientelismo , dell’ipocrisia e dell’Ingiustizia.. In allegato cd rom con documentazione Distinti saluti Scalcione Mario Allegati presenti in questa mail: Salva tutto DSC00270.jpg ( 948.3 KB ) Visualizza Salva AL Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, Garante della Costituzione Al ministro dell’interno Presidente della regione Basilicata AL sindaco di Matera Agli assessori del comune di Matera Ai consiglieri del comune di Matera Alla stampa e tv. Illustre Presidente, ci rivolgiamo a lei per chiedere, il suo sostegno , per invocare la difesa dei nostri diritti, un suo intervento risolutivo. Sicuro che nel suo cuore e nei suoi pensieri, ha costantemente all’attenzione i temi del Meridione, prendendo spunto da uno dei suoi discorsi, in particolare, quelli del 01/12/2008 “E' dunque assolutamente indispensabile che cambino i comportamenti di tutti i soggetti, pubblici e privati, che condizionano negativamente il miglior uso, secondo l'interesse generale, delle risorse disponibili per il Mezzogiorno, sulla debolezza delle logiche di mercato, sul peso gravissimo di quelle che egli chiama "intermediazioni improprie", che possono ricondursi a molteplici forme di corruzione e clientelismo, di interferenza e manipolazione rispetto a un lineare e corretto impiego delle risorse pubbliche, e che si traducono in crescita dell'economia illegale”dal discorso di Reggio Calabria, 16 gennaio 2009 “questo chiama in causa anche la responsabilità delle istituzioni rappresentative dello stesso Mezzogiorno. Perché la forza del meridionalismo storico è sempre consistita nel non ridursi alla sola denuncia delle responsabilità delle classi dirigenti nazionali ma nel saper guardare criticamente anche all'interno del Mezzogiorno, della sua stratificazione sociale e della sua classe politica.” Dalle parole del Governatore della B.C. E. Mario Draghi“ i sussidi alle imprese, sono inutili ed inefficaci, creano distorsioni che penalizzano imprenditori più capaci” Dalle parole del ministro dell’interno Cancellieri sul tema delle Aziende confiscate”La difesa del posto di lavoro è fondamentale». Queste spunti, sono utili per introdurre l’oggetto della presente. Desidero Porre alla vostra conoscenza fatti e misfatti perpetuati dal Comune di Matera e dalla Regione Basilicata e da altre istituzioni anche se personali, rappresentano un esempio evidente del nostro essere “meridionali”. La tua terra, che tu ami, ti tradisce, ti nega il tuo diritto a viverci, a realizzare , i propri sogni. E sotto gli occhi di tutti, gli ingenti finanziamenti europei e nazionali, non sono serviti per la crescita culturale, economica della Basilicata e del meridione in genere, fondi gestiti con pratiche alquanto discutibili. Sotto gli occhi di tutti, la situazione critica delle aziende confiscate, l’incapacità degli enti preposti alla gestione produttiva delle aziende confiscate, con la grave conseguenza di perdita di lavoro,causa di discredito delle istituzioni La mia esperienza, la mia denuncia può dare un piccolo contributo, a comprendere quali sono i mali che negano alla nostra terra lo sviluppo e la crescita culturale. IL comune di Matera, la regione Basilicata, il Demanio che dovrebbero essere i baluardi delle istituzioni, per la difesa dei diritti costituzionali si sono resi artefici, di un furto di diritti e di dignità, nei confronti del sottoscritto . Prendo spunto dalle parole del Procuratore del tribunale di Matera Dott. Celestina Gravina” occorre un cambio di mentalità contro la filosofia del “ farsi “ i fatti propri di voltare la testa quando si vede il diritto violato”.IO non ho voltato la testa, sono 5 anni che mi batto per il mio diritto a vivere, sarebbe stato più semplice lasciar perdere e farmi una nuova vita da un’altra parte. Nelle istituzioni vivono e prosperano individui il cui unico interesse e farsi i fatti propri e dei propri amici, nostro dovere non girare la testa è reagire. Lascio a Lei il giudizio,la decisione se intervenire in nostro favore, ho lasciarci soli in questa lotta per i propri diritti. IO mi sono fidato di” uomini” delle istituzioni, ma come uomo e come padre lotterò per riprendermi i miei diritti, far ricordare alle istituzioni le loro responsabilità i loro doveri nel rispettare e fare rispettare la Costituzione. IL rispetto della persona, il