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STROZZATO DAGLI STUDI DI SETTORE

LETTERE AL DIRETTORE "Non ho evaso un euro ma gli studi di settore mi stanno strozzando" La disavventura di un imprenditore che esporta macchine utensili in Germania ma si è perso fra le pieghe della burocrazia fiscale del nostro Paese. "Ho cinque dipendenti e faccio innovazione, ma così non riesco ad andare avanti" | Stampa | Invia | Scrivi Commenti Egregio Direttore, le scrivo per denunciare una situazione in cui la mia Azienda Zaro Macchine Srl, con sede a Cardano al Campo, sta subendo da parte della Agenzia delle Entrate e di Equitalia. Relativamente agli studi di settore anno 2004, nell'aprile 2009 riceviamo da parte della Agenzia delle Entrate un contraddittorio per maggiori ricavi per Euro 222.278 con una sanzione totale in partenza di Euro 136.055 da versare entro 08/05/2012, o in caso contrario presentarsi all’ufficio il 25/05/2009 ore 10,30. Ci presentiamo con il Commercialista muniti di una memoria che descrive il tipo di attività svolta e con la documentazione della nostra produzione di Macchine Utensili (nello specifico Affilatrici a CNC ad alta tecnologia per costruzione e affilatura di utensili di precisione) delle quali i nostri Clienti sono al 50% Germania, per l’Italia sono Societa’ di Leasing o altre forniture a Clienti tramite Legge Sabatini. Pongo la domanda alla funzionaria se avesse dubbi su vendite in nero di tali Macchinari, e la risposta è “nessun dubbio”. Pongo la seconda domanda “Quindi per avere un ridotto imponibile avremmo acquisito Ft.di acquisto “FALSE”?" La risposta è “no Sig.Zaro nessuno di questi dubbi”. Non riesco a capire come avrei dovuto avere maggior imponibile. Mi viene detto che sarà studiata la nostra pratica e ci viene fissato per il giorno 09/06/2009 un nuovo incontro al fine di definire il procedimento. Mi permetto di comunicare alla funzionaria che, se nel prossimo incontro ci fosse stato chiesto di pagare comunque un importo di sanzione, io avrei desiderato di mettere a verbale che l’azienda chiede la visita del Guardia di Finanza per una verifica fiscale. La risposta e’ stata “La G.di F. la lasci dove si trova, questo accertamento verra’ eventualmente effettuato dall’ufficio”. Prima del 09/06/2009, al nostro commercialista viene comunicato che l’incontro e’ sospeso. Il mio consulente ogni mese chiede la data per l’incontro, ogni volta da definire fino a quando viene fissato il giorno 15/12/2009. In tale incontro ci viene comunicata la conclusione del contraddittorio con esito negativo e da parte nostra, con tanta ira in corpo, ribadiamo che siamo in attesa della verifica fiscale: ma ci rispondono che "non siamo in grado di effettuare la verifica". Dopo 3 giorni riceviamo l’avviso di accertamento Equitalia. A questo punto presentiamo ricorso alla commissione 1° Grado di Varese, ricorso che viene respinto (fanno Ponzio Pilato). Poi presentiamo ricorso alla Commissione 2° grado di Milano, respinta anch’essa il 13/05/2012. In assenza di una verifica fiscale mai ricevuta e prima della sentenza di 2° grado di Milano ci presentiamo alla Guardia di Finanza richiedendo un incontro dichiarandoci di costituirci per “evasione fiscale". Ci viene detto: "Non possiamo muoverci”. Signor Direttore di Varesenews, ad una azienda che chiede di dimostrare la correttezza della propria contabilita’ Non viene data questa possibilità, ma deve subire questo trattamento. Tragga Lei le conclusioni. Le elenco brevemente le cifre a cui siamo condannati: 1° accertamento Euro 136.055,00 Ultimo totale Euro 280.000,00 da pagare entro 60gg. Da notare che questa situazione non ci permette di portare in compensazione per altro F24 La somma a credito IVA al 30/06/2012 di Euro 105.000,00. Ora la nostra azienda non dispone di risorse di liquidita’ per il pagamento delle cartelle, quindi in breve deve chiudere lasciando a casa 5 persone. Per questo subiremo inoltre l’applicazione da parte di Equitalia della Ipoteca sull’immobile di proprieta’. La cosa che ci rende molto demoralizzati è il fatto che pur rispettando gli Studi di Settore ma non abbiamo potuto dimostrare la correttezza della contabilita’ e ancora piu’ grave che ci rendiamo conto che non e’ mai stata intenzione di effettuare nessuna verifica con l’obbiettivo di applicare volutamente queste sanzioni. Tarcisio Zaro

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