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Marchionne, la FIAT e l'Italia

Gentile direttore, Marchionne vuole ridimensionare Fabbrica Italia per la crisi di mercato nel Paese e il ministro Passera si interroga perche' Fiat non riesca a vendere auto. L'episodio che Le racconto e' paradigmatico. Il 19 luglio prenoto da un concessionario la neonata Fiat 500 Large, diesel, Lounge con l'optional del tetto apribile, Il costo di 23000 euro mi sembra caro, per quella che e' poco piu di un'utilitaria, ma sono motivato nella mia scelta dal design originale e da un residuo spirito di patriottismo negli acquisti. A meta' settembre mi trovo ad assistere alla presentazione a Serravalle del nuovo modello con il tetto apribile come quello da me ordinato. Approfitto per telefonare alla concessionaria e sollecitare una previsione di consegna. Il concessionario mi comunica che la Casa li ha informati che l'optional del tetto apribile non e' ordinabile. Lo faccio parlare con la graziosissima hostess dello stand Fiat che assicura il venditore che la macchina in esposizione ha effettivamente un tettino apribile. Niente da fare. Il concessionario ribadisce che il tettino apribile non e' ordinabile ma di stare tranquillo che, comunque, hanno gia' provveduto all'ordine senza tale optional. Gli chiedo anche se hanno deciso di cambiare colore o, che so, altri allestimenti, piu di loro gradimento. Telefono al Customer Care della FIAT a Torino per reclamare e spiego articolatamente l'accaduto. Mi promettono una pronta risposta il giorno successivo. Il riscontro arriva quasi una settimana dopo: un addetto al servizio clienti mi chiede nuovamente - e senza nemmeno scusarsi o spiegare il disservizio- quale sia la natura del problema e se debbano verificare comunque l'ordinabilita' dell'optional prescelto. La telefonata mi raggiunge quando sono ormai nella concessionaria di un fabbricante giapponese che mi offre, a circa 2000 euro di meno, una vettura con il doppio degli optionals. La vettura e a pronta consegna ma, nei giorni seguenti ricevo comunque varie premurose telefonate dal venditore per assicurarmi conformita' e puntualita' dell'ordine. In due mesi Fiat non si e' nemmeno degnata di avvertirmi del disguido fino a quando non mi sono fatto, casualmenjtre, vivo io. Che differenza tra il cortese e attento approccio del fabbricante giapponese con quello di implicita arroganza della Casa nostrana che, evidentemente, pretende che sia il cliente a soddisfare il venditore. Concludendo, Mr. Marchionne, il problema non e' dove la FIAT fabbrica le sue auto (per inciso, la 500L e' fatta in Serbia) ma il tratto con il quale si rivolge al suo pubblico. E ora spieghi pure al Ministro Passera perche' in Italia la sua Casa e' quella che registra i risultati peggiori. Cordialmente Raffaello Savarese

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