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Scuola

Buongiorno. Devo comunicarle un episodio spiacevole (o incredibile) in relazione alla scuola elementare. Le spiego: sono nato e cresciuto a sesto. Nel 2006, con la famiglia, ci siamo trasferiti a Bonate Sotto. Ora stiamo tornando a sesto. Quindi abbiamo portato la residenza di nostro figlio (otto anni) a Sesto per essere in grado di iscriverlo alla scuola. Lo iscriviamo presso la scuola del "bacino d'utenza". Sorpresa! Il bambino viene rifiutato! Motivo. le classi sono già da 25 alunni. Non sapevo nemmeno che si potesse rifiutare un bambino a scuola. Ci siamo rivolti ad un legale che ha fatto il suo lavoro, ma il provveditorato agli studi ci ha dato torto. Pazienza, lo abbiamo iscritto in un'altra scuola. Ora succede che anche un compagno di classe di nostro figlio torna a Sesto. Quindi abbiamo detto alla madre di iscriverlo direttamente nella stessa scuola. Altra sorpresa! A un giorno dall'inizio dell'anno scolastico, anche questo bambino viene rifiutato!!! Noi, con la madre decidiamo di portarlo ugualmente presso la scuola, certi che, con un po' di buon senso, li avremmo convinti. Niente da fare. Dopo una accesa discussione con la vicepreside e dopo che, comunque, il bambino è stato in classe accolto benevolmente dalle maestre, (la classe è di 21 alunni) la preside decide che il bambino non è ammesso. Motivo: non è il "bacino d'utenza" e deve andare in un'altra scuola. La madre ha appena trovato un lavoro e lo svolge dalle 14,00 alle 19,00. In questa scuola può contare sul nostro aiuto e quello della nonna, altrimenti si deve licenziare. Mi chiedo se è possibile una situazione del genere!? Mi chiedo se la scuola deve andare "incontro" alle famiglie o "contro!" Con una vicepreside che dice:"questi non sono problemi nostri!" dico: Evviva l'Italia! Evviva la scuola italiana! Questi qua son quelli che si riempiono la bocca con la "pedagogia". Come finirà? Daranno la colpa alla Gelmini e si toglieranno lo sfizio di rovinare la vita ad una famiglia. Ci dicono anche che devono tenere i posti per gli extracomunitari che arrivano all'ultimo momento. E dura per un italiano vivere in Italia!!! Vergogna! Basta andare all'Ikea per rendersi conto di come vengono considerate la famiglia e i bambini nel resto d'Europa! Italiani, fate figli e rovinatevi la vita!!! Grazie!

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