valore della legalità, sono le regole minime per stare bene insieme. La civile convivenza è improntata sul rispetto di tutti, da inseguire con il massimo dell’onesta intellettuale, ci vuole uno sforzo quotidiano di tutti per fare bene il proprio dovere. Ma quando il cittadino onesto, si vede privato del proprio rispetto, della dignità, del lavoro e del futuro dei propri figli cosa deve fare? Cost.3 Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese. Anche se metto all’attenzione la mia storia personale, la cosa più importante , questi fatti non si ripetano, è compito delle istituzioni legiferare, dispensare giustizia, per un futuro migliore della nostra terra e cosa vogliamo lasciare ai nostri figli. Una terra dove i valori umani primeggino sull’interesse personale?, Dove è consentito a tutti avere pari diritti e pari dignità?, Lasciare che la prepotenza di pochi minacci l’esistenza di molti? . Ma quando le leggi e regolamenti vengono interpretate secondo convenienza e dovere di tutti ribellarsi. Se sono causa di ingiustizie e sopraffazioni, dovere di ogni uomo e di ogni padre lottare. IO non ho la mentalità, di arrendermi alle difficoltà, ho cominciato dall’età adolescenziale ad affrontare le difficoltà della Vita, avendo già da quella giovane affrontato gravi problemi di salute mentale che hanno colpito mia madre e un Fratello. Solo chi ha in casa questo tipo di problema può capire e poi in una città come Matera. Dove l’assistenza ai malati mentali e il sostegno alle famiglie è un miraggio. Questa esperienza, oltre avermi segnato nei miei affetti, ha fatto crescere in me la voglia di lottare ed affrontare i problemi. Anche se questa vicenda mi ha portato nel baratro della Depressione, ringrazio mia moglie e i miei due bimbi piccoli che mi hanno aiutato ha non precipitare. La storia Mi chiamo Scalcione Mario, sono nato a Matera 03/11/62 sposato con due bimbe di 7e 11 anni, risiedo a Matera in via madonna delle virtù 43, Disoccupato da più di due anni Nel lontano 2002 l’Associazione senza scopo di lucro fondata e presieduta dal sottoscritto, con giusto provvedimento del tribunale penale di Matera, con verbale di consegna del 06/03/2002 veniva immessa nella detenzione degli immobili in via Madonna delle virtù43,44 e delle attrezzature ivi presenti oggetto di sequestro giudiziario ex legge 575/65 già denominata” al ristoro Caveoso. Nel precitato verbale, debitamente sottoscritto dalle parti e nell’allegata videocassetta vi è la descrizione analitica dei singoli locali e delle attrezzature facenti parti dell’azienda oggetto di confisca, unitamente al loro stato di manutenzione. L’associazione , quindi nel rispetto della finalità della legge, previa richiesta e rilascio di regolari autorizzazioni amministrative, rilasciate anche dal Comune di Matera, con solo le proprie forze economiche e lavorative avviava l’esercizio di Bar ristorante utilizzando il complesso di beni ricevuti in consegna, abbandonato già da vari anni , ricevuto in cattivo stato sia sotto l’aspetto igienico che di vivibilità, dietro compenso di un regolare canone di locazione sia per gli immobili che per l’azienda di circa €1.200 mensili da versare al tribunale di Matera L’immobile e l’azienda confiscata : confisca ex legge 575/65 in danno di Largo Donato Matteo; decreto del tribunale di Matera SEZ: MIS.PREV. del 07/06/2000 nel procedimento 22/98RMSP, definitivo il 13/05/2003; beni aziendali già pertinenza de “ al ristoro Caveoso s.n.c.” passa alla gestione dell’agenzia del Demanio L’agenzia del DEMANIO, in attesa della definitiva assegnazione del bene confiscato e dell’azienda proroga i termini del contratto di locazione all’associazione. A Matera invece altri immobili confiscati al preposto entrati nella disponibilità dello Stato, passano già nel marzo 2005 al comune di Matera , nello stesso giorno vengano assegnati ad una nota associazione di Matera. Già qui il comune di Matera ha dimostrato, la non loro equità nell’amministrare la cosa pubblica , non divulgando che era disponibile un bene confiscato per altre associazioni che operano nel territorio, premiando l’associazione che avrebbe presentato il progetto più meritevole, cosi facendo tutto di nascosto ha solo confermato i mali del sud. A pensare che i beni confiscati devono essere esempi di legalità e giustizia, senza