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Cartelle ingiuste

egr.Direttore, Il ns.Villaggio Turistico Parco Pisacane ricadente nel Comune di Vibonati e Sapri,ultimo paese della provincia di Salerno,Golfo di policastro-basso Cilento-,riesce ancora a sopravvivere alle enormi difficoltà,offrendo occupazione ad oltre 100 famiglie tra dipendenti ed indotto . Pur d'incrementare questa occupazione abbiamo realizzato,un piccolo gioiello alberghiero denominato Villa delle Palme ,con enormi sacrifici,incoraggiati anche da un contributo di euro 232.150,00(legge 488/92),portato a termine prima della scadenza stabilita.Ma con enorme soprpresa ci è stata notificata una cartella dell'equitalia di euro 318.881,73, come da allegato ricorso. Restiamo in attesa,di un vs. consiglio. Livia e Simona Granozio. TRIBUNALE DI SALA CONSILINA, SEZIONE DISTACCATA DI SAPRI. Atto di citazione La Società GRANOZIO S.r.l., cod. fisc.: 03976700652, con sede in Vibonati (Sa) alla Fraz. Villammare, C.da Oliveto, km. 214, in persona degli Amministratori, Sig.ra Granozio Livia, cod. fisc.: GRNLVI70T67E919A, nata a Maratea (Pz) il 27/12/1970 e res.te in Vibonati (Sa), Rione S. Marco n. 28, e Sig.ra Granozio Simona, cod. fisc.: GRNSMN75M44E919T, nata a Maratea (Pz) il 04/08/1975, res.te in Vibonati (Sa), Rione S. Marco n. 28, società rappresentata e difesa, giusta mandato a margine del presente atto, dall’ Avv. Antonio Stoppani (cod. fisc.: STPNTN64P10E919P; fax 0973 392048 ; posta elettronica certificata : avvantoniostoppani@cnfpec.it), e con lo stesso elett.te dom.ta in Sapri (Sa) alla Via Principe Amedeo n. 23, premesso che 1 ) la Società Granozio S.r.l. conferiva mandato ad una società specializzata, la RES Consulting S.r.l., al fine di istruire e presentare un progetto, per ottenere le agevolazioni previste dalla L. 488/92 per le attività produttive nelle aree depresse del Paese; 2 ) la Granozio S.r.l., infatti, era proprietaria di un fabbricato, sito in Loc. Oliveto di Vibonati, che progettava di ristrutturare e trasformare in un Hotel, in tal modo effettuando un rilevante investimento e creando nuovi posti di lavoro; 3 ) la domanda di agevolazione ed il relativo progetto, recante il n. 2624/13, veniva presentata in data 30/01/2003 per il tramite della Banca Concessionaria, Monte dei Paschi di Siena Merchant S.p.a., e, verificata la sussistenza di tutti i presupposti di legge, tale domanda veniva approvata e, pertanto, con decreto ministeriale n. 129966 del 27/11/2003, veniva riconosciuto all’impresa un contributo in conto impianti complessivo di euro 348.225,00, erogabile in tre quote annuali di €. 116.075,00 ciascuna; 4 ) in pratica, la Granozio S.r.l., al fine di ristrutturare e trasformare il fabbricato di sua proprietà in un Hotel, si impegnava ad eseguire un programma di investimento per €. 1.000.000,00 ed, a fronte di tale impegno, il Ministero dello Sviluppo Economico assegnava alla società un contributo in conto impianti di complessivi euro 348.225,00, che sarebbe stato erogato in tre quote annuali di €. 116.075,00 ciascuna; l’ultimazione del progetto era prevista entro 48 mesi dalla data del decreto ministeriale e, quindi, entro il 27/11/2007; 5 ) in data 29/03/2004 veniva richiesta a titolo di S.A.L. (a fronte di un investimento già realizzato per euro 434.253,00 – il 43,43 % della spesa ammissibile) la prima quota di contributo, pari ad euro 116.075,00, erogata dalla MPS Merchant S.p.a. il 29/04/2004 ; 6 ) in data 22/05/2005 veniva richiesta a titolo di S.A.L. (a fronte di un investimento già realizzato per euro 680.871,46 – il 66,64 % della spesa ammissibile) la seconda quota di contributo, pari ad euro 116.075,00, erogata dalla MPS Merchant S.p.a. il 21/11/2006 ; 7 ) La Granozio S.r.l. faceva eseguire con puntualità i lavori previsti in progetto, tanto è vero che già in data 08/08/2007 l’ Hotel, che veniva denominato “Villa delle Palme”, essendo stato completato nelle parti essenziali ed avendo tutte le autorizzazioni amministrative necessarie, iniziava a funzionare in via provvisoria, per non perdere del tutto i maggiori introiti della stagione estiva; 8 ) il programma di investimenti veniva poi terminato (con anticipo rispetto alla scadenza stabilita in decreto) in data 08/11/2007, come risulta dalla fattura n. 50 emessa in pari data dalla Ditta Cipolla Vincenzo da Torraca, che era stata chiamata a realizzare gli ultimi ritocchi necessari (l’insegna, un pergolato in ferro battuto, un coprimano in ferro per le scale, per un totale di €. 6.000,00); 9 ) pertanto, in data 26/11/2007 veniva inviata dalla Granozio S.r.l. la dichiarazione di ultimazione del programma; 10 ) essendo stato completato il programma di investimento, ne veniva poi effettuato il rendiconto completo, a cui venivano allegate le fatture relative agli investimenti effettuati, la prova dei relativi pagamenti, le liberatorie emesse dai fornitori, copia del certificato UNI EN ISO 14001, delle autorizzazioni e delle licenze ottenute per i lavori realizzati, copia delle contabili bancarie relative ai versamenti effettuati con mezzi propri, copia dei bilanci di esercizio relativi agli anni 2004, 2005, 2006 e veniva richiesta l’ erogazione della terza ed ultima tranche delle agevolazioni riconosciute; 11 ) tale ultima quota dell’ agevolazione non sarebbe stata in seguito erogata, ma, al contrario, il Ministero dello Sviluppo Economico, con Decreto n. VII/RC/9/160871, datato 12/07/2011, disponeva la revoca delle agevolazioni concesse ed il recupero della somma in precedenza erogata all’impresa, in quanto, a suo avviso, la Granozio S.r.l. non avrebbe completato il programma di investimento nei 48 mesi dal decreto di concessione; 