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C'è un limite a tutto ?

Illustre Direttore, evado velocemente i convenevoli, La leggo e L'ascolto volentieri da sempre, trovandomi d'accordo con le Sue analisi nel 95% dei casi. Così come apprezzo le altre firme di Libero, per la maggior parte dotate di penna sopraffina e di vis polemica sempre arguta e mai gratuita,come Facci, Bechis, Pelanda, Mughini,Carioti e compagnia bella. Tutto bene, insomma, almeno fino alle pagine sportive: è qui che il livello sprofonda, direbbe Pazzaglia. Cosa c'entra con i giornalisti di cui sopra Luciano Moggi? A parte lo stile tutto sommato fluente,chiaramente dovuto al correttore di bozze o ad un consulente grammaticale, è l'argomentare di Moggi che ormai ha ampiamente travalicato i confini della paranoia. Tre, in pratica ( come direbbe l'Uomo), i capisaldi del pensiero moggiano: il passaporto di Recoba, la furbizia, del tutto disgiunta dall'intelligenza, di Moratti, l'incompetenza dei dirigenti interisti. Per giungere immancabilmente a riaffermare fino alla nausea, e non certo per via subliminale,la teoria dell'inferiorità antropologica, etica e sportiva della razza nerazzurra. Nemmeno la Bindi, la Turco o Bersani, quando parlano di Berlusconi ( e di cos'altro parlano?) raggiungono vette così insopportabili di patologia monomaniacale. Direttore, per favore, mandiamolo a scrivere sul Fatto, ha l'obiettività e la varietà di argomenti che non possono non piacere a Padellaro e Travaglio. Moggi non perderà lo stipendio ( ma quanto gli date per i suoi sproloqui?), e di certo non sarò più costretto a sorbirmi i suoi lamentosi sermoni. Mi basta già leggere Alberoni sul Giornale del lunedi..(quasi quasi scrivo anche al buon Sallusti). Stia bene.

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