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Dai politici e Berlusconi ancora fiumi di parole e di promesse irrealizzabili.

Egregio Direttore, l’intervista a Berlusconi mi ha lasciato molto perplesso. Le promesse , come al solito, sono succose e stimolanti la pancia del paese. Ma a lui, a Bersani , a Grillo, a Renzi, a tutti color che vorranno scendere nell’agone politico, come cittadino non completamente tonto, chiedo e continuerò a chiedere di spiegarmi dove andranno a prendere i soldi. Vendola e la Camusso l’hanno già indicato. Una bella patrimoniale sui grandi capitali e buonanotte ai suonatori. I pochi che ancora investono in questo povero paese faranno subito le valigie come sta succedendo in Francia. La Fiat si defila? E’ la naturale conseguenza , non solo della crisi che in Europa ha investito l’auto in modo drammatico, ma anche dell’atteggiamento dei vari Landini e dei procuratori d’assalto che oltre al reintegro dei licenziati impongono l’assunzione di altri lavoratori per compensare lo sbilanciamento della rappresentanza sindacale negli stabilimenti. Una assurdità che solo una mente ideologicizzata può sfornare, interpretando la legge a proprio piacimento. L’Ilva di Taranto deve essere chiusa perché inquina. Al procuratore non interessa nulla del futuro dell’azienda e dei lavoratori. Mi piacerebbe che le procure prendessero di mira invece la casta più di quanto non abbiano ancora fatto, interpretando la legge in modo personale per bloccare il finanziamento ai politici , per imporre la riduzione del numero dei parlamentari in modo più proporzionale alle effettive esigenze del paese, per imporre la chiusura delle provincie , per penalizzare con provvedimenti penali anche gli amministratori, di ogni livello, che hanno creato buchi di bilancio nei comuni , nelle provincie , nelle regioni ed in tutti quegli Enti ad essi attaccati in modo da scialare il denaro pubblico. Tutti mali nostrani. Non apprezzo sentire dire che il problema è l’euro e l’Europa. Il debito pubblico non l’ha creato l’Europa ma i governi ed i politici che si sono succeduti sugli scranni del potere in molti anni e che ancora, con la faccia di bronzo, ci vengono a dire un sacco di cavolate. Giovanni Ridinò

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