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"la grazia la chiede solo chi ha sbagliato" - parte seconda

Come sempre accade in talune circostanze, la mia storia iniziò per caso. Erano tempi, maledettamente attuali (anno 2005), in cui si discuteva sullo spinoso argomento dell’eutanasia. Inviai una mia riflessione, circa due colonne di pagina di giornale. Il giorno dopo ricevetti una telefonata da parte di un mio amico che si complimentava con me per l’articolo, a mia firma, apparsa su Libero. Grande fu il mio stupore ma ancora più grande fu la sorpresa di ritrovarmi in prima pagina! Da quel momento, diverse furono le prime pagine che il direttore Feltri decise di regalarmi. Non nascondo quel leggero fastidio che provavo tutte le volte, quando qualcuno mi diceva: “Scrivi su Libero? Allora sei di Destra!”. Io scrivevo e basta. Se la Destra, a mio avviso sbagliava, lo scrivevo. Così avveniva per il Centro e stessa cosa per la Sinistra. Vittorio Feltri non ha mai censurato una sola parola di ciò che ho scritto! Certo, cercavo di essere molto attento e di documentarmi il più possibile prima di scrivere qualunque cosa. Non sono certo di non aver commesso errori o omissioni, ma tutto quello che ho scritto, è sempre partito da un punto fermo che definisco come una stella polare della mia stessa vita: la buona fede. Si sa anche che tutto ciò, a volte, non è sufficiente. Come in tutte le professioni, a maggior ragione per ciò che è la mia passione, cioè scrivere, ritengo che prima di ogni cosa bisogna, e no bisognerebbe, essere Uomini. Lascio a chi legge la soggettiva interpretazione su questa parola. L’articolo per il quale Alessandro Sallusti è stato condannato e giudicato come “persona pericolosa” è stato firmato con uno pseudonimo: Dreyfus. Ebbene, mi avrebbe fatto piacere che, RENATO FARINA, alias Dreyfus, autore di quell’articolo avesse speso qualche parola. Ciò non è avvenuto e, se sia stato fatto, non certo con la risonanza che il momento avrebbe meritato. Sallusti ha taciuto, non certo per omertà. Farina ha taciuto. Questi sono i fatti. Questo deve saper fare chi scrive e, possibilmente, offrire a chi legge un’opportunità di riflessione, pensiero e, talvolta, di giudizio. Sempre e comunque in totale Libertà. Un abbraccio, caro Alessandro. P.S.: Caro Alessandro, qualora il buon Farina decidesse di querelarmi, ti prego di adoperarti per trovarmi un posto accanto alla tua cella. Molti non sanno che i nemici veri dei giornalisti sono, talvolta, gli stessi colleghi. Ecco perché certi Magistrati si sentono invitati a nozze di fronte a eventi del genere!

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