12 ) solo in seguito ad una formale richiesta di accesso agli atti del procedimento amministrativo, la Granozio S.r.l. apprendeva che il procedimento di revoca era stato avviato tempo prima, ma la relativa comunicazione di avvio del procedimento non era mai giunta a conoscenza dell’Impresa; 13 ) veniva quindi avviato un procedimento amministrativo per ottenere l’annullamento in via di autotutela del decreto di revoca, emesso sulla base di un presupposto non corrispondente al vero (la mancata ultimazione del programma nei termini), e veniva nuovamente inviata la stessa documentazione e richiesta alla banca concessionaria, ma, nelle more di tale procedura, la Granozio S.r.l. riceveva la notifica della cartella di pagamento per cui è causa; 14 ) infatti, in data 30/07/2012 veniva notificata alla società esponente una cartella di pagamento, recante il n. 100 2012 00325719 81; 15 ) con la predetta cartella, l’ Equitalia Sud S.p.a. intimava alla società esponente, nell’interesse del Ministero dello Sviluppo Economico, il pagamento della somma di €. 318.881,73, oltre interessi di mora, preannunciando, in caso di mancato pagamento, il ricorso a fermo amministrativo di beni mobili, iscrizione di ipoteca su immobili, pignoramenti immobiliari e mobiliari, anche presso terzi. Ciò premesso, con il presente atto, la società esponente propone formale Opposizione ex art. 615 c. 1° c.p.c., e, per quanto infra, ex art. 617 c.p.c., alla cartella esattoriale sopra menzionata, facendone rilevare la nullità, l’ illegittimità e l’inefficacia, e, comunque, facendo rilevare l’inesistenza dei presupposti di legge per la richiesta di pagamento avanzata nei suoi confronti, per i seguenti MOTIVI A ) Insussistenza dei presupposti per la revoca delle agevolazioni e per la richiesta di restituzione delle somme erogate. Violazione dell’art. 8 c. 1° lett. d ) del D.M. 20/10/1995 n. 527. La cartella di pagamento per cui è causa è stata emessa per la restituzione, in favore del Ministero dello Sviluppo Economico, delle due rate delle agevolazioni versate (da €. 116.075,00 cadauna), sul presupposto che la Granozio S.r.l. non avesse completato nei 48 mesi dal decreto di concessione (quindi, entro il 27/11/2007) il programma di investimenti approvato: ciò si legge a chiare lettere nello stesso decreto ministeriale di revoca n. VII/RC/9/160871 datato 12/07/2011. Infatti, l’art. 8 c. 1° lett. d ) del D.M. 20/10/1995 n. 527 (Regolamento per le modalità di concessione delle agevolazioni) prevede espressamente che “le agevolazioni sono revocate in tutto o in parte dal Ministero … : d ) qualora il programma non venga ultimato entro quarantotto mesi dalla data del relativo decreto di concessione …” . Tale presupposto, tuttavia, non sussiste in relazione alla Granozio S.r.l., in quanto l’ Impresa ha completato l’opera finanziata ben prima dei tempi previsti nel programma di investimento (08/11/2007) e di ciò ha dato regolare comunicazione al Ministero per il tramite della Banca Concessionaria MPS Merchant S.p.a.. Come risulta dalla documentazione che viene allegata in copia al presente atto e come potrà essere ulteriormente confermato dalle prove costituende richieste, la Granozio S.r.l. ha eseguito fedelmente il programma di investimenti approvato, tanto è vero che sin dal 08/08/2007 – ottenute le necessarie autorizzazioni amministrative - poteva iniziare ad utilizzare la struttura; le ultime ed irrisorie rifiniture previste in progetto (insegna, pergolato in ferro, coprimano in ferro) venivano apportate subito dopo, tanto è vero che con la fattura n. 50 del 08/11/2007, emessa dal fabbro Cipolla Vincenzo da Torraca, il lavoro poteva dirsi terminato a tutti gli effetti. L’ Hotel Villa delle Palme, quindi, già nel 2007 (prima del termine di 48 mesi) veniva completato ed iniziava a funzionare (aprendo la propria attività in data 08/08/2007) , creando posti di lavoro e andando ad arricchire l’offerta turistica del Golfo di Policastro, nell’interesse non solo della Granozio S.r.l., ma dell’intera comunità. A riprova di ciò si producono in copia : - le schede di notificazione dell’ Hotel Villa delle Palme relative al periodo dal 08/08/2007 al 17/09/2007 e relative all’anno 2008, che provano, documentalmente, la circostanza che l’Hotel non solo era stato ultimato nel 2007, ma aveva anche iniziato a funzionare accogliendo presso di sé regolarmente i propri clienti; - il registro matricola della Ditta Granozio S.r.l., attestante il numero e l’identità dei dipendenti della stessa anche nei peridodi di cui sopra ; - i modelli di pagamento dei contributi previdenziali relativi agli anni 2007-2008; - l’autorizzazione all’ esercizio di attività alberghiera, emanata dal Comune di Vibonati sin dal 08/08/2007, il certificato di agibilità datato 03/08/2007 e la successiva autorizzazione d’uso del 06/08/2007 (documenti di natura pubblica, che dimostrano l’avvenuta ultimazione delle opere di cui al progetto finanziato); - il certificato di conformità al progetto dei lavori eseguiti, rilasciato il 01/08/2007 dal Direttore dei Lavori ; - la comunicazione di ultimazione dei lavori a firma del legale rappresentante della Granozio S.r.l., datata 01/08/2007 ed analoga comunicazione a firma del Direttore dei Lavori; - la relazione del Direttore dei Lavori su avvenuta ultimazione delle strutture, con relativi allegati, datata 20/07/2007 ; - n. 9 computi metrici a firma dell’ impresa Cestari Costruzioni S.r.l., compreso lo stato finale delle opere ; - il computo metrico redatto dalla Ditta Grillo di Sapri relativo all’impianto elettrico; - la dichiarazione di ultimazione dei lavori del 26/11/2007, con allegata copia della fattura n. 50/07 