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Siamo tutti Sallusti

Caro direttore, Le scrivo per porgere le mie più sentite condoglianze per la tragica morte della libertà di espressione nel nostro paese. Come Lei sa oggi pomeriggio la Cassazione ha, infatti, confermato i 14 mesi di reclusione in carcere al direttore del Giornale Alessandro Sallusti per diffamazione aggravata. Non c'è che dire, non avevo notizia di una condanna di tale entità da parecchio tempo e poi, diciamocelo apertamente, per un reato così grande da far impallidire i famelici appetiti dei consiglieri della regione Lazio. Non ha nessuna importanza, per chi Le scrive, la provenienza o l'orientamento politico del giornalista in questione, tanto meno le sue opinioni personali sul tema dell'aborto - neanche sue nel merito - od altro, ne il contenuto della querela e poi delle condanna che da questa sera lo avvia al carcere. Interessa invece l'uomo ed il cittadino, con i suoi inalienabili diritti umani e quelli di cittadino italiano ed europeo, per il quale credevamo spezzate a caro prezzo tutte le catene tra il 1789, il 1918 , il 1945 ed il 1990. Invece no. Inorridisce il clima che ha contrassegnato questo episodio, dove troppo poche e troppo in ritardo, altro classico di casa nostra, sono giunte le sopite coscienze - tra cui tanti grandi custodi della libertà di professione - a soccorso e difesa di una tra le più grandi conquiste della nostra civiltà, quella libertà di espressione sancita e trascritta, con il sangue di tanti, nella costituzione repubblicana. Un tifo mite e quasi obbligato, avvelenato dal peggior clima politico di sempre, dinnanzi ad una sentenza già scritta che nell'anno del signore 2012 conduce un uomo in carcere in Italia, ormai un faro a led di civiltà, per un reato di espressione figlio di una legge liberticida sopravvissuta ad una monarchia, ad una dittatura e lasciata in vigore per quasi settant'anni di democrazia e vita repubblicana. Non ci siamo, non ci stiamo ed occorre dare battaglia e ci sono battaglie che dobbiamo combattere tutti assieme senza che nessuno si rifugi in comode obiezioni di coscienza. Ci sono bandiere ideali sotto le quali tutti siamo chiamati letteralmente a schierarci senza troppi distinguo per difendere un valore assoluto abdicando al quale ciascuno di noi, non solo il giornalista, pone in pericolo con le libertà democratiche fondamentali la propria personale. Auspico che da domani gli organi di stampa e le istituzioni possano iniziare una forte mobilitazione atta, oltre a manifestare la più viva solidarietà alla persona, ad avviare l'iter di abrogazione di questa legge che è, non fosse altro, quanto la stessa Europa ci chiede di fare. Montecarlo farà la sua parte da subito con un ordine del giorno che proporremo al consiglio comunale del prossimo venerdì che indirizzeremo alle principali cariche della nostra repubblica affinché agiscano di competenza, per poi procedere di concerto con ogni altra iniziativa possa emergere anche per Suo tramite e dagli organi di stampa di casa nostra. Oggi è un altro bel giorno per potersi vergognare di essere italiani. Il problema è che ultimamente capita un po' troppo spesso e credo questo un momento giusto invertire il passo. Grazie per l'attenzione e buon lavoro. Vittorio Fantozzi Classe 1978 Cittadino Italiano Sindaco di Montecarlo di Lucca Inviato da iPhone

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