Cerca

COSA FA UN GOVERNO DI BRAVI ECONOMISTI IN TEMPO DI CRISI?

“Le nostre decisioni hanno contribuito ad aggravare la congiuntura ma solo così si può sperare in un futuro risanamento duraturo”. Così, all’incirca, parlò Monti. Cosa fa un governo di bravi economisti di fronte ad una crisi economica indotta dalla speculazione finanziaria internazionale? Che domanda cretina. È chiaro. Fa di tutto, scientificamente, per trasformarla in una sana, rinvigorente e lungimirante recessione per consolidare l’economia del futuro. Così le aziende produttive, quelle che non possono emigrare, si potranno godere un po’ di rinvigorente riposo beneficiando del ristagno portato dalla recessione studiata a tavolino per migliorare l’economia del futuro. E’ vero che andrà perso quel poco di equilibrio economico e di innovazione che erano riuscite ad accumulare tra questa e la crisi precedente riportandosi agli stessi livelli di allora, forse un po’ più indietro, ma ne vale la pena per garantirsi un futuro più forte. Una buona dose di sacrifici per superare il periodo di crisi volutamente recessiva e via!, in attesa che la recessione faccia vedere i suoi futuri benefici. Prima o poi tutto passa. Alla fine, quando le imprese degli altri stati che nel frattempo hanno continuato seppure lentamente a progredire e non hanno perso i vantaggi delle precedenti conquiste tecnologiche ed economiche spingeranno la ripresa e ci tireranno fuori dalla recessione, le nostre industrie, quelle che miracolosamente non avranno ancora chiuso o non saranno emigrate o non saranno state vendute a tedeschi o cinesi, potranno ritornare ai livelli di prima della crisi giusto giusto nel momento in cui comincerà la prossima che ne fermerà ancora una volta la crescita cosicché, dovendo ad ogni ciclica congiuntura economica ripartire da posizioni via via più arretrate non riusciranno mai a mettersi in sicurezza e portarsi al livello dei concorrenti internazionali con i quali devono fare i conti. Ops! ma così non si cresce mai. Forse quegli economisti non sono poi tanto bravi. Se poi ci si mette anche la prossima fine dell’euro che affronteremo senza nessun piano per assorbirne gli effetti, che tarda solo perché tutti vorrebbero fossero gli altri a provocarla ma che verrà quando Germania e l’altro Nord Europa ci diranno fuori dai denti che non hanno la minima intenzione di unificare i loro attivi con i nostri passivi e ritrovarsi in una comunità nella quale convivere con un meridione grande come Italia, Grecia, Spagna, Portogallo e Irlanda da finanziare a getto continuo; se poi si aggiungono una politica corrotta e incapace di …, incapace e basta, e una burocrazia corrotta e inutilmente asfissiante; se poi si sommano una giustizia inefficiente e giudici ingiudicabili che vogliono indirizzare la politica e l’economia e decidere chi le aziende devono assumere e cosa e come devono fare; allora come si può sperare che ci sia qualche pazzo di industriale straniero che attratto da un governo recessionista, una burocrazia impedente e una giustizia invadente e fuori controllo pensi di investire in Italia; e come si può pretendere che ci sia qualche masochista industriale italiano che tartassato dalla corruzione, oberato dalla recessione, sfinito dall’arroganza della burocrazia e impotente contro una giustizia che non lo garantisce che non pensi di spostare le sue attività all’estero. Se solo non avesse famiglia! Se poi ci si mette anche un giornalista condannato al carcere per avere criticato un giudice esprimendo un suo legittimo e sacrosanto punto di vista ….. Bo? E’ già tanto che restino gli italiani. G. P. (non firmo con il nome completo perché non si sa mai; vai a capire quali sono le critiche che non ti mandano in galera!)

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Libero Quotidiano

Caratteri rimanenti: 400

blog