emessa dalla Ditta Cipolla Vincenzo e copia della documetazione finale di spesa; - visura camerale relativa alla Granozio S.r.l., dalla quale si evince che la società è tuttora in attività. Dalla documentazione sopra elencata risulta, senza ombra di dubbio, che il programma di investimenti era già stato completato alla data del 27/11/2007 e, pertanto, non poteva essere disposta la revoca delle agevolazioni, stante l’inequivoco disposto sul punto dell’art. 8 D.M. 527/1995. Si noti che l’ art. 8 lett. d ) del Regolamento in questione prevede che la revoca delle agevolazioni possa essere effettuata solo per ragioni sostanziali (l’omesso completamento del programma) e non anche per ragioni meramente formali (come potrebbero essere l’omessa o ritardata comunicazione dell’avvenuto completamento, o la parziale o omessa allegazione della documentazione finale: errori o ritardi di carattere meramente formale o documentale, infatti, potrebbero bloccare, fino alla loro successiva allegazione, il pagamento del saldo dell’agevolazione, ma in nessun caso potrebbero giustificare un provvedimento grave come la revoca). Poiché la materia è stata compiutamente disciplinata dal Regolamento emanato con il citato D.M. 527/1995, in attuazione del D.L. 22/10/1992 n. 415, convertito con modificazioni in Legge 19/12/1992 n. 448, qualunque atto amministrativo, compresi i singoli decreti di concessione, che recasse una disciplina difforme, sarebbe da considerarsi non conforme alla legge e, pertanto, andrebbe disapplicato in sede giurisdizionale ex art. 5 L. 20/03/1865 n. 2248, all. E. Infatti, come precisato (sia pure ad altri fini) dalla Suprema Corte di Cassazione a Sezioni Unite, con sentenza del 10 luglio 2006, n. 15618. “il procedimento per la concessione e l'erogazione delle agevolazioni a favore delle attività produttive nelle aree depresse del Paese previste dal d.l. 22 ottobre 1992 n. 415, conv. in l. 19 dicembre 1992 n. 488, è regolato dal d.m. 20 ottobre 1995 n. 527 (…) L'atto di concessione qualificata come "provvisoria" dal detto regolamento, all'esito della graduatoria fra le imprese richiedenti, già crea un credito dell'impresa al contributo, che viene adempiuto, senza margini di discrezionalità, dall'amministrazione erogante, sussistendo già, per effetto di una siffatta concessione, un diritto dell'impresa al finanziamento (…) ancorché possa aversi revoca del finanziamento stesso, entro i limiti fissati dal regolamento, o riduzione (come nella specie), in rapporto a spese non ammissibili, revoca o riduzione che si esprimono, dunque, in atti nei quali la p.a. non esercita discrezionalità alcuna, dovendosi soltanto uniformare ai principi vincolanti della normativa vigente.”. Va precisato che, comunque, la Granozio S.r.l. ha rispettato non solo la sostanza, ma anche le forme richieste dalla legge, in quanto non solo ha ultimato il programma, ma ha anche comunicato l’avvenuta ultimazione ed ha inviato la documentazione giustificativa. Ciò è avvenuto per il tramite della società alla quale era stato conferito mandato per seguire il progetto (RES Consulting S.r.l.), la quale ha curato il deposito della documentazione necessaria presso la Banca Concessionaria (MPS Merchant S.p.a.): sul punto, si produce una dichiarazione resa dal legale rappresentante della predetta società (che potrà essere ascoltato quale teste, in uno ai suoi collaboratori che hano avuto modo di occuparsi della gestione della pratica e, in particolare, del deposito nei termini della documentazione prevista). Il fatto che, in seguito, per un qualche disguido, la Banca Concessionaria abbia presumibilmente smarrito tale documentazione, non può certo tornare in danno della Granozio S.r.l., la quale ha fatto tutto quanto le veniva richiesto dalla legge. Ma, si ripete, se anche tale documentazione non fosse mai stata inviata, ciò non avrebbe potuto giustificare la revoca delle agevolazioni (che è prevista, si sottolinea ancora, solo nel caso in cui il programma non sia stato di fatto completato e non è prevista, invece, nel caso in cui si ritardi semplicemente a comunicare l’avvenuta ultimazione). A ciò si aggiunga che, anche se la Granozio S.r.l. non avesse ultimato nei termini il programma di investimento, l’art. 8 del D.M. 527/1995, al comma 4, non prevede la revoca dell’intera agevolazione e la restituzione delle rate già ricevute, ma solo una revoca parziale, relativa ai titoli di spesa emessi in data successiva ai termini di ultimazione stabiliti : “Nelle ipotesi sub d ) di cui al comma 1 (…) la revoca delle agevolazioni è parziale ed interessa le agevolazioni afferenti i titoli di spesa datati successivamente ai termini di ultimazione prescritti …” Quindi, se la Granozio S.r.l. non avesse terminato il programma di investimenti entro il 27/11/2007 (e, non , si badi bene, non avesse solamente depositato la relativa documentazione) , il Ministero avrebbe potuto revocare sola la parte di agevolazione afferente le eventuali spese successive a tale data, ma giammai revocare l’intero finanziamento e chiedere la restituzione delle rate già erogate a fronte di lavori sicuramente eseguiti ed in precedenza regolarmente e tempestivamente documentati (e la cui realizzazione poteva essere verificata in ogni momento dalla banca concesionaria o dal Ministero) . Anche sotto questo aspetto, il D.M. n. VII/RC/9/160871 del 12/07/2011 è illegittimo e, pertanto, va disapplicato dall’ Ill.mo Giudice adìto, in base al principio stabilito dall’ art. 5 L. 20/03/1865 n. 2248, all. E : è notorio, infatti, che “i decreti ministeriali sono atti amministrativi, come tali disapplicabili dal giudice ordinario ove illegittimi - anche quando abbiano