contare che il fatto di essere un “POVERO CRISTO” la nostra posizione rimaneva in un limbo,pur inviando vari solleciti. Nel frattempo l’associazione ha continuato ha pagare regolarmente i canoni di locazione , ha provveduto solo esclusivamente ha proprie spese alla manutenzione degli immobili ed ha migliorare le attrezzature aziendali e non da meno dopo i primi due anni di grafi difficoltà ,dei pregiudizi della gente , delle paure che il luogo incuteva , essendo riconosciuto nel tessuto locale come il Locale Di” NINI GUAGLIO” il soprannome del preposto, ha cominciato a trarre i suoi frutti. Inspiegabilmente, con nota datata31/01/2007 l’ufficio tecnico, settore SASSI, del comune di Matera, notificava al sottoscritto legale rappresentante dell’associazione, formale richiesta di sgombero di immobile demaniale sito nei rioni sassi alla via Madonna delle virtù, rione Pianelle, n96 fglN159p.lla1669, trasferito dal Demanio in concessione per 90anni e all’Ente locale il quale ai sensi della LEGGE n.771/86 aveva affidato in sub concessione alla società B.srl beneficiaria di un finanziamento POR Basilicata Il locale di cui sopra era ricompreso nel verbale di consegna e di immissione nella detenzione del 06/03/2002 e legittimamente adibito a cucina dall’associazione è autorizzato dal comune di Matera con regolare autorizzazione amministrativa e igienica. L’associazione che ha fronte di tale situazione, in presenza di un atto analitico di individuazione del beni e di un regolare contratto di affitto d’azienda, veniva sostanzialmente privato di quel bene strumentale la cucina , indispensabile per l’esercizio dell’attività ivi ubicata e legittimamente esercitata. Facendo l’errore di fidarsi delle istituzioni, di un prete, di pseudo uomo di cultura e di imprenditori senza scrupoli, ho provveduto ha rilasciare il locale conteso, con promessa e atto che mi sarebbe stato dato la possibilità di realizzare un’altra cucina in altri ambienti. Una presa in giro, sono 5 anni e l’immobile confiscato e l’azienda sono ancora chiusi. Si poteva accettare l’ingordigia del privato, del prete che ha fatto come Ponzio Pilato, del pseudo artista bravo nel parlare, ma non si può accettare che le istituzioni sono complici di questa ingordigia e sono causa di lesioni dei miei diritti di uomo , di padre. Mi sembra utile accennare, i sassi di Matera patrimonio dell’Unesco, patrimonio dello Stato sono sottoposti alla legge 771/86e ai vari regolamenti approvati dal Comune di Matera, servono a dare regole per la loro fruibilità e per la loro gestione., non sto li a menzionare il regolamento oramai lo conosciamo, ma certamente questo regolamento è interpretato secondo convenienza e necessità delle persone coinvolte. Se hai santi in paradiso, non hai problemi , se sei un “ povero cristo” come me non hai speranza. E’ certezza che l’immobile confiscato fosse stato di proprietà di un privato , mai il Comune di Matera avrebbe assegnato ad altri la particella della cucina, la quale era collegata organicamente c con l’immobile confiscato. SE la proprietà , del bene confiscato non fosse passata nella mani del Demanio, che per motivi ancora inspiegabili, non si è opposto. IL comune di Matera non avrebbe mai potuto assegnare quella particella alla B. srl, ancora oggi non si capisce come la pratica di assegnazione sia andata a buon fine per la B . srl. Sicuramente se ha Donato Largo non fosse stato confiscata la sua proprietà , non credo proprio che il comune avrebbe assegnato alla B.srl la suddetta particella. È vero che con i SE non si fa la storia SE la destinazione del bene confiscato avesse avuto un altro esito, fosse ritornato al preposto, sono certo che il comportamento di Donato Largo, sarebbe stato molto più leale nei nostri confronti. Avrebbe potuto dire puoi continuare a lavorare? E mi devi dare tanto, o te ne devi andare. Ma una cosa è sicura che la particella non avrebbe mai passato la mano. Come risulta delle mappe catastali , non ha nessuno collegamento organico con il ben assegnato e tolto all’associazione. Mentre al comune di Matera hanno trovato Uno “ STARGATE” per il collegamento organico fra la proprietà della B.srl e la particella 1669. Questa assegnazione ha lati oscuri, ma continua ha dimostrare la non imparzialità delle istituzione , prima del Comune che ha