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ALTRO CHE COMPLIANCE.. ECCO IL VERO VOLTO ......

"Mi hanno licenziato dall’Agenzia delle Entrate e vi spiego perché” Buongiorno, sono Domenico Tortora, di anni 63, nato a Bari ed ex funzionario del Ministero delle Finanze e successivamemente dell’Agenzia delle Entrate, a far data dal 1978. Sono stato incastrato, mi hanno fatto perdere il lavoro per un motivo che non esisteva. Hanno sostenuto che fossi socio di una società che non è mai esistita per dimostrare l'incompatibilità con il mio ruolo di incarico dirigenziale. E questo solo perché mia moglie ha un piccolo centro di “elaborazione dati”, circostanza questa già nota all’A.F. da moltissimi anni in quanto da me personalmente informata e per la quale aveva già subito due indagini ispettive negli anni tra il 1999 ed il 2002, entrambe regolarmente archiviate per insussistenza. Ho sofferto davvero molto. E' solo per pura fortuna che adesso io non viva sotto un ponte, anche se mi hanno rovinato irrimediabilmente la vita. Mi auguro solo che la Giustizia Divina arrivi lì dove l’essere umano non può. IL MIO RACCONTO "Sono stato assunto dal Ministero delle Finanze nel 1978 in qualità di funzionario. Ho svolto per 31 anni il mio dovere con dedizione totale e la cosa mi è sempre stata riconosciuta fino a quello che è purtroppo successo la sera del 25 novembre 2008. Quel giorno la Guardia di Finanza è arrivata nel centro contabile intestato a mia moglie, in attività fin dal lontano l novembre 1991, per una verifica. Dopo quasi cinque ore di ispezioni non hanno trovato nulla. A maggio del 2009, però, mi contestano di fare parte di una “società di fatto” composta da cinque persone, che esisterebbe al posto della Sas di cui mia moglie è socia". Geniale invenzione studiata a tavolino solo per farmi del male, le carte parlano chiaro e lo stesso CTU nominato dalla Commissione Tributaria palesa notevolissimi dubbi sia sulla mia partecipazione che sulla logicità dei conteggi astronomici proposti dalla G. di F. e condivisi acriticamente (sic!) dall’Ufficio. "Come ricavi societari vengono considerate le note trovate su un brogliaccio della Sas, usato per condurre i conti. Mi coprono di avvisi di accertamento per decine di migliaia di euro, non mi concedono alcuna sospensione della riscossione pur ricorrendone i presupposti.. la malvagità non conosce limiti. A quel punto divento incompatibile con il mio lavoro all'Agenzia delle Entrate. Infatti, essendo anche iscritto al registro dei revisori contabili (ma in posizione da statale) potevo lavorare solo per enti pubblici o per società con compito di sindaco o di revisore, ma tutto ciò non è mai successo ed è rimasto assolutamente indimostrato. Peccato che quella “presunta società di fatto” non è mai esistita. Si badi bene che ho sempre e più volte segnalato, in forma scritta, che mia moglie era socio accomandatario del predetto centro di “elaborazione dati” in un ufficio di appena 48 mq!. Senza contare che per me sarebbe stato impossibile svolgere un altro lavoro, dato che dal 10 maggio 2004 fino al 24 giugno 2009 ho lavorato per 61 mesi e mezzo presso l’Ufficio di Brindisi. Abitando a Bari, uscivo di casa alle sei e mezza del mattino e tornavo a casa alle sette e mezzo di sera. Sì, passavo spesso e volentieri a prendere mia moglie dal suo ufficio ma è impossibile che possa aver svolto una qualche attività. Si noti ancora che dal gennaio 1994 al 24 giugno 2009, giorno in cui ho ricevuto una lettera di contestazione, per circa 16 anni non ho mai usufruito di un giorno di assenza diverso dalle ferie, come attestato dalla stessa Direzione Regionale della Puglia". Per quale motivo qualcuno avrebbe dovuto avercela con me? Cosa avrò mai fatto di male? Avrò dato fastidio a qualcuno, visto che spesso ho contestato, ma sempre costruttivamente, tutto ciò che non funzionava o avrebbe potuto funzionare meglio". Risultato: "A settembre 2009 vengo licenziato per non aver rimosso la causa di incompatibilità. Ma come facevo a rimuoverla se non esisteva? Come avrei mai potuto cessare una Partita IVA mai attivata e come sarei potuto recedere da una società se questa società è una fantasia, un costrutto artificioso? E da una fantasia non si può recedere, nessun Notaio ha potuto o voluto redigere l’atto di recesso”. Ho preferito, sia pure con enorme sacrificio, chiudere il contenzioso fiscale nato dalla vicenda "per non lasciare questo fastidio agli eredi". Ora sono in attesa del giudizio di un giudice del lavoro. Nel frattempo, non sono riuscito a creare una nuova attività. Dopo due anni avrei potuto cominciare l'esercizio di una nuova attività ma mi hanno dato parere sfavorevole basandosi su un parere firmato da un fantomatico Comitato Ministeriale istituito nel 1958 che esclude da questa opportunità chi ha ricevuto un procedimento disciplinare, ponendo a base un Regio Decreto di stampo fascista. Si badi bene, un Comitato che avrebbe lavorato senza lasciare traccia alcuna! Infatti non è rintracciabile presso alcuna Biblioteca una straccio di scritto...però a me si applica, così sostiene un alto dirigente (incaricato) dell’Agenzia delle Entrate, a cui ho chiesto su quale Gazzetta Ufficiale o Circolare fosse stato mai pubblicato. Solo una firma a stampatello F.to TREMELLONI per il resto: SILENZIO ASSOLUTO.. spero di VERGOGNA. Concludo: "Alla fine di tutta questa storia io sono sempre senza lavoro. L'unica cosa che mi ha salvato è stata che il 14 settembre 2009, il giorno in cui sono stato licenziato, avevo i requisiti per la pensione. Altrimenti a quest'ora sarei finito sotto un ponte grazie alle tante buone persone". Ecco come si distrugge una persona semplicemente onesta, violando con spregio ogni regola pur di emergere e far carriera. E poi, se avessi avuto la coscienza sporca, di certo nel corso delle indagini che sono durate del 25/11/2008 al 29/5/2009, mi sarei dimesso per non correre rischi. Ed ancora: come mai l’Agenzia delle Entrate, pur informata fin dall’inizio delle indagini in corso ha legittimamente accettato che io continuassi a ricoprire per oltre 6 (sei) mesi il delicato incarico di Capo Area Controllo? Però subito dopo, il 3 ottobre 2009, a distanza di appena 19 giorni dall’ingiusto, arbitrario e delittuoso licenziamento, sono stato colto da “infarto al miocardio”.. troppo il dolore. Ma di me non si è interessato e non si interessa nessuno! In conclusione e solo per notizia mi preme sottolineare che non sono stato mai indagato per alcun reato contro la Pubblica Amministrazione quali, ad esempio, CORRUZIONE, CONCUSSIONE, MILLANTATO CREDITO, INTERESSE PRIVATO IN ATTI DI UFFICIO, ABUSO DI UFFICIO, ecc., eppure ho sempre ricevuto lodi e stima per il lavoro svolto con abnegazione ed onestà! Ecco il vero volto dell’Agenzia delle Entrate! Contatti: TORTORA DOMENICO – mail: domenico.tortora1949@libero.it

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