natura normativa - ai sensi dell'art. 4 r.d. n. 2248 del 1865, all. E” (Cassazione civile sez. lav., 04 marzo 2005, n. 4719). L’ erroneità del decreto di revoca, che va disapplicato nel caso di specie, fa venire meno il titolo sul quale si basa la cartella di pagamento opposta, con la conseguenza che la stessa è da considersi radicalmente nulla e/o annullabile o inefficace. Per tale motivo, inoltre, alla Granozio S.r.l., in realtà, spetta anche il pagamento dell’ultima tranche delle agevolazioni riconosciute, che finora non è stata versata, e per la quale cosa ci si riserva fin d’ora di agìre in separata sede. 2 ) Nullità della cartella impugnata per carenza di motivazione, per la parte relativa alla quantificazione delle somme richieste, per inesistenza della notifica. Nella cartella impugnata, il Ministero, per il tramite di Equitalia Sud, chiede il pagamento di €. 318.881,73, oltre interessi di mora, mentre la somma da restituire era pari a sole due rate da €. 116.075,00 ciascuna, per un totale di €. 232.150,00. Quindi, il Ministero richiede alla Granozio S.r.l. la restituzione di ben €. 86.731,73 in più rispetto alle somme da esso Ministero erogate per il tramite della Banca Concessionaria negli anni precedenti. Dalla cartella impugnata non si evince a quale titolo tale somma ulteriore venga richiesta e, nel caso in cui tale maggiorazione sia dovuta all’ aggiunta di interessi e rivalutazione, non si comprende quali aliquote siano state applicate dall’ intimante, con conseguente nullità della cartella opposta, in base al principio di recente ribadito dalla Suprema Corte di Cassazione, principio per il quale la cartella è nulla quando in essa non viene specificato in quale modo ed attraverso quale calcolo si sia arrivati alla somma complessiva richiesta e, nel caso in cui vi sia maggiorazione di interessi, quali aliquote e tassi siano stati applicati, al fine di consentire al destinatario della cartella di esercitare il proprio diritto di difesa (Cass. Sez. Trib. 21/03/2012 n. 4516). Nel caso di specie il diritto di difesa della società esponente è stato sicuramente violato, in quanto non si evince dalla cartella opposta a che titolo siano dovute somme (di certo rilevanti) ulteriori e diverse rispetto alla somma di cui il Ministero ha chiesto la restituzione, con conseguente nullità della cartella impugnata, quanto meno in relazione a tale somma ulteriore richiesta. In via del tutto subordinata, e senza che ciò implichi accettazione del contraddittorio sul punto, anche nel caso in cui tale maggiorazione fosse dovuta ad interessi e rivalutazione, la stessa non potrebbe ritenersi del tutto giustificata. Infatti, l’art. 8 del citato D.M. 527/1995 al comma 6, prevede espressamente ed inequivocabilmente che “in caso di recupero delle somme erogate … le medesime vengono rivalutate sulla base dell’indice Istat dei prezzi al consumo degli operai e degli impiegati e maggiorate degli interessi legali”. Ebbene, considerando che le rate da €. 116.075,00 erano state versate, rispettivamente, in data 29/03/2004 e 21/11/2006, maggiorando le somme versate della rivalutazione monetaria e degli interessi legali sino alla data di esecutività del ruolo (05/03/2012), si arriva ad una somma di molto inferiore (di oltre €. 16.000,00) a quella riportata in cartella e, di conseguenza, richiesta in pagamento alla stessa Granozio S.r.l. . Del tutto ingiustificata e non dovuta, inoltre, è la somma di euro 14.169,14, richiesta per non meglio precisati “compensi” e la richiesta di maggiorazione di tali compensi, in caso di pagamento oltre il 60° giorno, di ulteriori €. 13.254,99: anche per tale parte, la cartella è da considerarsi nulla per totale difetto di motivazione e lesione del diritto di difesa; inoltre, nel merito, tali somme non sono dovute. La cartella impugnata deve considerarsi, nel suo complesso, nulla per totale carenza di motivazione, non contenendo gli elementi necessari a far comprendere l’ esatta composizione della somma richiesta e comunque non contenendo tutti gli elementi necessari a consentire l’esercizio del diritto di difesa da parte del destinatario. A ciò si aggiunga che la stessa notifica della cartella impugnata è da considerarsi inesistente in maniera insanabile, in quanto effettuata da soggetto non identificato (si legge il nome ed il cognome, ma non la qualifica) e comunque privo di competenza funzionale e territoriale ad effettuare la notifica. La notifica effettuata da soggetto non identificato o privo del potere di eseguire la notifica è inesistente per vizio radicale, insuscettibile di sanatoria : v. ex multis Cassazione civile sez. I, 21 gennaio 1994, n. 563. Si contesta, altresì, la data di consegna del ruolo e la mancanza della sottoscrizione di esso da parte di un soggetto legittimato e la mancata sottoscrizione della cartella impugnata. 3 ) Nullità della cartella impugnata per inesistenza del titolo esecutivo in relazione a tutta e/o parte delle somme richieste. Il Ministero avrebbe dovuto emanare dapprima apposita ingiunzione di pagamento delle somme richieste (quanto meno per le somme ulteriori e diverse rispetto a quelle risultanti dal decreto ministeriale di revoca), non potendo, invece, procedere direttamente all’ iscrizione nei ruoli esattoriali. Per tale parte, la cartella esattoriale deve considerarsi radicalmente nulla, in quanto conseguente ad una iscrizione nei ruoli esattoriali in tutto od in parte non consentita. 