pochi interpretando regolamenti e leggi secondo convenienza , ha qualcuno ha dato migliaia di metri quadrati di beni demaniali , con ingenti finanziamenti ad altri gli sono stati negati il diritto a vivere, possiamo ringraziare l’imparzialità del comune di Matera, la cosa che mi fa più imbestialire è proprio la mancanza di etica, di morale, di lealtà degli atti del comune di Matera, il privato fa i fatti suoi, ma le istituzioni devono fare i fatti di tutti. Giusto per porre alla vostra conoscenza questa società, nei sassi di Matera ha ottenuto in due trance diverse, quasi 2100 mq di locali, la cosa più sorprendente a costo zero ,dovendo scorpora tutti i lavori di restauro. Ha dell’incredibile che certi imprenditori ottengano tutti questi benefici: riesce ad ottenere oltre i finanziamenti per il risanamento dei sassi , in più al non pagamento di nessun canone al comune di Matera per i locali in sub concessione. Per non finire ha ottenuto quasi un miliardo di vecchie lire di finanziamento regionale tutto a fondo perduto, come ciliegina sulla torta , la regione Basilicata oltre a ciò , ha permesso con delibere con leggi regionali di completamento dei lavori in ben 5 anni, ma no è tutto la stessa società, riesce ad ottenere un ulteriore finanziamento regionale sempre a fondo perduto di altre quasi Quattrocento mila Euro. Partecipando ad un altro bando della regione, nello stesso arco di tempo, sulla base di quest’ultimo finanziamento la società aveva necessità della particella che ci è stata tolta. Poi in seguito ne ha chiesto la revoca, ma non toglie le responsabilità , morali ed etiche di chi doveva controllare, che non avvenissero fatti del genere. La suddetta società, a quest’ultimo bando non poteva neanche partecipare, secondo i regolamenti europei. Senza menzionare altri finanziamenti ed assegnazioni di cui sono ha conoscenza, di cui ho la documentazione sempre tutto” legale”, ma mai alla luce del sole, di agevolazioni, finanziamenti ad un ristretto numero di persone imparentate fra loro che nei Sassi hanno trovato la miniera D’oro. E’ sotto gli occhi di tutti, la situazione economica e sociale della nostra regione, abbiamo fra i più alti numeri di disoccupati , la povertà aumenta, il futuro dei nostri figli è incerto, ma dall’altra parte ce qualcuno che ha potuto arricchirsi a scapito della gente onesta. La responsabilità civili e penali le lasciamo alla giustizia se verrà . Ma per i miei diritti di uomo e di padre, è mio dovere combattere , lottare contro l’ingiustizia , la sopraffazione contro ogni forma sopruso, specialmente se è stato perpetuato da chi dovrebbe difenderci, sono paladini dell’onore e della lealtà solo nelle celebrazioni. Non basta che durante ricorrenze,convegni ,anniversari,si faccia uso di parole di uguaglianza e di diritti, denunce sullo sperpero di denaro pubblico , sulla corruzione, sul lavoro ecc, ma è un dovere etico e morale di tutti gli uomini delle istituzioni di adempiere al loro dovere nel rispetto della persona e dei valori della legalità. Nel cd allegato ci sono tutti gli atti pubblici di questa controversa assegnazione,di questi ingenti finanziamenti per concludere questo aspetto , mi preme dire che la società che aveva ottenuto centinaia di migliaia di euro di finanziamenti pubblici e centinaia di mq di locali demaniali a prezzi irrisori , nel giro di poco tempo ha cambiato completamente la compagine sociale, i vecchi soci ora possono trascorrere una vita e una vecchiaia serena , avendo ceduto tutte le quote di questa società , che ha creato un’azienda quasi esclusivamente con soldi pubblici. E quando vedi questi stessi imprenditori , che ci fanno lezione di imprenditoria o si lamentano lascio a voi giudicare di che pasta sono. Ancora più disdicevole è la nostra mentalità di meridionali, di vedere in questi atti non cosa deplorevoli, ma esempi da seguire. Meglio essere “furbi che fessi”, io sono un “ fesso “. Tutte questa vicenda fa maturare in me, la consapevolezza, di un piano ben preciso di costringermi con l’inganno ha lasciare l’azienda e l’immobile confiscato. Oramai gli appetiti si erano svegliati e come dice un vecchio proverbio”quando il gatto non c’è i topi vanno ballando “ l’associazione non faceva paura ha nessuno, non avendo santi in paradiso essendo il sottoscritto un “ povero cristo “ il