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Riflessioni sul concorso nella scuola

Gentile direttore, sono un docente precario di latino e greco, abilitato e iscritto nelle Graduatorie ad Esaurimento, in servizio nelle scuole superiori statali da sette anni. Da quando il ministro Profumo, lo scorso 24 agosto, ha annunciato l'intenzione di bandire un nuovo concorso per il reclutamento di circa 11.000 insegnanti, io e molti miei colleghi assistiamo sgomenti a un profluvio di notizie e articoli che, inneggiando a questa iniziativa, si distinguono per superficialità, approssimazione e totale disprezzo per la verità dei fatti. In questi interventi il personale docente precario viene dipinto come una accozzaglia di gente che, non essendo abbastanza preparata per vincere gli utlimi concorsi - tenutisi 13 anni fa - ha poi vegetato nelle graduatorie, magari svolgendo altre professioni, e ora pretenderebbe il rispetto dei "diritti acquisiti" senza avere però alcun reale merito. Ben venga dunque il concorso - si dice - in quanto permetterà ai "giovani meritevoli" di entrare in ruolo superando cotesta marmaglia. Tutto ciò è indegno e la verità merita di essere ristabilita. Nelle graduatorie si trovano infatti docenti che, per la maggior parte, hanno frequentato le scuole di specializzazione all'insegnamento secondario(SSIS), scuole che dal 2000 al 2009 hanno abilitato migliaia di aspiranti professori. Esse erano a numero chiuso, prevedevano un percorso biennale di studi con esami di profitto, tirocinio nelle scuole sotto la supervisione di un docente anziano e frequenza obbligatoria, e si concludevano con un esame abilitante con valore concorsuale. Le SSIS erano nate con l'intento di sostituire il concorso, ritenuto un mezzo di reclutamento non più adeguato. Chi le ha frequentate ha quindi sviluppato una discreta professionalità, in seguito affinata nei lunghi anni di supplenza a scuola. In secondo luogo, il concorso che sarà bandito a breve permetterà la partecipazione soltanto agli abilitati - così è previsto dalla legge - e ne saranno pertanto esclusi i "giovani" che stanno attualmente seguendo i nuovi corsi abilitanti del TFA. In pratica esso sarà rivolto a chi già si trova nelle Graduatorie ad Esaurimento e a chi si è laureato entro il 2003. Così si otterrà solamente un rimescolamento delle posizioni attuali, ma non ci sarà affatto un ingresso di nuove leve nella scuola. L'unica cosa certa è il costo di tale iniziativa: 120/150 milioni di euro, che potrebbero essere impiegati in maniera più proficua. La scuola non ha bisogno di un nuovo concorso, ma di investimenti e di personale qualificato: purtroppo non sembrano queste le priorità dei nostri ultimi Ministri della Pubblica Istruzione. Distinti saluti, Morgan Di Pizzo

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