4 ) Ulteriore profilo di nullità derivata della cartella di pagamento impugnata e dell’iscrizione a ruolo è data dalla mancata comunicazione alla Granozio S.r.l., da parte della Banca concessionaria, della richiesta di revoca dell’ agevolazione, in violazione dell’art. 9 c. 2° del D.M. 20/10/1995 n. 527 (“la banca concessionaria propone al Ministero … la revoca dell’agevolazione e ne dà contestuale comunicazione motivata anche all’impresa interessata”) e dalla mancata comunicazione, da parte del Ministero, dell’ avvio del procedimento di revoca dell’ agevolazione, in violazione dell’art. 7 L. 241/1990. Inoltre, la Banca concessionaria è venuta meno anche all’ impegno, previsto dall’art. 4 lett. c ) del D.M. 20/10/1995 n. 527, di fornire all’ impresa beneficiaria dell’ agevolazione, “adeguati servizi di informazione e di assistenza”, circostanza, questa, che costituisce un ulteriore motivo di nullità della procedura di revoca e della susseguente cartella di pagamento e per la quale comunque, ci si riserva ogni ulteriore azione in separata sede. Giurisdizione e Competenza in relazione al presente giudizio. E’ bene precisare che, per giurisprudenza consolidata, il presente giudizio rientra nella giurisdizione del Giudice Ordinario, vertendo in materia di diritti soggettivi : “ In tema di sovvenzioni e finanziamenti erogati dalla p.a. a privati, il procedimento per la concessione e l'erogazione delle agevolazioni a favore delle attività produttive nelle aree depresse del Paese previste dal d.l. 22 ottobre 1992 n. 415, conv. in l. 19 dicembre 1992 n. 488, è regolato dal d.m. 20 ottobre 1995 n. 527, che, nel prevedere all'art. 6, comma 7, la "concessione provvisoria" del contributo - erogato con le modalità di cui all'art. 7 e revocabile ai sensi dell'art. 8 - stabilisce che all'esito della "documentazione definitiva" di spesa inviata dall'impresa e trasmessa dalle banche concessionarie al Ministero dell'industria (oggi, delle attività produttive), l'amministrazione provveda alla cd. concessione definitiva, disciplinata dal successivo art. 10. L'atto di concessione qualificata come "provvisoria" dal detto regolamento, all'esito della graduatoria fra le imprese richiedenti, già crea un credito dell'impresa al contributo, che viene adempiuto, senza margini di discrezionalità, dall'amministrazione erogante, sussistendo già, per effetto di una siffatta concessione, un diritto dell'impresa al finanziamento, sul quale ha cognizione il solo giudice ordinario, ancorché possa aversi revoca del finanziamento stesso, entro i limiti fissati dal regolamento, o riduzione (come nella specie), in rapporto a spese non ammissibili, revoca o riduzione che si esprimono, dunque, in atti nei quali la p.a. non esercita discrezionalità alcuna, dovendosi soltanto uniformare ai principi vincolanti della normativa vigente.” (Cassazione civile Sez. Un. 10 luglio 2006, n. 15618). “In materia di contributi e di sovvenzioni pubbliche, il riparto di giurisdizione tra giudice ordinario e giudice amministrativo, nella fase successiva al provvedimento attributivo del beneficio, deve essere operato considerando che l'interesse del beneficiario alla conservazione della disponibilità delle somme erogate assume consistenza di diritto soggettivo di fronte alla contraria posizione assunta dalla p.a. tutte le volte in cui tale posizione si puntualizzi in provvedimenti che, quale che sia la loro configurazione formale, trovino fondamento (non già in una ponderazione tra l'interesse pubblico e quello privato, ma) nell'asserito inadempimento, da parte del beneficiario dell'erogazione, degli obblighi derivanti dal provvedimento attributivo.” (Cassazione civile Sez. Un. 10 aprile 2003, n. 5617; v. anche, ex multis, Cass. S.U. 24/07/2007 n. 16297; Cass. S.U. 21/11/2011 n. 24409). “Nell'ipotesi di revoca di contributi erogati ex d.l. 22 ottobre 1992 n. 415, convertito dalla l. 19 dicembre 1992 n. 488, per fatto imputabile al beneficiario, va riconosciuta in ogni caso la giurisdizione del giudice ordinario, a prescindere dall'accertamento se detti finanziamenti erano stati concessi in via provvisoria o definitiva” (T.A.R. Roma Lazio sez. III, 02 settembre 2008, n. 8014; Consiglio di Stato, Sez. VI, 25/01/2008 n. 210; Consiglio di Stato Sez. VI, 05/12/2007 n. 6195). Riguardo alla competenza territoriale dell’ Ill.mo Giudice adìto, è notorio che “Il giudice territorialmente competente per l'opposizione a cartella esattoriale … deve essere individuato secondo i criteri, di natura inderogabile, indicati nell'art. 27 c.p.c., trattandosi di un vero e proprio giudizio di opposizione all'esecuzione, incardinato ai sensi dell'art. 615 c.p.c. Ne consegue che, qualora la cartella esattoriale, del tutto equiparabile all'atto di precetto, non contenga le indicazioni richieste dall'art. 480, comma 3, c.p.c., la competenza territoriale si radica nel luogo in cui la cartella esattoriale è stata notificata” (Cassazione civile sez. II, 15 aprile 2011, n. 8704). Inoltre, “per effetto dell'art. 7 del r.d. 30 ottobre 1933 n. 1611, secondo cui le norme ordinarie di competenza rimangono ferme, anche quando sia in causa un'amministrazione dello Stato, per i giudizi relativi a procedimenti esecutivi, per le cause relative ad opposizione all'esecuzione proposte nei confronti della pubblica amministrazione trovano applicazione non le disposizioni contenute nell'art. 25 del c.p.c. sul foro erariale, bensì le regole generali contenute nell'art. 27 dello stesso codice, con la conseguenza della competenza del giudice, nel cui circondario si trovano gli immobili oggetto dell'esecuzione” (Cassazione civile sez. III, 03 maggio 1990, n. 3635) “In tema di ingiunzione fiscale emessa in materia di riscossione delle entrate patrimoniali dello Stato, ai sensi del r.d. n. 639 del 1910 (la quale cumula in sè le caratteristiche di forma ed efficacia di titolo esecutivo e di precetto), l'opposizione