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Critiche del Pd inaccettabili.

Egregio direttore, ieri sera(18.09.2012) ho assistito ad una parte del programma Ballarò su RAI3. Mi ha dato fastidio l’attacco di Bersani al Ministro tecnico Fornero sulla questione della riforma delle pensioni che ha creato il problema esodati e che ci sta costando un sacco di quattrini. Potrebbe esserci stato un errore di valutazione che l’urgenza del momento non ha, forse, consentito di approfondire in tutti i suoi risvolti. Quello che non accetto è la predica che viene da un pulpito che non è certo indenne da critiche aspre. Appena insediato il governo Prodi ci fu la corsa, con il consenso dei partiti che appoggiavano quel governo, ad abolire il famoso scalone di Maroni , pensato per ridurre la spesa pubblica , per inventarsi gli scalini che ebbero un costo non indifferente. Occorre poi pensare che con quel governo venne fuori il famoso “tesoretto”. In pratica un po’ di quattrini dei contribuenti da dilapidare, a fronte di un debito pubblico che già allora era fuori controllo. Forse senza quella riforma , voluta per dare la “svolta” e far capire ai propri elettori di che pasta erano fatti,non ci sarebbe stato bisogno di questa nuova riforma urgente per rimettere a posto i conti pubblici nel settore pensionistico. Ho spento la TV disgustato. Il problema della crisi in cui ci dibattiamo, con un debito pubblico fuori controllo, non può essere colpa solo dei governi a guida Berlusconi. Il Pd ha le sue colpe , perché accecato dall’odio verso Berlusconi non ha mai pensato al bene del paese ma a dire sempre no anche quando , forse , avrebbe potuto dire molti si. Nessuno dei suoi esponenti può permettersi critiche nei confronti di chicchessia. Facciano prima un “mea culpa” , poi ci vengano a dire dove prenderanno i soldi per migliorare le cose se andranno a sedersi sulle sedie dei bottoni. Giovanni Ridinò

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