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La corruzione ha raggiunto livelli insopportabili

Gentile Direttore, dalle notizie che si rincorrono nei media sono indotto a ritenere, anche se spero di sbagliarmi, che i nostri "politicanti" abbiano raggiunto il punto di non ritorno, cioè nessuna speranza che la politica possa auto rinnovarsi e tornare a ricoprire quel ruolo nobile che da troppo tempo ha purtroppo completamente ignorato. E’ vero che senza politica la democrazia non potrebbe sopravvivere, ma è anche vero che la politica sta uccidendo la democrazia, almeno nel nostro Paese. Se vogliamo interrompere questo processo distruttivo della democrazia occorre che immediatamente i Partiti facciano piazza pulita di tutti quei personaggi corrotti (per di più anche arroganti perché sicuri della loro impunità e supponenti in quanto spesso anche culturalmente modesti) perché l’immoralità diffusa rappresenta un cancro che sta invadendo tutto il tessuto politico; un cancro da estirpare subito e senza indugio, salvo non si voglia precipitare nel caos socio-politico-economico. E’ sotto gli occhi di tutti il degrado della politica non più intesa come "arte di governare", come impegno per il bene del Paese, ma come occasione per occupare posizioni di potere strategiche e in molti casi per godere di privilegi, peraltro largamente ingiustificati, che non sono più tollerabili e tantomeno compatibili con l’attuale situazione socio-economica. Purtroppo, si sta diffondendo, in modo preoccupante, la corruzione, l’appropriazione indebita di denaro pubblico, un fenomeno politicamente trasversale. Se è vero che l’occasione fa l’uomo ladro, il primo passo dovrebbe essere quello di eliminare il finanziamento ai partiti, come affermato dal giornalista Porro (o quantomeno ridurlo drasticamente), dimezzare i parlamentari ed eliminare tutti i numerosi e costosi privilegi della Casta. Invece, ABC si sono messi d’accordo per istituire una commissione di controllo che preveda sanzioni più dure, guardandosi bene dal ridurre drasticamente i rimborsi elettorali che dal 1994 ad oggi ammontano a ben 2 miliardi di Euro. Il controllo è un palliativo, per stroncare un male così grave occorre un intervento drastico, cioè chiudere il rubinetto dei finanziamenti pubblici. Evidentemente, ABC escogitano "provvedimenti farsa", fanno "ammuina" in attesa che passi la tempesta e che tutto torni come prima. Ma attenzione, perché il rifiuto (o meglio la nausea) della politica da parte dei cittadini ha raggiunto livelli preoccupanti ed è un segnale talmente forte che la parte sana della politica non può far finta di niente, né sottovalutare. La credibilità dei politici verrà totalmente azzerata se non verrà fatta subito un’operazione chirurgica di profonda pulizia, di moralizzazione in seno ai Partiti; ritengo sia questo il tema fondamentale nonché il primo obiettivo perché nel Paese vi è un allarmante deficit di etica politica e quindi è sentito forte più che mai il bisogno di legalità, di moralità, di massima trasparenza in tutte le Istituzioni. Mi sembra invece che si cerchi di "nascondere la polvere sotto il tappeto", di tirare avanti nella speranza (malsana) che nel 2013 gli italiani abbiano dimenticato le malefatte. Ma questa volta mi auguro che nella memoria rimanga vivo ciò che è accaduto e sta accadendo. In questo momento molto delicato, mi sembra si stiano formando nuovi movimenti politici e in alcuni casi, come peraltro accaduto anche in passato, si pensi di cambiare i simboli e forse anche i nomi dei partiti, ma non le persone, contrariamente a quanto avviene nelle democrazie mature dove si cambiano le persone, ma non i nomi dei partiti. Si tratta di trasformismo di facciata, ma non è di questo che ha bisogno il Paese, ma di proposte politiche serie, di pulizia, di chiarezza, di trasparenza, di coerenza, nonché di politici onesti e competenti. Gli italiani nelle recenti consultazioni elettorali hanno chiaramente detto basta alla cattiva politica, ai politicanti di professione che troppo spesso pensano solo agli interessi di bottega e ai propri tornaconti (le cronache ne sono piene). Tutto ciò non è più tollerabile, gli italiani sono stanchi di questa politica fortemente inquinata e vogliono essere governati da politici onesti, seri e consapevoli della missione loro affidata. E’ questo pessimo modo di gestire la "cosa pubblica" che genera inevitabilmente sfiducia e quindi l’antipolitica che è la manifestazione di una forte richiesta di buona politica della quale, specialmente in momenti storici come quello che stiamo vivendo, il Paese ha urgente bisogno. E’ attuale la polemica sull’età dei politici, in particolare sui "politici di lungo corso". E’ vero che il dato anagrafico non è garanzia di capacità e di onestà in nessun caso, ma è altrettanto vero che la politica deve essere in grado di auto rinnovarsi, anche anagraficamente, di aprirsi alla società tutta, di cogliere le esigenze dei cittadini e di offrire prospettive concrete attraverso un progetto politico credibile e rispettoso di tutte le sensibilità. E’ vero ciò che diceva Andreotti e cioè che "il potere logora chi non lo ha", ma è altrettanto vero che spesso "corrompe chi lo ha": non è un caso che già in tempi molto lontani Marco Aurelio nei "Pensieri" esortava se stesso a "non cesarizzarsi, a non impregnarsi con la porpora", cosa che può accadere quando si occupano posti di potere per lungo tempo. Mi chiedo infine se sia accettabile che il Governo, con il consenso del Parlamento, imponga sacrifici ai lavoratori, ai pensionati, senza che prima siano stati colpiti i costosissimi intollerabili quanto ingiustificati privilegi della Casta e stroncato il dilagante malcostume. Il fatto poi che nessun membro del Governo abbia speso una parola di biasimo nei confronti di coloro che hanno rubato denaro dei contribuenti (non degli evasori) mi lascia ipotizzare che alcuni stiano pensando di rimanere in politica e quindi evitano accuratamente di irritare i Partiti che sostengono il Governo e ai quali si potrebbero rivolgere per un appoggio. Ergo, va affievolendosi la speranza che nel nostro Paese possa aver luogo un radicale cambiamento. Gianni Porzi

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