all'ingiunzione in questione da luogo ad un procedimento di cognizione volto a contestare il diritto di procedere all'esecuzione forzata ed ad ottenere un accertamento negativo della pretesa fatta valere "in executivis" dalla p.a. Pertanto, avuto riguardo al carattere esecutivo del procedimento in cui essa opposizione si inserisce, deve trovare applicazione la disciplina dell'art. 7 del t.u. 30 ottobre 1933 n. 1611, costituente, in relazione ai procedimenti esecutivi, deroga ai criteri generali del Foro erariale” (Cassazione civile sez. I, 14 febbraio 2001, n. 2100; conf. ex multis, Cass. Sez. I, 11/06/2003, n. 9421; Cass. Sez. I, 02/04/1997 n. 2853). E’ opportuno precisare che gli unici beni di cui la società esponente è proprietaria si trovano tutti nella circoscrizione del Tribunale di Sala Consilina, Sezione Distaccata di Sapri, con conseguente competenza territoriale, in base all’art. 480 c. 3° c.p.c., come pure in base all’art. 27 c.p.c. e 615 c.p.c., di codesto intestato On.le Tribunale di Sala Consilina, Sezione Distaccata di Sapri. Richiesta di Sospensiva e/o di provvedimenti indilazionabili. In considerazione dell’ evidente lesione dei diritti della società Granozio S.r.l. e del pericolo che venga, nei confronti della stessa, intrapresa una procedura esecutiva, con i conseguenti danni patrimoniali e d’immagine, sussistono, nel caso di specie, fondati motivi per disporre la sospensione dell’efficacia esecutiva della cartella impugnata od, in ogni caso, per prendere tutti i provvedimenti indilazionabili ed urgenti del caso e precisamente : Periculum in Mora : La cartella di pagamento impugnata ingiunge alla società Granozio S.r.l. il pagamento di una somma esorbitante (€. 318.881,73) entro sessanta giorni, minacciando, in caso contrario, il ricorso a tutti i mezzi di espropriazione, compresi i più invasivi, come il pignoramento immobiliare o presso terzi. Nel caso in cui il concessionario desse seguito all’ esecuzione minacciata, la Granozio S.r.l., che non ha di certo la liquidità sufficiente ad effettuare un pagamento immediato in sessanta giorni (basti notare che, come risulta dalla visura camerale della società allegata al predetto atto il suo capitale sociale è pari solamente a €. 10.000,00 ), si vedrebbe esposta al concreto pericolo di non poter proseguire la propria attività. Infatti, al momento, la Granozio S.r.l., che ha investito nella ristrutturazione dell’ Hotel Villa delle Palme quasi tutte le proprie risorse (e, soprattutto, i risparmi personali e familiari dei soci, accumulati nel corso della vita e grazie ai propri sforzi lavorativi ), non ricava dall’ Hotel un utile sufficiente a far fronte ad un pagamento di tali dimensioni (si consideri, anche, la congiuntura economica sfavorevole, che ha fortemente ridotto gli introiti delle aziende turistiche e la necessità di ammortizzare negli anni le spese finora sostenute per la ristrutturazione, solo parte delle quali è stata coperta dal finanziamento ottenuto). Sul punto, si vedano i bilanci della società Granozio S.r.l. degli ultimi anni, che si allegano in copia, in uno a copia delle dichiarazioni dei redditi dei singoli soci, al fine di provare che neppure facendo ricorso a mezzi propri i soci potrebbero ricavare la liquidità necessaria ad effettuare il pagamento dell’ importo richiesto con la cartella impugnata. Pertanto, se, come minacciato, Equitalia ponesse in essere gli atti dell’esecuzione forzata, verrebbe sicuramente compromessa la stessa sopravvivenza dell’ attività commerciale della Granozio S.r.l., che in un anno non guadagna neppure una minima parte dell’importo che le viene richiesto (ed, anzi, risulta in perdita in quanto sta ancora ammortizzando i costi dell’ investimento effettuato) e, pertanto, la società, anche nel caso di esito positivo del giudizio di opposizione, potrebbe non essere in grado di vederne i benefici, essendo stata la sua attività (e la sua stessa possibilità di decorosa sopravvivenza dei soci) ormai definitivamente compromessa (si consideri la possibilità di pignorare e vendere all’asta, in sede esattoriale, lo stesso immobile in cui si svolge l’attività alberghiera della società). Ciò comporterebbe non solo un danno economico irreparabile per la società, ma anche un danno patrimoniale, morale e d’immagine per i singoli soci, i quali nel progetto dell’ Hotel hanno investito i risparmi di una vita e, soprattutto, arrecherebbe un danno ai dipendenti dell’ Hotel, facendo venire meno diversi posti di lavoro, proprio in un momento, quale quello attuale, nel quale è quasi impossibile trovare un’altra collocazione nel mondo del lavoro (si veda il libro matricola allegato in copia, dal quale risultano il numero e le generalità dei dipendenti dell’ Hotel Villa delle Palme). In tal modo, la minacciata ed ingiusta esecuzione della cartella esattoriale, esporrebbe la società Granozio S.r.l., i singoli soci ed i dipendenti della società, con le rispettive famiglie, ad un danno irreparabile, privando, altresì, la comunità (in un momento di crisi come quello attuale) di una valida struttura, che arricchisce e diversifica l’offerta turistica del territorio. Proprio queste conseguenze ingiuste si chiede di evitare, mediante l’ emanazione del provvedimento di sospensione dell’ efficiacia esecutiva della cartella, sussistendo, in maniera evidente, il requisito del periculum in mora. Fumus Boni Juris : Oltre al periculum in mora, sussiste, nel caso di specie, anche il requisito del fumus boni juris, in quanto, come risulta da tutta la documentazione sopra menzionata, ed allegata al presente atto, è sicuramente ingiusta ed infondata l’ accusa mossa alla società Granozio S.r.l., di non aver