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LUCI ED OMBRE SUL RIORDINO DELLA SANITA'

Spett.le Direttore, Mi pare sia in atto una vera e propria rivoluzione sulla sanità, non solo dal punto di vista organizzativo ed economico, ma anche concettuale, ovviamente con dei pro e dei contro. Nel riordino del sistema c'è il futuro dei piccoli ospedali, un futuro messo spesso in discussione. Tra le ipotesi di contenimento dei costi veniva spesso messa in discussione la loro stessa sopravvivenza, il futuro oggi può essere la specializzazione, ma non a scapito di tutto il resto. Per un piccolo ospedale non è possibile mantenere attivi tutti i reparti, offrendo per ognuno di questi le migliori strumentazioni e i migliori specialisti, scegliere di specializzare ogni struttura con un reparto che diverrà d'eccellenza nel proprio distretto sanitario, mi pare l'unica strada percorribile in modo tale, che in un ambito più vasto ( come quello provinciale o regionale) il cittadino possa trovare tutte le specializzazioni. Mi sembra però inaccettabile che la specializzazione possa tradursi in una trasformazione delle strutture ospedaliere in "strutture mono reparto" in cui scompaiano tutti gli altri reparti; chirurgia, medicina, laboratori di analisi, radiologia, pronto intervento o pronto soccorso solo per citare i più noti, sono servizi che anche in un piccolo ospedale devono sopravvivere, diversamente un ospedale depotenziato equivale a non averlo affatto. Tra i propositi alla base del riordino c'è l'introduzione di nuovi sistemi volti ad alleggerire il lavoro del pronto soccorso ed a liberare i posti letto sviluppando un servizio 7 giorni su 7 ( 24 h su 24 ) da parte dei medici di base come alternativa, principio condivisibile se lo scopo sia quello di migliorare i tempi di attesa in pronto soccorso e non una scusa per eliminare in qualche struttura il servizi di pronto intervento e di pronto soccorso. Verranno promossi stili di vita più sani, in questo caso siamo forse in ritardo di decenni, visto che prevenire oggi significa avere meno persone da curare poi e questo lo sappiamo da tempo. Cambierà anche il metodo di nomina dei dirigenti Asl e dei Primari, con un sistema che mira a sganciare la politica dalla sanità e ci si augura siano propositi realmente attuati. Riusciremo a mettere la meritocrazia al centro delle scelte? Cordiali saluti, Loris Dall'Acqua Santarcangelo

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