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un osceno contrappasso

E' di ieri la notizia dell'ennesima, tremenda, devastante notizia del suicidio di un artigiano veneto oppresso dai debiti. Una storia come tante, ormai ci siamo abituati, presto finirà nel dimenticatoio dei più. E sempre ieri, come per un orrendo contrappasso, intere pagine dei giornali erano occupate dagli osceni sperperi perpetuati dai politici laziali. Decine di case acquistate in contanti, decine di macchine di lusso per ciascuno. Sulle spalle di questi sciacalli ricade tutto il sangue della gente per bene, di chi ha provato a rimboccarsi le maniche, di chi si vede pignorare la casa per 1.500 euro, di chi si sente dire che l'evasione fiscale è il male del XXI secolo ma allo stesso tempo ha crediti sospesi nei confronti dello stato, crediti per i quali ha compiuto il proprio lavoro ed ora non sa quando e se mai verrà pagato. E' normale tutto questo? E' normale che i piccoli imprenditori, i titolari di partita IVA, gli artigiani, la classe media siano sotto un violentissimo attacco mediatico in quanto presunti/potenziali evasori fiscali ma nessuno si occupi di approfondire la loro VERA condizione, stretta tra carichi tributari mostruosi, impossibilità di finanziarsi ed uno stato padrone che pretende l'ingiusto ma non riconosce il lecito? E' normale che a fronte del sangue e sudore, letteralmente, di questi nostri popoli laboriosi ancora oggi, sotto il sole, vi siano episodi come quello laziale, ove politici senza dignità si abbeverano ad una cornucopia alimentata dalle tragedie e dai suicidi? Come è possibile avere, oggi, fiducia nello stato, in questo stato

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