portato a termine il progetto per cui erano state erogate le agevolazioni di legge. La prova dell’ avvenuta conclusione del progetto nel termine di 48 mesi dalla concessione delle agevolazioni (e, quindi, della non conformità alla legge del decreto ministeriale di revoca e della cartella impugnata) viene fornita nel presente giudizio in maniera inconfutabile, mediante produzione di copia di atti provenienti da Pubblica Amministrazione (certificati di agibilità ed autorizzazione all’esercizio di attività alberghiera, rilasciati dal Comune di Vibonati) e da privati (computi metrici dell’ azienda costruttrice, attestazioni del Direttore dei Lavori, fatture dei fornitori) oltre che dalla stessa azienda (le schede di notifica consegnate quotidianamente ai Carabinieri di Vibonati). Si precisa, infine, che il presente atto viene notificato anche al concessionario della riscossione, sia in quanto sussiste la legittimazione passiva dello stesso in relazione a parte dei motivi di opposizione sopra indicati al punto 2, riguardando gli stessi la cartella di pagamento predisposta dal concessionario, sia in quanto, anche in relazione ai motivi inerenti al merito della pretesa del Ministero, la notifica ha il valore di denuntiatio litis nei confronti del concessionario, anche al fine di consentirne la partecipazione alla fase di sospensiva. Tutto ciò premesso e ritenuto, la società esponente CITA 1 ) MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO (partita iva 80230390587) in persona del legale rapp.te Ministro p.t., elett.te dom.to per la carica in Roma alla Via Molise n. 2 (00187) e dom.to per legge presso l’ Avvocatura Distrettuale dello Stato di Salerno al C.so Vittorio Emanuele n. 58, Salerno; 2 ) EQUITALIA SUD S.P.A., cod. fisc. e p.iva 11210661002, in persona del legale rapp.te p.t., elett.te dom.to per la carica in Roma, Lungotevere Flaminio 18 (cap: 00196) a comparire, previa costituzione in Cancelleria nei modi previsti dall' art. 166 c.p.c., almeno venti giorni prima dell' udienza di seguito indicata, con l'avvertimento che in caso di mancato rispetto del termine suindicato incorreranno nelle decadenze previste dall' art. 38 c.p.c. e dall’art. 167 c.p.c., ed in caso di mancata costituzione si procederà in loro contumacia, dinanzi al Tribunale di Sala Consilina, Sezione Distaccata di Sapri, G.I. designando, all'udienza del 21/12/2012 (ventuno dicembre dell’anno duemiladodici), ore e luogo di rito, per ivi sentir accogliere le seguenti Conclusioni: Piaccia all’Ill.mo Tribunale adìto, contrariis reiectis, previa sospensione dell’efficacia della cartella impugnata e previa emanazione dei provvedimenti indilazionabili di legge, dichiarare la nullità e/o annullare e/o dichiarare inefficace, per le ragioni indicate nel presente atto, la cartella opposta e dichiarare l’inesistenza totale o parziale del credito indicato nella stessa e del diritto da parte dei convenuti di richiedere in tutto od in parte la restituzione delle somme per cui è causa e l’inesistenza del diritto di parte convenuta di procedere ad esecuzione forzata in danno della società attrice in base alla cartella esattoriale opposta, nonché la nullità dell'iscrizione nei ruoli esattoriali delle somme per cui è causa. Il tutto previa eventuale disapplicazione del decreto di revoca n. VII/RC/9/160871, datato 12/07/2011 e/o disapplicazione parziale del decreto ministeriale n. 129966 del 27/11/2003, in relazione ai soli articoli che venissero riconosciuti non conformi alla disciplina della materia, posta con il Regolamento emanato con D.M. n. 527 del 20/10/1995, in attuazione del D.L. 22/10/1992 n. 415 convertito con modificazioni in L. 19/12/1992 n. 488, e, comunque, previa disapplicazione di qualunque altro atto amministrativo, anche presupposto o consequenziale, non conforme a legge, ai sensi dell’ art. 5 L. 20/03/1865 n. 2248, all. E. . Con vittoria di spese, diritti ed onorari di legge. Si precisa, ai sensi di legge, che il valore del presente procedimento è pari ad euro 318.881,73 (scaglione di valore tra €. 260.000,01 ed €. 520.000,00), a cui corrisponde, s.e., un c.u. pari ad €. 1.056,00. Mezzi istruttori : Sin d’ora si chiede ammettersi prova per testi sui seguenti capitoli : 1 ) Vero è che la società Granozio S.r.l. faceva eseguire con puntualità i lavori previsti nel progetto, per il quale aveva ricevuto l’agevolazione da parte del Ministero dello Sviluppo Economico, progetto consistente nella ristrutturazione e mutamento di destinazione di un fabbricato, tanto è vero che già in data 08/08/2007 il predetto fabbricato, che veniva denominato “Hotel Villa delle Palme”, essendo stato completato nelle parti essenziali ed avendo tutte le autorizzazioni amministrative necessarie, iniziava a funzionare, per non perdere del tutto i maggiori introiti della stagione estiva ed ospitava, infatti, diversi clienti nel corso del mese di agosto e nei primi giorni del mese di settembre 2007; 2 ) Vero è che il programma di investimenti, per cui la società aveva ricevuto l’agevolazione da parte del Ministero dello Sviluppo Economico, veniva poi terminato in maniera definitiva in data 08/11/2007, come risulta dalla fattura n. 50, allegata in atti, emessa in pari data dalla Ditta Cipolla Vincenzo da Torraca, che era stata chiamata a realizzare gli ultimi ritocchi necessari (l’insegna, un pergolato in ferro battuto, un coprimano in ferro per le scale); 3 ) Vero è che in data 26/11/2007 veniva inviata dalla Granozio S.r.l., per il tramite della società mandataria RES Consulting S.r.l., alla Banca concessionaria, MPS Merchant S.p.a., la dichiarazione di ultimazione del programma di investimenti, che dalla stessa Banca veniva ricevuta in pari data; 4 ) Vero è che, sempre attraverso la società mandataria RES Consulting S.r.l., veniva inviato al Ministero, per il tramite della Banca concessionaria, MPS Merchant S.p.a., il rendiconto completo del programma di investimenti completato, che dalla stessa Banca veniva ricevuto, rendiconto a cui venivano allegate le fatture relative agli investimenti effettuati, la prova dei relativi pagamenti, le liberatorie emesse dai fornitori, copia del certificato UNI EN ISO 14001, delle autorizzazioni e delle licenze ottenute per i lavori realizzati, copia delle contabili bancarie relative ai versamenti effettuati con mezzi propri, copia dei bilanci di esercizio relativi agli anni 2004, 2005, 2006 e veniva richiesta l’ erogazione della terza ed ultima tranche delle agevolazioni riconosciute. 