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Signora Elsa

Signora Elsa, mi rivolgo a Lei infrangendo un tabù consolidato. Le mogli dei politici non si tirano mai in ballo. Così almeno ho inteso. I personaggi politici popolari possono essere interpellati, sollecitati con richieste e connessi ad ogni evento o malaffare più o meno vero e più o meno rilevante. Ma le loro mogli no. Sembra che galleggino in un limbo differente da quella che è la vita dei mariti, vivono in un limbo blindato. Le scrivo senza sapere nulla di Lei, non so che scuola abbia frequentato o se ha mai avuto attività diverse da quelle di moglie e madre, non so nemmeno il suo cognome da nubile. Purtroppo per molti di noi non è così siano essi mariti mogli madri figli o fratelli. Per noi non ci sono tabù da infrangere, le porte della nostra vita hanno le maniglie all’esterno e tutti le possono aprire a seconda delle necessità, del momento contingente oppure solo per la visibilità o il comodo di chi in quell’attimo ha il potere o la voglia di farlo. Abbiamo tanti di quei padroni che al tavolo della colazione programmiamo la giornata come una corsa ad ostacoli a seconda della priorità. Sistemati i figli si parte : un pieno di benzina, maledetti arabi! la bolletta del gas. Maledetti russi. Per vestirci passiamo dai maledetti cinesi gli mettessero una tassa d’ingresso! Allo Spred : maledetti tedeschi. Non sappiamo nemmeno chi sono veramente sappiamo solo che a casa nostra comandano loro. Per chi ha un’attività poi la sinfonia è la stessa per tutti : maledette tasse. Signora Elsa non sto parlando del tenore di vita economico, ho vissuto e sono realista a sufficienza da sapere che non può esistere un Italia tutta di agiati. Ma non Le sembra che adesso stiamo scivolando un po’ troppo in un Italia di poveri sudditi senza patria? Non solo economicamente, ma sovranamente. Abbiamo passato gli ultimi settant’anni a dimostrare quanto valore ha una repubblica democratica contro una monarchia e ci siamo ritrovati con mille sovrani e un ex re in esilio che cerca di rientrare nel suo paese. Strambo da quello che dicono ma almeno è uno solo. Gli altri sono più di mille. Signora Elsa quando stasera suo marito rientrerà a casa, quando gli preparerà la camicia e il completo da mettere domani potrebbe dirgli che noi non siamo figli dello spred, non siamo figli dell’economia o di lobby geniali che salvano il mondo ma siamo solo Italiani? Che quando piazza affari a Milano è chiusa per festività noi viviamo comunque? Potremmo anche provare ad essere figli d’europa ma non in un giorno e nemmeno in un anno. Non sappiamo nemmeno che lingua parlare …. nessuno ce l’ha insegnata. Abbiamo solo una cosa in comune con l’europa ma non ha nemmeno lo stesso valore all’interno dell’europa stessa…. e questo ci fa sentire poveri. Signora Elsa non parlo di umiltà ma di umiliazione. Quanto ancora dobbiamo adulare per dimostrare di essere degni di essere Italiani? Quanto ancora dobbiamo lavorare senza compenso per dimostrare di essere degni? Mentre prepara la cena a suo marito gli chieda anche questo per favore. E mi scuso se ho infranto un tabù, ma l’alternativa qual è? Sua Sabrina Scaglia

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