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La candidatura del sindacalista Gesip

"Vi rivelo perché Marchetti ha lasciato Orlando” Gentile direttore, ho avuto notizia che il rappresentante sindacale dei dipendenti Gesip tale sig. BARONE si candida nella lista del partito del sindaco, Leoluca Orlando. Questa scelta suscita molte perplessità e soprattutto mi pone una domanda: come può il sindaco rappresentare il comune di Palermo e insieme il suo partito nella vicenda Gesip? La città ha bisogno che i servizi vengano ripristinati e l’azienda risanata attraverso una pianificazione degli interventi che richiederanno anche dei sacrifici. Ormai da anni la Gesip sopravvive solo grazie alle risorse romane, senza che si sia messo mano ai nuovi asset. Questo problema, ed altri, se l’era posti il vice sindaco ed assessore al bilancio, Ugo Marchetti, che si è dimesso. La candidatura del sindacalista avvalora alcune ipotesi sulla natura del dissenso di Marchetti. Il generale Ugo Marchetti, a lungo in Sicilia come comandante della guardia di finanza, é un uomo di grande intelligenza, di elevata cultura e di notevole competenza professionale. Lo distingue un tratto elegante, la sobrietà dei comportamenti e soprattutto la misura. A queste doti accoppia l’amore per il proprio lavoro e un atteggiamento di grande apertura nei confronti del sociale che fatto non comune nei militari, lo porta ad ammorbidire le tradizionali rigidità. Aveva assunto con spirito di servizio la carica di assessore accollandosi il gravoso impegno di risanare la situazione finanziaria del comune. Orlando l’aveva “adescato” promettendogli carta bianca. Marchetti si era messo al lavoro con impegno, cercando in primo luogo di avere un quadro reale della situazione e quindi fidando in quella carta bianca promessa per elaborare una proposta che, a quanto pare, partiva dall’accorpamento delle municipalizzate e il ridimensionamento del personale e un taglio delle spese. Mentre lavorava su questi temi, Leoluca Orlando dava corpo ad atti che facevano presagire un percorso diverso. Procedeva alla nomina dei consigli d’amministrazione delle società collegate vanificando l’intesa per la creazione di un’unica Societa, estemporaneamente nominava un direttore generale, tale Abbonato di Caltanissetta, il cui nome spunta fra i consulenti di Lombardo, con un trattamento di circa 200.000 euro l’anno, stabilizzava alcune situazioni dell’organigramma del personale, nominava alcuni vertici, dichiarava che non avrebbe adottato provvedimenti di fiscalità aggiuntiva (addizionali Tarsu Imu). Tutto questo in assenza di alcuna comunicazione al Marchetti. Proprio la scelta di servirsi di Abbonato e la questione delle nomine nelle società sono state la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Marchetti si è dimesso da gran signore senza fare polemiche, che però sono esplose ugualmente dopo l’ingenerosa presa di posizione di Giusto Catania e il tentativo di Orlando di rilanciare mettendo una pezza alla questione. Prova provata della difficoltà, è stata la scelta di Abbonato assessore, togliendo l’imbarazzo di una nomina che in un momento di grave crisi il comune non avrebbe potuto permettersi.

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