5 ) Vero è che a partire dal 08/08/2007, data di apertura al pubblico ed a tutt’oggi, l’ Hotel Villa delle Palme, sito in Villammare di Vibonati (Sa) alla Loc. Oliveto, funziona regolarmente ed è gestito dalla società Granozio S.r.l.. Si indicano a testi, con riserva di indicarne altri nei termini di legge, su tutti i capitoli di prova, i Sig.ri : Cestari Antonio, res.te in Sapri (Sa), Via Granozio; Cipolla Vincenzo, titolare omonima impresa individuale, corrente in Torraca (Sa) alla C.da San Martino; Ferrari Arch. Vincenzo, Via Granozio, Pal. Auletta, Sapri (Sa); Lauria Ing. Pietro, Via Cassandra, Sapri (Sa); De Filippo Giovanni, C.da Fortino, Vibonati (Sa); Bonelli Maria Teresa, Via Kennedy, Sapri (Sa); Pifano Biagio da Villammare di Vibonati (Sa); Vitolo Claudio, Via F. Cilea n. 64, Napoli; Perrone Luigi, Via P. Testi, Napoli; Sirignano Aniello, Via G. Matteotti n. 73, Roccarainola (Na); Orefice Dr. Antonio, quale Amministratore della RES Consulting S.r.l., dom.to in Napoli, Via A. Depretis n. 88. Documenti depositati, con riserva di depositarne altri: 1. copia notificata cartella di pagamento impugnata ; 2. copia decreto di revoca agevolazioni n. VII/RC/9/160871 datato 12/07/2011; 3. copia mandato conferito a RES Consulting S.r.l. e fattura n. 9/04; 4. copia bonifico del 30/01/2003; 5. lettera MPS Merchant S.p.a. del gennaio 2004; 6. copia concessione edilizia del 14703/2003 ; 7. copia richiesta variante concessione edilizia; 8. copia permesso a costruire in variante del 08/03/2007 e relativo parere Soprintendenza; 9. copia dichiarazione di variazione catastale; 10. copia D.D.T. Ultragas del 04/07/2007 ; 11. copia n. 9 computi metrici Impresa Cestari Costruzioni S.r.l., compreso stato finale; 12. copia n. 1 computo metrico Ditta Grillo da Sapri per impianti elettrici; 13. relazione del Direttore dei Lavori su avvenuta ultimazione delle strutture, con relativi allegati, datata 20/07/2007 ; 14. certificato di conformità al progetto dei lavori eseguiti, rilasciato il 01/08/2007 dal Direttore dei Lavori ; 15. copia comunicazione di ultimazione dei lavori a firma del legale rappresentante della Granozio S.r.l., datata 01/08/2007 ed analoga comunicazione a firma del Direttore dei Lavori; 16. copia certificato di agibilità del 03/08/2007 rilasciato dal Comune di Vibonati; 17. copia autorizzazione d’uso del 06/08/2007 rilasciata dal Comune di Vibonati ; 18. copia autorizzazione all’ esercizio di attività alberghiera, emanata dal Comune di Vibonati il 08/08/2007; 19. copia delle schede di notificazione dell’ Hotel Villa delle Palme relative al periodo dal 08/08/2007 al 17/09/2007 e relative all’anno 2008; 20. copia del registro matricola della Ditta Granozio S.r.l., attestante il numero e l’identità dei dipendenti della stessa ; 21. copia dei modelli di pagamento dei contributi previdenziali relativi agli anni 2007-2008; 22. visura camerale relativa alla Granozio S.r.l. e copia atto costitutivo e statuto società; 23. copia dichiarazione di ultimazione dei lavori del 26/11/2007, con allegata copia della fattura n. 50/07 emessa dalla Ditta Cipolla Vincenzo e copia della documentazione finale di spesa; 24. copia fatture relative agli investimenti effettuati, con prova dei relativi pagamenti e liberatorie emesse dai fornitori; 25. copia del certificato UNI EN ISO 14001 ; 26. copia delle contabili bancarie relative ai versamenti effettuati con mezzi propri; 27. copia dei bilanci di esercizio relativi agli anni 2003, 2004, 2005, 2006, 2007; 28. attestato di avvenuta consegna della documentazione finale alla banca concessionaria a firma del legale rappresentante della RES Consulting S.p.a.; 29. copia missiva con istanza di accesso agli atti ; 30. copia missiva MPS del 16/04/2012; 31. copia istanza di annullamento in via di autotutela del decreto di revoca; 32. copia modello unico 2010 Granozio S.r.l. ; 33. copia modello unico 2010 e 2011 Granozio Livia e Granozio Simona; Sapri, lì 16/08/2012. Avv. Antonio Stoppani. RELATA DI NOTIFICA Ad istanza dell’avv. Antonio Stoppani, Io sottoscritto Ufficiale Giudiziario addetto all’Ufficio Notifiche presso il Tribunale di Sala Consilina, Sezione Distaccata di Sapri, ho notificato copia del su esteso atto a: 1 ) MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO, in persona del legale rapp.te Ministro p.t., dom.to per legge presso l’ Avvocatura Distrettuale dello Stato di Salerno al C.so Vittorio Emanuele n. 58, Salerno; 2 ) MINISTERO DELLO SVILUPPO ECONOMICO, in persona del legale rapp.te Ministro p.t., elett.te dom.to per la carica in Roma alla Via Molise n. 2 (00187); 3 ) EQUITALIA SUD S.P.A., in persona del legale rapp.te p.t., elett.te dom.to per la carica in Roma, Lungotevere Flaminio 18 (cap: 00196). Ciò ho effettuato, per ognuno di essi, mediante servizio postale con r.r.r. come per legge.

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