preposto era stato incarcerato, non potendo riuscirmi a cacciare con degli atti legali , per i meriti che ci eravamo conquistati sul campo, l’associazione fino al 2007 era une delle poche realtà ha livello nazionale, che aveva dato vita e produttività ad una azienda confiscata solo con le proprie forze e contribuendo anche al fondo destinato alle vittime della mafia pagando regolarmente i canoni di locazione, per non dire che nei sassi ero quello che pagava di più per la locazione di beni immobili demaniali, per finire questa disparità di trattamenti, come ultimo atto le condizioni contrattuali , proposte dal Demanio sul bene confiscato al sottoscritto, vanno ha fare” benedire” lo spirito e le regole della concorrenza. Le istituzioni si sono resi complici di imprenditori senza scrupoli è hanno agevolato quest’ultimi ad arricchirsi , mentre ha noi ci è stato negato il bene della vita, il lavoro la dignità, causandomi inoltre una forte depressione e gravi malanni fisici, dovendo per necessità lavorare , ho svolto lavori, a cui non ero abituato , che mi hanno causato varie ernie e vari acciacchi alle articolazioni IO non sono un avvocato,un politico, un funzionario pubblico, sono uomo, un padre, un cittadino lotto per diritto a vivere. Noi non abbiamo chiesto vantaggi, agevolazioni, abbiamo chiesto solo il rispetto del nostra persona e del nostro lavoro, abbiamo dato fiducia , abbiamo dato disponibilità , collaborazione e sacrificio. L’unica cosa che abbiamo chiesto era la LEALTA, UGUAGLIANZA, diritto al Lavoro. Intanto sono passati 5 anni da quando abbiamo chiuso, io sono disoccupato, in questi anni oltre aver gravato sulle casse dello stato percependo , vari sussidi di disoccupazione, agevolazione varie di natura assistenziale ecc.., e il comune di Matera, che in questi 5 anni è stato sempre latitante, siamo passati da Porcari , Buccico , Ad Adduce, ma l’atteggiamento arrogante di certi funzionari, amministratori, l’ipocrisia ,la mancanza di onore e di lealtà era e continua fino ad oggi. Quelli che hanno fatto gli atti su menzionati , sono ancora li con la loro arroganza, abbiamo chiesto per anni solo di poter lavorare, non abbiamo chiesto un posto fisso, di finanziamenti pubblici ma di ricominciare, alle stesse condizioni di altri, abbiamo provato tutte le strade. Ma come al solito il comune di Matera, si è fatto carico di un’altra presa per il C…., per il sottoscritto. Quando prima ero parte attiva dello Stato e contribuivo allo suo sviluppo civile ed economico, cosa ho fatto di male? Volevo solo lavorare, è questo mio diritto mi è stato rubato, anni di lavoro di professionalità persi , sottratti, da questa burocrazia inefficiente ed incapace, non si può accettare. Il senso di sconforto di depressione che mi ha perseguitato in questi anni, facendo soffrire anche i miei figli piccoli, avendo orami un padre depresso e sconfortato. Non mi potevo arrendere e scaricare la mia rabbia , la mia frustrazione sulle persone ha me vicine. Questa fase si è tramutata in” Rabbia”mi sono fatto una promessa , che non mi sarei arreso fino a quando il mio diritto a vivere, il mio diritto a liberta , il mio diritto alla giustizia non mi sarà restituito, affinché tutti quelli individui che si nascondono dietro le istituzioni , tolgono prestigio alle stesse, ne minano la credibilità delle istituzioni stesse non possano più nuocere. SO che quello che chiedo è un sogno,ma lottare per i nostri diritti,”lottare , lottare, lottare “ è un dovere che esige il nostro animo umano, tutte le volte che chiunque voglia depredarci dei nostri diritti e anche quando la sfida possa sembrare impari, non dobbiamo avere paura e sacrificare pure la vita per difendere il nostro diritto alla giustizia e alla libertà'. Ricordando Paolo Borsellino, esempio di sacrificio, di onesta e di coraggio, cito una sua frase “normale che esista la paura, in ogni uomo, l'importante è che sia accompagnata dal coraggio. Non bisogna lasciarsi sopraffare dalla paura, altrimenti diventa un ostacolo che impedisce di andare avanti” I consigli che sembravano “ minacce”stai zitto, se no ti mandiamo la polizia a cacciarti, pensa ai tuoi figli, stai attento se no ti quereliamo. Intimidazioni se le avessi avuto dal preposto, sapevo a chi rivolgermi. Ora a chi mi devo rivolgere? La Costituzione, i cui principi