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IL DOMANI SIAMO NOI

E' un momento difficile. C'è un ansia condivisa sul futuro, sulla situazione di oggi che non migliora uccidendo le nostre speranze di ieri. Ci sono meno soldi in giro. Si sono spostati altrove. Fino a 10 anni fa eravamo noi i ricchi con una classe media che alimentava il consumismo, si spendeva tutto e si aveva tutto. I nostri nonni sono stati la generazione del risparmio e con i loro sacrifici hanno investito per anni finanziando lo stato. Ve li ricordate i bot? Adesso nessuno dei miei coetanei penso ne abbia... I nostri genitori hanno imparato a godersi la vita, hanno viaggiato, hanno esaudito i loro desideri, hanno vissuto meglio. Noi 30enni di oggi siamo stati bambini fortunati e ragazzini viziati. Abbiamo avuto le nike da 300.000 lire, le polo ralph laurent, lo scarabeo e tutto quello "che si doveva avere", abbiamo fatto tutto quello che si poteva fare... Perfino la cocaina che una volta era la roba dei ricchi ha drogato baristi, imbianchini e macellai. Il Pil cresceva, l'economia girava come un motore da gara spinto al limite alla costante ricerca del giro veloce. Nessuno ha più risparmiato, nessuno si è preoccupato della politica "perchè tanto son tutti ladri" perchè gli ideali sono morti con fascismo-comunismo. L'unico pensiero era avere cose che permettessero di vivere meglio. Sono arrivati i microonde, La tv è diventata piatta, i vhs sono diventati dvd, i walkman mp3 e i telefoni telefonini. Il risparmio si è estinto e perfino spendere tutto non è più bastato. Abbiamo scoperto i finanziamenti, perchè "la tecnologia è utile quando è alla portata di tutti". Così operai, impiegati e famiglie in crisi si sono messe in fila per l'ultimo iphone e le rate che ci hanno venduto come democratica possibilità sono diventate un serial killer della comune serenità. I cittadini hanno rinunciato al diritto di governare, si sono allontanati dalla politica e, come in qualsiasi azienda, sistema, organizzazione, se non c'è controllo non c'è responsabilità. Una classe di governo corrotta e avida per anni ha impunemente incrementato i propri indegni privilegi ed ha continuato a goderne alle spalle dei contribuenti. Le tasse sono diventate insostenibili, le aziende hanno smesso di crescere, hanno iniziato la discesa, molte hanno chiuso. E siamo arrivati fin qui, fino ad oggi, dove anche chi ha la fortuna di star bene ha un parente o un amico che ha perso il lavoro Ma abbiamo perso molto di più di un lavoro, abbiamo perso tutti le nostre sicurezze, abbiamo perso la nostra tranquillità. Da sempre l'economia è fatta di cicli, le crisi inziano, finiscono, si tocca il fondo e comincia la risalita. Ma la risalita deve partire da noi. Attenzione però, qui non si tratta di trovare nuovi modi per fare soldi,per mantenere l'illusione di un equilibrio malsano, si tratta di smettere i panni del criceto, scendere dalla ruota e cambiare il meccanismo che ci ha portato a questo punto. Se in politica ci restano i ladri, la brava gente rimarrà schifata e distante e seguiranno altri ladri. Ci vuole il coraggio di mischiarsi a loro, di mettere le mani nel fango, con la convizione che le cose possano cambiare, che ognuno di noi possa contribuire ad futuro migliore. Possiamo fare molto, possiamo pretendere che le nostre tasse siano investite in infrastrutture, in trasporti pubblici, possiamo smettere ad esempio di essere schiavi delle nostre macchine, desideri che ci rendono ostaggi e finiscono per essere il mezzo attraverso il quale ci lasciamo derubare con bolli, revisioni, assicurazioni, benzina... La democrazia è un sistema di governo basato sulla sovranità del popolo. Ricordarlo è un impegno e una risorsa, soprattutto oggi.

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