fondamentali sono il pane e l’acqua del nostro vivere insieme, per anni ho creduto che le istituzioni sono i i bastioni che la difendono. Prima di tutte le leggi e regolamenti il nostro vivere e agire quotidiano dovrebbe essere nel rispetto del prossimo, nella lealtà, nell’onesta e dai valori sanciti dalla costituzione .Tutti valori che al Comune di Matera alla regione Basilicata, forse non sanno dove sono di casa. Oramai l’esasperazione e la rabbia mi spinge a denunciare questo stato di cose, e prendendo spunto da Calamandrei “ La costituzione non è un libro , una carta morta, ma il combustibile della libertà e della giustizia. La liberta è come l’aria che respiriamo, quando ci manca sentiamo quel senso di asfissia e di angoscia” Questo senso di asfissia di angoscia, che mi assalito in questi ultimi,avendo subito la costrizione della mia libertà ,non quella fisica , ma di una ancora peggiore quella che mi hanno tolto la dignità di Padre e di uomo e questo non avvenuto per cause oscure, ma dalla certezza che alcuni uomini delle istituzioni baluardi della costituzione, sono stati gli artefici di questi raggiri,di questa ingiustizia Mi rivolgo a voi, perché possiate avere la conoscenza di questa vicenda dove alcuni individui, da anni ricoprono incarichi nel comune di Matera alla regione Basilicata, sono gli artefici di questa vicenda. Non ho bisogno di leggere sul giornale la questione morale al Comune, i mali del sud, lo spreco di risorse pubbliche , il clientelismo , la raccomandazione,la moltitudine di aziende confiscate chiuse, tutti questi mali li sto subendo sulla mia pelle, mi ha dato le prove che alcuni funzionari e alcuni amministratori dovrebbero fare un altro lavoro. IO cittadino normale, come tutti i cittadini se sbagliamo paghiamo in prima persona e io sto ancora pagando per lo sbaglio fatto, ma non posso accettare per me,per i miei figli e anche per tutti quelli che orami si suono assuefatti, sono rassegnati allo sconforto, che questi signori abbiano responsabilità nel gestire la cosa pubblica. Non hanno forse infranto le leggi , ma sicuramente hanno calpestato i miei diritti sanciti dalla costituzione. Se un ramo e torto è sempre torto, per raddrizzarlo lo devi tagliare. Quando ho chiesto il bene confiscato al tribunale , non ho avuto bisogno di raccomandazione, non lo voleva nessuno, solo un” pazzo lucido”, forse anche con un po’ di coraggioso, poteva fare una richiesta simile di riavviare un bene confiscato. Ero orgoglioso di quello che avevo fatto, solo con le nostre forze, ho pensato male ha credere che le Istituzioni, non dico che mi avrebbe dovuto ringraziare, ma almeno fossero stati Leali. Senza giustizia, senza dignità non si vive siamo dei morti vivendi, è nostra responsabilità lottare per la libertà e per la propria dignità, prendo spunto sempre da Calamandrei “ un uomo non è un uomo se non lotta per la propria liberta e non muore per la propria dignità” mai cosi poche parole, interpretano il mio animo, il mio pensiero , le miei gesta e le miei azioni e no lo faccio solo per me ma per il futuro dei miei figli che non patiscano la privazione della dignità e della libertà. Io so che è una lotta impari, un uomo solo un” povero cristo” a stento so scrivere , mi scuso fin da ora per eventuali errori , ma non è mia abitudine scrivere lettere di supplica, non lavoro con la penna, ma con le mani, cosa posso fare io solo contro le istituzioni “niente”, ma non fare niente è uguale ha morire ,quante volte mi hanno detto” lascia perdere” , quelli sono più potenti , le istituzioni non pagano mai , quelli possono fare quello che vogliono. Nel mio animo, nella mia ragione non riesco ad arrendermi all’ingiustizia, ho bisogno di lottare per respirare l’aria della giustizia e della libertà, posso capire tutti quelli che hanno dato la vita per un’ideale , per i propri diritti, per la liberta. Non si ha bisogno di frequentare l’università, o essere un politico, per lottare per guadagnarsi il diritto a respirare l’aria della giustizia e della libertà. Per concludere, sicuramente Matera ha già le carte in regole, per divenire capitale europea della Cultura del clientelismo , dell’ipocrisia e dell’Ingiustizia.. In allegato cd rom con documentazione Distinti saluti Scalcione Mario

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